NewsJodie Foster critica Killers of the Flower Moon

Jodie Foster critica Killers of the Flower Moon

Nel corso di un intervento al Marrakech Film Festival, Jodie Foster ha aperto un dibattito pronunciando parole forti su Killers of the Flower Moon. Per lei, l’opera di Scorsese avrebbe dato il meglio se fosse stata realizzata come una serie in streaming di otto ore.

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“Lo streaming oggi consente di raccontare con maggiore profondità storie complesse. Film come questo, con tanti personaggi e temi, guadagnerebbero da un formato seriale”, ha spiegato Jodie Foster.

Jodie Foster

Jodie Foster: “Lo streaming dà spazio alle storie”

Secondo Jodie Foster, il modello del cinema tradizionale mostra ormai i suoi limiti. “In streaming,” – dice, – “puoi raccontare le cose come vuoi davvero, esplorando tutte le sfumature che un film di due-tre ore non può raggiungere.”

Riferendosi al film di Scorsese, l’attrice ha indicato che lo spettro narrativo — soprattutto la dimensione della comunità Osage e la tragedia collettiva — meritava più spazio. Un formato lungo avrebbe permesso di “dare respiro” a tutte le voci coinvolte.

Jodie Foster, che recitò per Scorsese in Taxi Driver, non critica la qualità del film — che considera “potente” — ma suggerisce che una struttura seriale avrebbe amplificato l’impatto emotivo e storico della vicenda.

Un’idea che ripropone un vecchio dibattito su cinema e streaming

L’opinione di Foster rilancia un tema molto attuale: la crescente importanza del formato seriale per adattare opere complesse o ricche di contenuti storici. Per molti registi e spettatori, lo streaming consente di dilatare la narrazione, approfondire personaggi e dare il giusto peso a storie ampie.

Il riferimento a Killers of the Flower Moon — film lungo, ambizioso e già discusso per la sua durata e densità — rende l’ipotesi di una versione in serie non solo suggestiva, ma anche coerente con il desiderio di raccontare con cura temi sensibili.

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In un’epoca in cui le piattaforme digitali dominano la distribuzione, le parole di Jodie Foster suonano come un invito a ripensare il modo in cui raccontiamo certe storie.

Simone Cigna
Simone Cigna
Sono cresciuto tra la Terra di Mezzo, i viaggi nel tempo di Hill Valley e i pugni di Rocky sul ring. Il cinema per me è tutto questo: avventura, emozione e memoria. Se qualcuno lo ha girato, io lo voglio vedere perché ogni film, anche il più piccolo, nasconde un mondo da scoprire. Amo Scorsese e Kubrick, ma anche la poesia malinconica di Wong Kar-wai: il bello del cinema è che non smette mai di sorprendermi.

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