Io sono Babbo Natale, l’ultimo film di Gigi Proietti

Il periodo natalizio porta con sé tantissime tradizioni, usanze e cliché. Nell’ambito del cinema, in questo periodo i film di Natale sono un must. I grandi classici sono sempre i preferiti, ma anche le nuove uscite possono attirare lo spettatore. Su Amazon Prime Video e prima al cinema è uscito Io sono Babbo Natale, un film che può attrarre il pubblico per più di una ragione. In quanto appunto film natalizio, ma anche perché si tratta dell’ultima pellicola che vede la partecipazione di Gigi Proietti.

L’attore si è spento il 2 Novembre del 2020, il giorno in cui ha compiuto ottant’anni e il film è quindi postumo. Il pubblico è rimasto molto colpito da questa scomparsa che ha privato il cinema e il teatro italiano di un trasformista, un mattatore che ha saputo spaziare in ruoli di vario genere facendo però del comico la sua cifra ideale. Cosa resta, allora, di Gigi Proietti? E come regge il confronto il protagonista di Io sono Babbo Natale, che è Marco Giallini?

Io sono Babbo Natale

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Io sono Babbo Natale non parte, volutamente, da premesse originali. Un film sul Natale con protagonista, in teoria, Babbo Natale che però poi non è il vero personaggio principale. A interpretare Ettore, il vero protagonista, è infatti Marco Giallini nei panni di un ex galeotto, appena uscito dal carcere che si ritrova senza niente. Non ha un soldo, ha ancora tanti nemici e gli rimane solamente una ex compagna e una figlia di cui non sa nulla, l’ha abbandonata anni fa commettendo quella che definisce la più grande cazzata della sua vita. Mentre si ritrova a dormire su una panchina al freddo, incontra un signore, interpretato da Gigi Proietti, che gli dà addirittura una banconota da cinquanta euro. Ritenendolo quindi ricco, lo segue e decide di entrare in casa sua per rapinarlo.

Non ci vuole molto prima che si accorga di avere a che fare con un personaggio a dir poco singolare, che si chiama Nicola Natalizi, un nome una garanzia. Non solo: la casa è strana, il suo atteggiamento è tra l’ingenuo e il trasognato. Finché Nicola non gli rivela il suo segreto: è Babbo Natale. Chiaramente Ettore pensa di avere a che fare con un vecchio rimbambito, e ha intenzione di approfittare della situazione. Si fa ospitare da lui con la scusa in un certo senso di accudirlo, con il benestare della sua ex compagna che si convince sia cambiato e gli permette di frequentare la figlia. Tuttavia, con il tempo, il segreto di Nicola si rivelerà non la fantasia di un vecchio, bensì la verità. E anche quando Ettore se ne convincerà da bravo ladro cercherà di trarne tutti i vantaggi possibili.

Ettore (Marco Giallini): Ma che ce fai co’ tutti quei giocattoli lì sotto?! Se po’ sape’ chi sei?
Nicola (Gigi Proietti): Sono Babbo Natale, mi raccomando non lo dire a nessuno.
Ettore: A chi ‘o dico?!

I due protagonisti sono il motore centrale della storia, che ha una trama non originalissima ma è scritta molto bene. Marco Giallini è un attore che ha già dimostrato grande capacità di convincere in più ruoli. Il cattivo però con anche un cuore tenero gli si addice e lo rende egregiamente, ma è soprattutto la sintonia con Proietti a rendere la pellicola piacevole.

Tutto quello che un film di Natale deve essere

Io sono Babbo Natale ha il pregio di essere tutto ciò che un film di Natale deve essere. Uno spettatore abituale di questi film si aspetta sostanzialmente un po’ di magia, qualche scena inverosimile e un lieto fine che possa indurlo alla riflessione e alla tenerezza. In questa pellicola c’è tutto questo, con qualche chicca che solo lei possiede. Il romanesco, innanzitutto, è un elemento caratterizzante. La parlata di Giallini e Proietti suscita la naturale ilarità ma risulta anche profondamente spontanea. Nessuna macchietta nel modo di recitare, ma da Proietti se lo aspettavano tutti ovviamente.

Altro grande elemento a favore del film è la capacità di creare la sospensione dell’incredulità. Non tanto per gli aspetti irrealistici, quanto per come sono gestiti capita di non riuscire a sentirsi presi da una storia. Se scritta bene, però intenerisce. Non è un capolavoro della commedia, ma fa il suo lavoro senza troppe pretese. Vi è anche un modo un po’ diverso di vedere Babbo Natale e i suoi poteri “magici”: una magia che non sembra risiedere solamente nella sua persona, ma perfino nel suo costume e nel cappello. A convincere in tutto ciò sono le interpretazioni, ma anche le piccole cose: gli effetti speciali che non sono perfetti ma nemmeno inverosimili, le caratteristiche dei personaggi e soprattutto i dialoghi. La sceneggiatura stessa non si prende troppo sul serio, prendendosi in giro da sola. Ad esempio sulle sue stesse battute:

Nicola: Devi sapere che Babbo Natale è dotato di una serie di super poteri: riuscire a realizzare tutti i desideri.
Ettore: Beh, ma qui c’è un conflitto di interessi col genio della lampada!
Nicola: Ma che battuta imbecille!

Io sono Babbo Natale

Io sono Babbo Natale: diventare uomo

Un altro elemento ricorrente nei film di Natale è l’idea di miglioramento. Essere buoni a Natale significa ricevere i doni da Babbo Natale, ma soprattutto rispecchiare il mood di un periodo in cui tutti vogliamo essere migliori. Il protagonista del film deve fare proprio questo: migliorare o, come dice Nicola nel film, trasformarsi.

Ettore: Ma se io volessi diventare Babbo Natale, dico?!
Nicola: I super poteri non bastano, quello che più conta è il trasformarsi. Se uno vuole diventare Babbo Natale deve essere buono.

Non è una storia classica di redenzione, anzi forse la redenzione è quella che funziona meno bene. Più che altro Io sono Babbo Natale è un film che racconta come si possa, a volte, avere fiducia negli uomini e nella loro possibilità di diventare ciò che già sono. Spesso non riescono a seguire una natura buona che comunque possiedono, a causa di altri fattori. Nel caso di Ettore, a causa della difficile infanzia e dei genitori. Per questo motivo, la piacevolezza della pellicola e l’intrattenimento che crea sono, insieme all’imponente ultima performance di Gigi Proietti, validissimi motivi per godersi questo film a Natale.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni
Silvia Argento
Silvia Argento
Laureata triennale in Lettere Moderne e due magistrali in Filologia Moderna e Editoria e scrittura cum laude. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice, autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

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