venerdì, 23 Aprile, 2021
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La famosa invasione degli orsi in Sicilia

La famosa invasione degli orsi in Sicilia è un film d’animazione vibrante e delizioso del 2019 diretto da Lorenzo Mattotti. Basato sull’omonimo racconto per bambini del romanziere Dino Buzzati del 1945, il film segue due animatori itineranti che inciampano in una grotta e placano l’orso che trovano al suo interno, raccontandogli una storia di eroismo, ribellione e magia.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

La famosa invasione degli orsi in Sicilia narra che gli orsi, prima di scomparire dalle terre dell’isola, vivevano nei boschi guidati dal loro re Leonzio. Tutto inizia quando Tonio, il figlio del Re Orso, viene travolto dal fiume e catturato dagli umani. Il dolore di Leonzio è schiacciante e trascura i suoi doveri di leader. L’inverno si avvicina di soppiatto prima che gli orsi abbiamo avuto la possibilità di conservare il cibo, quindi decidono di andare in città dove poter mangiare e cercare Tonio. Il cattivo Granduca, presumendo che sia un’invasione, mette le sue truppe contro gli orsi, che vengono temporaneamente aiutati dal mago sicofante del sovrano De Ambrosis. L’abilità di Mattotti come illustratore e fumettista, insieme ad una squadra di animatori, prende vita proprio quando i mondi dell’orso e dell’uomo si incontrano/scontrano. Le montagne degli orsi sembrano drappeggiate in seta, non ci sono bordi o calanchi aspri. Gli orsi stessi sono creature semplici ed aggraziate. All’interno di queste scene alpine, le loro forme eleganti, quasi intagliate nel legno, sembrano di casa tra la neve e gli alberi. Gli umani, al contrario, proiettano ombre dure contro il paesaggio, con angoli e colori innaturali.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Le scene di battaglia sono incantevoli, come nel momento in cui branchi di cinghiali si trasformano improvvisamente in palloncini e galleggiano via, o più tardi, quando gli orsi inviano enormi palle di neve lungo una serie di scogliere. Ogni scena è magnificamente immaginata in colori primari. Mentre gli eserciti si scontrano, Mattotti abbandona le regole spaziali e i ritmi di qualsiasi tipo di realtà. La famosa invasione degli orsi in Sicilia adotta l’estetica da capogiro e ruota dei colori dei classici musical di Hollywood, un diversivo stilistico usato alcune volte nel film, ognuno più soddisfacente dell’altro. È la natura che si armonizza: cori di orsi danzano sul bordo di infinite piattaforme di ghiaccio; palle di neve di dimensioni lunari navigano, sincronizzano e appiattiscono battaglioni umani. Più tardi, in una squisita sequenza trasversale, scompaiono le linee di contorno del paesaggio sullo sfondo del cielo, sostituiti con i colori di Arlecchino e l’arena della guerra scorre sullo schermo in modo molto cartoonesco. Alla fine, Tonio viene trovato in un circo, il Granduca viene rovesciato e, così, comincia una sorta di strana convivenza tra orsi e umani che però non sembra essere destinata a durare a lungo.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Mattotti ha innegabilmente e abilmente successo. Lo stile di animazione de La famosa invasione degli orsi in Sicilia è unico e stimolante. Si può facilmente riconoscere l’eleganza della tecnica di disegno dell’artista. Il film non evita i colori intensi e crea un mondo idiosincratico di fantasia in cui orsi e umani convivono senza suscitare troppo scetticismo. Guardare questo film è come osservare un libro per bambini prendere vita meravigliosamente davanti ai nostri occhi. Paesaggi mediterranei con qualche licenza artistica aggiungono un’atmosfera inconfondibilmente fiabesca, tra orsi parlanti, fantasmi e temibili creature acquatiche. Figure spettrali popolano spazi tra orsi e umani, tra bestie politiche della terra e fantastici mostri del profondo. Evocare le distinte terre degli orsi e degli umani rivela i mondi sopra e sotto. Il regista apre una nuova finestra grazie alle scelte tematiche e narrative, un taglio abbastanza caratteristico nella cultura italiana, che è stato raramente esplorato dal mondo dell’animazione. Può essere facilmente letto come un’allegoria politica, il che lo rende estremamente rilevante ai giorni nostri. Ancora più importante questa animazione non presenta un lieto fine stereotipato e offre invece un approccio maturo allo storytelling per bambini.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

L’idendità estetica del film deve molto anche a Buzzati, che è stato anche un illustratore e ha disegnato molti schizzi per il libro. La forma è semplice e genuina, riprende uno stile di narrazione consapevolmente tradizionale, con un uso minimo e quasi impercettibile dell’animazione tridimensionale. La famosa invasione degli orsi in Sicilia è un film fuori dal tempo che, non solo intrattiene e affascina, ma vuole educare il suo pubblico giovane e adulto. Vi è una lucentezza modernista nelle sue forme classiche europee, una stratificazione narrativa nella sua storia morale di base. Mattotti inverte anche in modo intelligente il racconto nell’atto finale, interrogando la presunta arroganza degli umani. Esemplifica l’utile combinazione di profondità e semplicità in tutto questo lavoro che è sostanziale e attentamente lavorato. C’è un sottile specchio e distinzione tra le due tribù, mentre gli orsi cadono nel vizio e nelle inclinazioni. La paura dell’assimilazione è sempre presente, che alimenta l’ansia inquietante di guardare dall’orso all’uomo, dall’uomo all’orso, dall’orso all’uomo di nuovo, e poi sembra quasi impossibile dire chi dei due sia l’orso e chi l’uomo.

Voto Autore: [usr 3,5]

Maria Rosaria Flotta
Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul cinema d'animazione. Curiosa, attenta e creativa. Appassionata di cinema, arte e scrittura.

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