Jurassic Park, la recensione

Jurassic Park è un film del 1994 diretto da Steven Spielberg, basato sull’omonimo romanzo di Michael Chricton, e prodotto da Kathleen Kennedy e Gerard Molen.

Il film è considerato uno dei cult più importanti degli anni ’90, ed il primo film ad alto budget a fare uso di CGI, nonché capostipite del noto franchise cinematografico costituito da Il mondo perduto – Jurassic Park (1997), sempre diretto da Spielberg, Jurassic Park III (2001), Jurassic World (2015), Jurassic World – Il regno distrutto (2018) e Jurassic World – Il dominio (2022).

Nel cast principale si trovano Sam Neill, Laura Dern, Jeff Goldblum e Richard Attenborough.

Jurassic Park trama

Jurassic Park è ambientato nel 1993, quando l’eccentrico miliardario John Hammond invita il noto paleontologo Alan Grant e la paleobotanica Ellie Sattle su Isla Nubur. Qui, i due scienziati sono sorpresi e scossi nel trovare un parco abitato da veri e propri dinosauri. Grazie alla clonazione, infatti, Hammond ha finanziato un progetto indirizzato a riportare in vita gli animali estinti, rinchiudendoli poi in un sistema di gabbie elettrificate, con l’obiettivo di creare un parco divertimenti a tema sfruttando proprio le bestie come attrazioni. Per conquistare i suoi investitori, tuttavia, l’uomo ha bisogno di avere l’appoggio di un gruppo di esperti. In compagnia del matematico Ian Malcom e dell’avvocato Donald Gennaro, Alan e Ellie si recano sull’isola insieme ai nipoti di Alan, Tim e Lex, per studiare lo straordinario lavoro.
Quando un collaboratore di John si fa corrompere da un rivale del suo capo, il sistema di sicurezza collassa improvvisamente e il gruppo si ritrova a fronteggiare i feroci dinosauri.
Impossibilitati a lasciare il parco e a contattare il mondo esterno, il gruppo deve quindi fronteggiare le minacciose e aggressive creature, dimostrando cosa succede quando la potenza della scienza genetica sfugge al controllo umano.

Jurassic Park

Jurassic Park recensione

Jurassic Park è uno dei capisaldi del cinema di Steven Spielberg: una pellicola completa, che mescola fantascienza, azione, thriller e avventura, e che non guarda all’età anagrafica del suo pubblico. Se l’impiego di certi mezzi e l’uso di un determinato impianto immaginifico ricordano un altro cult del regista, E.T. L’extraterrestre, la fascinazione che ne scaturisce è unica nel suo genere: per ricreare i dinosauri, infatti, Spielberg si è avvalso della più grande tecnologia cinematografica disponibile all’epoca, la CGI (Computer-Generated Imagery) inventata dalla Industrial Light & Magic, ideata dal grande amico George Lucas.

L’importanza che Jurassic Park ricopre nella storia del cinema non è affatto da sottovalutare, nonostante sia un film dichiaratamente commerciale. Spielberg ripropone al cinema il tema dell’uomo contro la natura, già affrontato ne Lo Squalo (1975), ma in chiave totalmente diversa: infatti, qui è l’essere umano il vero artefice delle proprie disgrazie, andando a contaminare un mondo non certamente costruito per ospitare creature estinte da miliardi di anni. Il film è frutto di una ricetta pressoché perfetta, che ha come ingrediente principale una storia piena di suspense e divertimento e allo stesso tempo dà anche la possibilità di discutere riguardo temi etici e scientifici, i quali ormai sono presenza fissa all’interno del dibattito riguardante la tecnologia genetica e le sue potenzialità.

Jurassic Park

Il rimaneggiamento dell’opera letteraria è probabilmente uno degli adattamenti più riusciti di sempre – complice anche la presenza dello stesso scrittore del romanzo all’interno del team della sceneggiatura -, in quanto sia i significati che i temi all’interno del libro rimangono gli stessi, mentre i tempi e i luoghi vengono mutati per rendere al meglio il senso dello spettacolo e sfruttare i grandi pregi visivi dati dalla CGI.

Ogni attore risulta perfettamente calato nella parte, in particolare i protagonisti, ben caratterizzati, che sono il vero fulcro attorno a cui ruotano le emozioni di Jurassic Park: molte delle sequenze memorabili del film sono incentrate sull’espressività dei personaggi, sulle loro reazioni e sui loro dialoghi. Ad accompagnare il tutto si ha una colonna sonora magistrale, composta dal leggendario John Williams, entrata prepotentemente nell’immaginario collettivo globale.

Jurassic Park

Come in altri suoi film, ad esempio I predatori dell’arca perduta, Spielberg sembra rifarsi alla concezione di realismo magico tipico di George Meliès, in cui il cinema è forma di intrattenimento ai massimi livelli, mezzo di trasporto verso altri mondi. Se il parco divertimenti con i dinosauri diventa un’attrazione dalle meraviglie intense e fatali, così il film si autoproclama come uno spettacolo di pura magia, il quale riesce a fare innamorare il proprio pubblico non solo della realtà che viene mostrata ma anche del modo in cui essa viene raccontata.

Jurassic Park ha vinto numerosi riconoscimenti, tra questi si ricordino tre premi Oscarmiglior sonoro, miglior montaggio sonoro, migliori effetti speciali – e un premio BAFTAmigliori effetti speciali -. Nel 2018, inoltre, il film è stato anche scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso negli Stati Uniti per essere “culturalmente, storicamente o esteticamente significativo”. Sempre nel 1993, Steven Spielberg era impegnato anche nelle riprese di Schindler’s List, considerato da molti il suo capolavoro: un’annata che, a questo punto, diventa difficile da dimenticare, sia per il regista sia per noi cinefili.

Jurassic Park trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni
Samuele Galleri
Samuele Galleri
Cinefilo di seconda generazione, amante soprattutto delle serie televisive e del cinema di animazione.

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