Recensioni FilmParis Is Burning - un tuffo nella cultura underground newyorkese

Paris Is Burning – un tuffo nella cultura underground newyorkese

Paris Is Burning è un film documentario del 1990, diretto dalla regista statunitense Jennie Livingston. Il progetto debuttò a settembre dello stesso anno al Toronto International Film Festival. L’anno dopo approdò al Sundance Film Festival e la distribuzione definitiva al grande pubblico avvenne dal 13 marzo 1991.

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Il documentario esplora tematiche importanti, quali l’emarginazione sociale dovuta al razzismo e all’omotransfobia. In particolare si concentra sulla scena della ball culture newyorkese sul finire degli anni 80. Il film, ad oggi, vanta un’importanza fondamentale e la stessa Biblioteca del Congresso lo ha elogiato per i suoi meriti culturali, storici ed estetici.

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Paris Is Burning – Trama

Il documentario si articola nell’arco di sei anni, in cui la regista ha intervistato personalità di spicco della scena ballroom newyorkese. Tra i vari personaggi, Livingston ha incontrato Pepper LaBeja, Dorian Corey, Angie Xtravaganza e Willi Ninja. Le interviste si intrecciano a scene di competizioni di voguing, nelle ballroom americane. Nel corso del progetto i personaggi spiegano la regolazione e il funzionamento della comunità drag e transgender del tempo.

Oltre alla suddivisione interna, emergono anche le condizioni di vita delle artiste della comunità latina e afroamericana queer. Molte di loro sono vittime di razzismo, violenza, omotransfobia e AIDS. Una delle protagoniste, Venus Xtravaganza, a causa del suo orientamento sessuale, è stata uccisa da un cliente, durante i sei anni di riprese.

Le queens devono trovarsi un modo per vivere e molto spesso si mantengono con la prostituzione e con dei furtarelli. Per continuare a lavorare, alcune, decidono anche di sottoporsi ad interventi di chirurgia estetica per la transizione sessuale. Altre, invece, decidono di abbandonare l’idea della ri-assegnazione dei genitali, per la pericolosità dell’operazione.

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Paris Is Burning – Recensione

In Paris Is Burning, più che in ogni altro documentario dedicato alla comunità queer, c’è un’importante tentativo di restituzione. Jennie Livingston nella creazione di questo progetto ha tentato di dare voce ad un gruppo sociale che si fa forza nello squallore più totale. Una fatiscenza che ha declinazioni di diverso tipo: povertà, AIDS, prostituzione, razzismo e omotrasfobia.

Le condizioni di vita precarie delle queens sono strettamente collegate all’odio che la società nutre nei loro confronti. La figura della drag queen, a distanza di più di trent’anni, non è ancora completamente sdoganata. E la stessa sorte tocca alle persone transessuali e/o transgender, la cui dimensione interiore è fortemente incompresa dalla realtà maschilista, patriarcale e misogina.

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Le interviste sono molto eloquenti e ben articolate. Danno allo spettatore tante informazioni che riguardano il mondo drag, ma anche quello queer in generale. La fotografia è sporca e grezza, in perfetto stile documentaristico. Le riprese sono in 16mm a colori ed è questo che le conferisce un aspetto granuloso e caldo. La camera spesso non è fissa, ma è a mano. Stessa cosa riguarda l’illuminazione, che è sempre minimale.

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Il significato del voguing

Il voguing è uno stile di danza nato all’interno della cultura ballrom afroamericana e latina queer di New York, soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta. Si tratta di una forma di espressione artistica, identitaria e sociale. I passi si ispirano alle camminate e agli atteggiamenti da passerella. Lo stesso nome rimanda al mondo della moda.

Anche le pose del voguing sono angolari e ben precise, perché devono avere un carattere fotografico. Le ballerine e i ballerini devono apparire espressivi, orgogliosi, ma anche competitivi. Spesso è la musica house il sottofondo di questo stile di danza. E’ una vera e propria performance artistica, nata dalla resistenza all’odio che la società scaglia sulla comunità queer.

La regista decide di dedicare uno spazio e di restituire la voce a queste persone, che non riescono ad essere ascoltate. Restituisce loro una legittimità, rende le queens protagoniste, per una volta, di un lungometraggio che racconta della loro vita. Descrivendone il carattere precario, tenta così, di denunciare l’odio ingiustificato nei confronti di persone che stanno conducendo normalmente la loro esistenza.

La morte di Venus Xtravaganza è un chiaro messaggio: le piccole forme di resistenza come il voguing non bastano. Vanno celebrate, praticate e protette. Ma non basta. L’ignoranza, che genera odio, deve finire. L’unica soluzione è quello di educare la società alle possibilità altere. L’ignoto è spaventoso e per questo è importante informarsi ed educarsi al riguardo. Solo con l’educazione a tematiche delicate e importanti le cose potranno cambiare.

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Conclusioni

Paris Is Burning è una narrazione autentica e commovente di una comunità che è sempre esistita, continua ad esistere ed esisterà per sempre. E’ uno dei capolavori del cinema queer e ogni documentario farà sempre riferimento al lavoro di Livingston.

Ogni singolo personaggio coinvolto nel progetto ha avuto una vita difficile. Alcuni interpreti sono venuti a mancare anche dopo poco, non solo per l’AIDS. Ma anche per il male che l’odio può causare. Ciò che non si conosce può spaventare solo se non lo si vuole conoscere davvero. Quando ci si apre al mondo, le cose cambiano.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Emozioni
Interpretazioni

SOMMARIO

Una chicca del cinema underground. Da recuperare subito

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