lunedì, 27 Settembre, 2021

Il Labirinto del Fauno: trama e significato del film di Guillermo Del Toro

Il Labirinto del fauno è un film onirico che abbraccia diversi generi cinematografici. Scritto, prodotto e diretto da Guillermo del Toro, regista premio oscar per La forma dell’acqua, è una mescolanza di suggestioni fantastiche e atmosfere horror che si accendono sullo sfondo di una vicenda drammatica, a sua volta inserita in uno scenario storico e di guerra perfettamente ricostruito.

Uscito il 24 novembre del 2006, Il labirinto del fauno è un film senza tempo da vedere e soprattutto rivedere. Una sola visione non può bastare per interpretarne tutti i significati nascosti e scoprire i numerosi simboli esoterici.

Il labirinto del fauno trama

La vicenda è ambientata nella Spagna del 1944. La Guerra si è conclusa con l’ascesa di Francisco Franco al potere. Un gruppo di ribelli resiste nascosto nei boschi, braccati dal crudele Capitano Vidal (Sergi López) dell’esercito franchista e dal suo gruppo di uomini decisi a sterminarli. Il Capitano Vidal ordina alla nuova moglie Carmen (Ariadna Gil), di raggiungerlo nel vecchio mulino dove si è insediato l’esercito. La donna, debole e sofferente, porta in grembo il primogenito del Capitano.

la giovane ofelia

Ad accompagnarla è la figlia dodicenne avuta dal primo marito caduto in guerra. La piccola Ofelia (Ivana Baquero) è una ragazzina divoratrice di libri di fiabe che subisce la severità malvagia del patrigno che la vorrebbe più obbediente. In cerca di solitudine si avventura nei boschi. Qui si imbatte in un misterioso labirinto di pietra all’interno del quale scopre nascondersi un Fauno (Doug Jones). Ma Ofelia non teme la creatura del labirinto, che da subito dimostra di riconoscerla. Le rivela che lei è in realtà la Principessa Moana del Regno Sotterraneo e che suo padre il Re la sta cercando. Per far ritorno nel suo regno, la bambina dovrà sottoporsi a tre prove di coraggio.

Il labirinto del Fauno significato

Il labirinto del fauno è una storia ermetica dalle molteplici interpretazioni, che possono mutare per adattarsi al momento storico globale nonché al vissuto di ogni singolo spettatore. È un film complesso, ricco di sfaccettature nel quale chiunque può trarre messaggi d’ispirazione.

Temi affrontati nella storia

Un tematica sociale viene affrontata con la seconda delle tre prove a cui Ofelia deve sottoporsi. Qui protagonista è l’Uomo Pallido mostro senza occhi che si ispira ad uno Yokai, ossia una figura mitologica giapponese. Dall’aspetto antropomorfo, lo incontriamo seduto a guardia di un banchetto succulento.

uomo pallido del labirinto

L’Uomo Pallido attende come un ragno sulla tela che creature innocenti e affamate si avvicinino al cibo. Solo allora inserisce due bulbi oculari nei palmi delle mani con i quali individua le vittime per poi divorarle. La sua malvagità è resa evidente nella scena in cui divora la testa di due fate, scena che ricorda un famoso dipinto di Francisco Goya, Saturno che divora i suoi figli. È evidente il parallelismo con la società spagnola durante il Franchismo, ma anche con le istituzioni che in ogni tempo finiscono con il divorare proprio coloro che dicono di voler proteggere.


Con il suo Il labirinto del fauno Guillermo Del Toro tocca temi psicologici nel tratteggiare la personalità dei suoi protagonisti. Il Capitano Vidal, ad esempio, è cresciuto all’ombra della fama di suo padre, caduto in guerra. Il peso della figura paterna è all’origine alla sua personalità disturbata e il vincolo è simboleggiato nel film dall’orologio da taschino che porta sempre con sé. L’oggetto apparteneva proprio al padre di Vidal e il vetro rotto ricorda il momento della sua morte. Ma il capitano non è solo uno spietato, è anche un uomo che disprezza se stesso tanto da simulare il taglio della propria gola allo specchio mentre si rade.

Significati esoterici nascosti nel film


Il labirinto del fauno è una parabola ricca di significati esoterici. Un esempio è rappresentato dal percorso di trasformazione che la giovane Ofelia dovrà affrontare superando le sue paure e compiendo delle scelte. Le tre prove alla quale il Fauno guardiano del labirinto la sottopone sono il rito di iniziazione necessario per tornare nel suo regno. Ma sarà proprio non portandole a termine che la bambina dimostrerà di essere la prescelta.

il labirinto del fauno chiave


Ne Il labirinto del fauno simbologia e archetipi sono i pilastri su cui si regge l’intera sceneggiatura.
Ne sono un esempio la raffigurazione dell’occhio che ritorna sotto diverse forme. L’occhio di pietra, che di fatto aprirà a Ofelia le porte del mondo fatato e gli occhi che permettono all’Uomo Pallido di vedere le sue vittime.
La chiave che è oggetto della prima prova a cui si sottopone Ofelia, ma è anche la stessa chiave che diverrà motivo di disobbedienza per la domestica Mercedes.
Il dualismo del sole-luna, simboli del regno degli umani e del Regno del Sottosuolo, espressione del maschile che si contrappone al femminile.
Il labirinto stesso che rappresenta per Ofelia la metafora del suo percorso di crescita verso la consapevolezza della sua integrità.

Alcune curiosità sulla genesi della storia

Ti stai chiedendo se esiste Il labirinto del fauno libro? La risposta è sì, ma serve specificare che il film non è tratto da un romanzo fantasy, contrariamente a quanto si è portati a pensare. Guillermo Del Toro ha pubblicato il libro solo nel 2019, quindi molti anni dopo l’uscita del film. È stato scritto a quattro mani dallo stesso regista in collaborazione con Cornelia Funke (autrice di Cuore d’inchiostro, da cui è tratto il film Inkheart). Si tratta di un romanzo per ragazzi edito in Italia da Mondadori.

il fauno del labirinto


Chi ha scritto il Labirinto del Fauno film?

La storia è frutto della creatività visionaria dallo stesso Guillermo Del Toro. Il lavoro ha richiesto vent’anni di appunti e schizzi buttati giù su un taccuino che il regista portava sempre con sé. Ritroviamo nella storia momenti che si ispirano a ricordi di episodi violenti vissuti dallo stesso regista, cresciuto in Messico, dove la violenza era normalità. Ma ci sono anche fiabe della tradizione popolare, frammenti di sogni fatti dal regista, creature fantastiche come L’Uomo pallido che si ispira alla mitologia giapponese. Solo dopo molto tempo tutti i pezzi del puzzle hanno iniziato a prendere forma nel definitivo capolavoro che Guillermo Del Toro ha regalato al pubblico. Un successo inaspettato che è valso a Il labirinto del Fauno premi e riconoscimenti nei maggiori concorsi oltre a tre premi oscar come Miglior Sceneggiatura, Migliore Fotografia e Miglior Trucco.

Il labirinto del fauno cast interamente spagnolo e girato in lingua spagnola, ha incontrato le opposizioni della produzione sia per le atmosfere eccessivamente cupe che per la lingua scelta dal regista. Dal canto suo Guillermo Del Toro ha rinunciato al suo compenso per assicurarsi che problemi di budget non interferissero con la realizzazione della sua opera così come l’aveva concepita.

Il Labirinto del Fauno recensione

Con la visione de Il labirinto del fauno sarai travolto da emozioni diverse ma ugualmente intense. Il film si apre con una voce narrante che racconta la fiaba di una principessa che viveva in un mondo sotterraneo e sognava il mondo degli umani. Una ninna nanna mormorata da una voce femminile accompagna l’introduzione. A questo punto ti domanderai:

Il labirinto del fauno è un film per bambini?

Ti basterà proseguire nella visione per avere la tua risposta. La vicenda corre in parallelo su due piani, la cruda realtà della vicenda storica in cui si inserisce e il mondo fiabesco del labirinto di pietra che si dimostra essere altrettanto terrificante. Nella realtà abita il malvagio, impersonato dal crudele Capitano Vidal. Un uomo che sembra sfiorare l’immortalità quando, nonostante riporti ferite gravi, persevera nel suo intento efferato come se nulla fosse.

Le scene più cupe sono quelle che descrivono proprio la realtà in cui viene rappresentata la cattiveria quando diviene perversione. Si vede l’uomo che brama un potere così malato da ridurre le persone ad automi obbedienti fino a costringerle ad atrofizzare la propria facoltà di pensiero pur di eseguire gli ordini. È sul piano del reale che l’obiettivo indugia più a lungo su particolari cruenti che possono arrivare ad impressionare i più sensibili.


Non mancano i momenti drammatici e commoventi nella vicenda famigliare della piccola Ofelia che cercherà rifugio nella sua fiaba.
Il piano del mondo fantastico del labirinto del fauno, seppur abitato da una creatura con le corna e dal mostro Uomo Pallido, è il luogo in cui la disobbedienza di Ofelia la porterà a salvare un innocente.

il regno del sottosuolo

Il fiabesco si inserisce nel reale in modo armonico e naturale. Non ci sono bruschi passaggi tra una suggestione e l’altra. I due mondi coesistono, rappresentati con ambientazioni gotiche dove prevalgono i colori freddi.
Dopo aver visto una realtà che sembra incubo e il fantastico che sembra reale, un quesito sorgerà spontaneo a un certo punto della visione: come finisce Il labirinto del fauno? Le avventure vissute da Ofelia sono reali o solo immaginate? Il finale resta aperto alle interpretazioni soggettive dello spettatore.

Il labirinto del fauno dove vederlo

Se se a questo punto ti ho incuriosito e vuoi veder per la prima volta, oppure rivedere, il primo capolavoro di Guillermo Del Toro, attualmente Il labirinto del fauno streaming lo trovi su Amazon Prime Video compreso nell’abbonamento.
Un ultimo consiglio: Il labirinto del fauno età consigliata +14

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SINOSSI

Il Labirinto del Fauno è una fiaba che fa sognare ma anche un horror che fa riflettere sulla malvagità umana. Commovente e spaventoso allo stesso tempo, è una storia che non lascia indifferenti. Da vedere e rivedere per scoprire i numerosi significati nascosti.
Rosanna Papini
Appassionata di scrittura fin da quando, nel 3000 a.c., ero un Sumero in Mesopotamia e i caratteri cuneiformi erano la mia professione. Attraverso diverse incarnazioni sono rinata infine nel 1975. Il Novecento mi ha vista impegnata nella visione dei film della Disney in TV, nella lettura di romanzi e nel fantasticare. Con il nuovo secolo inizio lo studio della Scrittura Creativa, scopro la comodità delle poltrone dei futuristici multisala e mi abbono. Nel 2020 mi tengo impegnata con un corso di Analisi Cinematografica e scopro il digitale. Mi certifico Web Content Editor. Obiettivo futuro: unire tutti i puntini.

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