Denis Villeneuve dirigerà Incontro con Rama di Arthur C. Clarke

Dopo Dune 2 ancora fantascienza per il regista

E’ instancabile Denis Villeneuve. Dopo aver annunciato Dune 2 previsto per l’autunno 2023, ha già deciso il suo nuovo progetto. Si tratta dell’adattamento cinematografico di Incontro con Rama, primo romanzo del ciclo di Rama di Arthur C.Clarke, pubblicato in Italia nel 1973 nella collana Urania. Tra i produttori figura già Morgan Freeman, interessato alla trasposizione da più di vent’anni. Clarke, scrittore di 2001: Odissea nello spazio, continuò il ciclo di Rama scrivendo Rama II, Il giardino di Rama e Il segreto di Rama. Non esiste, fino ad ora, nessun adattamento cinematografico della saga letteraria, soltanto due videoludiche. E’ probabile che Villeneuve ne sia rimasto affascinato perché simile al suo Arrival, infatti la trama ha al centro un oggetto non identificato che una sonda scoprirà essere un’astronave aliena. Sarà una spedizione di esploratori a capire la vera natura dell’oggetto e ad avere il primo contatto con la razza di visitatori.

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Denis Villeneuve, un peso massimo del cinema contemporaneo

Una filmografia abbastanza breve, ma ricca di spunti e film d’autore nonché blockbuster per il grande pubblico. Brevemente la carriera di Denis Villeneuve può essere così riassunta. Sin dai primi film si impose sulla scena internazionale come astro nascente del cinema contemporaneo e Hollywood non ha perso tempo a riconoscerne il talento. Viene premiato a Cannes, Venezia, Berlino e nominato agli Oscar con La donna che canta, Prisoners, Sicario e Arrival per cui riceve una nomination come Miglior Regista. Successivamente dirige Blade Runner 2049, sequel del film di Scott del 1982 e Dune, recentemente uscito nelle sale. Si può affermare a gran voce che Villeneuve ormai è un nome di cui non si può fare a meno e ogni suo film è da tenere d’occhio.

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Tiziana Panettieri
Tiziana Panettieri
E’ un amore di lunga data quello tra me e il cinema, cominciato con cult come Halloween, IT e L’Esorcista e alimentato negli anni con il meglio dell’horror e del cinema di genere. Ammetto, però, d’aver subìto il fascino del cinema asiatico, mediorientale e sudamericano. Sono onnivora, non mi precludo nulla senza aver prima provato.

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