Marco Bellocchio presenta “Portobello” e prepara un nuovo biopic

Marco Bellocchio prepara una nuova serie Portobello (distribuita da HBO Max) segnando un nuovo capitolo nella carriera del maestro italiano. Dopo film ispirati a figure reali e pagine oscure della storia nazionale, il regista torna con un racconto potente e attuale.

Marco Bellocchio ha costruito gran parte della sua filmografia su personaggi travolti dalla Storia. Da Rapito fino a Buongiorno, notte, il suo cinema ha spesso indagato verità controverse e drammi politici.

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Marco Bellocchio

I nuovi progetti

Con Portobello, ora disponibile su HBO Max, Bellocchio racconta la caduta del celebre conduttore Enzo Tortora. Arrestato nel 1983 con accuse poi rivelatesi false, Tortora visse un incubo giudiziario che scosse l’Italia per quattro anni.

A interpretarlo è Fabrizio Gifuni, già protagonista di Esterno notte. Bellocchio lo ha scelto per la sua capacità di restituire il peso umano e giudiziario della vicenda. La serie, in sei episodi, non è solo un true crime, ma un affresco dell’Italia degli anni ’80, tra crisi dei partiti tradizionali e nuovi equilibri mediatici.

Il progetto nasce dalla lettura delle lettere scritte da Tortora alla compagna Francesca Scopelliti durante la detenzione. Un punto di partenza intimo per una tragedia pubblica.

Parallelamente, il regista guarda al futuro. È in sviluppo Falcon, biopic dedicato a Sergio Marchionne, manager che risollevò Fiat e guidò la fusione con Chrysler. Un progetto ambizioso, ancora in fase di scrittura, che richiederà un attore italiano perfettamente bilingue.

La disponibilità di HBO Max conferma così la coerenza di un autore che continua a interrogare il potere, la giustizia e la memoria collettiva.

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Con Portobello Bellocchio dimostra che il passato italiano brucia ancora. E mentre prepara Falcon, ribadisce una cosa: il suo cinema non ha alcuna intenzione di smettere di interrogare la realtà. Bellocchio continua a leggere e reinterpretare l’Italia, raccontando i suoi drammi, le contraddizioni e le grandi figure storiche con uno sguardo unico e profondamente critico.

Fabio Salvati
Fabio Salvati
Il cinema mi piace da quando ero piccolo, e passavo i pomeriggi a perdermi tra storie di ogni tipo, dai cartoni animati ai grandi classici. Da Iñárritu a Kim Ki-duk, da Farhadi a Herzog, fino a Fellini e Monicelli: non faccio distinzioni, guardo tutto con entusiasmo quasi sospetto. Sono un appassionato di sceneggiatura e mi diverte smontare i film pezzo per pezzo, capire come funzionano e scoprire i segreti che li rendono così affascinanti.

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