Dopo otto lunghi anni dal primo capitolo (qui la recensione) con Oceania 2 si torna a navigare in oceani misteriosi e cristallini. La prima grande avventura di Vaiana ha sicuramente segnato sia bambini del tempo che quelli degli anni successivi, tanto che dopo Frozen Oceania rimane ancora il più grande successo Disney degli ultimi dieci anni. A testimoniare questo sono i giovanissimi che, non ancora nati nel 2016, si vedono con indosso una maglietta a tema intenti a giocherellare con una bambola raffigurante la principessa degli oceani o il semidio mutaforma dai molteplici tatuaggi.
Oceania 2 è da oggi disponibile nelle sale italiane.
Oceania 2: trama
Dopo aver ricevuto nuovamente un inaspettato richiamo dai suoi antenati, Vaiana (Auliʻi Cravalho) deve viaggiare verso i lontani mari dell’Oceania e in acque pericolose e dimenticate per un’avventura diversa da qualsiasi cosa abbia mai affrontato nella sua vita. Un misterioso e titanico dio del mare passato minaccia di cambiare per sempre il volto del mondo conosciuto e solo Vaiana può sconfiggerlo. Ad accompagnare l’eroina degli oceani il vecchio Maui (Dwayne Johnson) ed una “improbabile” ciurma di nuovi navigatori.

Oceania 2: un sequel che funziona
Lo spirito del mare e le avventure che esso porta arrivano in maniera roboante dai meravigliosi paesaggi animati che solo la bellezza della natura può ispirare. A distanza di otto anni Oceania è sempre la stessa bella, funzionante e riuscita macchina ben assemblata che era il primo capitolo. L’avventura e il destino da “salvatore del mondo” di Vaiana traghettano questa zattera che, per i più piccoli, è ancora la zattera delle meraviglie. Per i più maturi il sentimento non sarà certo lo stesso, ma infondo questa è un opera non a loro destinata, pressoché priva di particolari riflessioni o messaggi nel sottotesto.
L’avventura, la bellezza visiva e la varietà dei protagonisti sono i cardini di questo classico Disney numero 63. Le new entry, lasciando da parte una strega dai connotati non chiari e dal ruolo del tutto privo di utilità, sono tutte azzeccate. Il vecchietto energico ma timoroso dell’acqua, il giovane appassionato di storie leggendarie, il guerriero proveniente da una strana tribù e la costruttrice flash, uniti ai già noti Maui e Vaiana formano una ciurma tanto bizzarra quanto spassosa.

Canzoni ed animazione
Da ormai molto tempo lo spettatore è più che abituato alle pause e intermezzi musicali tipici dei classici Disney. Tralasciando il fatto che tutte e otto le canzoni sono molto caratteristiche e seguono le amate tonalità del film del 2016, questo Oceania 2 ha forse premuto un pochino troppo il pedale nella prima parte dell’opera, ricca di tracce, che ne allungano il minutaggio e che inevitabilmente portano ad un tempo troppo dilatato dei primi due atti. Il finale è infatti molto frettoloso e la battaglia che deciderà le sorti del mondo si spende in una manciata di minuti. Un piccolo difetto che non va troppo a pesare sulla valutazione, ma che però potrebbe far storcere un pochino il naso ai più attenti.
Come già detto le canzoni e la colonna musicale, che qui sono certo i due carichi da novanta, sono cucite addosso a questo sequel seguendo le misure del suo primo capitolo. Una scelta facile ma senza dubbio azzeccata, come dimostreranno le quasi certe due nomination ai premi Oscar per la miglior canzone e miglior film d’animazione che Oceania 2 otterrà.
In grandissima forma anche l’animazione messa in campo dal team creativo diretto dai registi Dana Ledoux Miller, Jason Hand e David Derrick Jr. Dopo la poco riuscita tecnica messa in piedi per Wish, che voleva essere una sorta di mix tra il classico 3D e lo sfavillante “fumettoso” Spider-Man della Sony, si ritorna sui passi Strange World – Un mondo misterioso. Un salto in avanti non sarebbe certo da disdegnare, ma se i risultati sono quelli dello scorso anno va benissimo mantenere l’ormai amato CGI con un pizzico di tradizionale.

In conclusione
Oceania 2 è uno di quei sequel che non fanno certo fare dei grandi salti di gioia ma che neanche fanno dire “c’era davvero bisogno di questo seguito?”. Il film funziona nel suo semplice seguire il tracciato lasciato dall’opera del 2016: animazione dai colori sgargianti, ottima colonna sonora ed un atmosfera che è un perfetto mix tra magia e natura. Oceania fu un buon successo commerciale (oltre 600 milioni di dollari) ma ancor di più fu la sua vittoria contro il più grande nemico delle opere cinematografiche: il tempo. Che piaccia o no, ancora oggi Oceania è presente nei cuori di tutti i bambini e questo sequel potrebbe avere lo stesso destino.
Il posto più alto del podio dei maggiori incassi dell’anno nella categoria animazione rimarrà quasi sicuramente occupato da Inside Out 2, sovrano di questo 2024, ma sicuramente Oceania 2 non sfigurerà nella lista finale del botteghino annuale.
