Hollywood Stargirl, recensione del nuovo film teen di casa Disney

Pellicola del 2022 diretta dalla regista Julia Hart, Hollywood Stargirl, sequel del film del 2020 Stargirl, racconta i sogni e le avventure di una giovane ragazza che vuole conquistare i palcoscenici di Los Angeles, ed insieme ad i suoi amici diventare un stella. Il soggetto è tratto dai due romanzi di Jerry Spinelli, scritti tra il 2000 ed il 2007. Tra il cast sono presenti anche nomi di lustro come Uma Thurman, Judd Hirsch e Judy Greer. Il film uscirà su Disney Plus il 3 Giugno.

Hollywood Stragirl trama

Stargirl è una giovane adolescente appassionata al canto, che a causa del lavoro della madre, costumista cinematografica, è costretta a vivere una vita girovaga, caratterizzata da continui spostamenti di città in città, che non le permettono di stringere amicizie e fare progetti a lungo termine. In arrivo a Los Angeles, dove la madre deve girare un importante film hollywoodiano, la giovane trova subito un ambiente familiare, le luci e i colori di quella metropoli rispecchiano perfettamente l’animo artistico ed eccentrico della ragazza, che qui riesce anche a fare amicizia con Evan e Terell, due fratelli in cerca di fondi per poter realizzare il loro primo lungometraggio. Il trio porterà avanti il progetto, e dopo diversi rifiuti e delusioni riescono finalmente a trovare una produttrice interessata e disposta a finanziare la produzione del film con un budget milionario. Sembra procedere tutto per il verso giusto per Stargirl, che ora ha finalmente amici ed obbiettivi, ma la notizia della sospensione delle riprese al film a cui la madre stava lavorando rischierà di mandare tutto in frantumi.

Hollywood Stargirl recensione

Hollywood Stargirl è il classico film adolescenziale, un opera che parla ai teenager, che mette in luce le difficoltà e le bellezze di questa importante fase della vita. Il lungometraggio si concentra molto sulle relazioni, relazioni non riguardanti solo i coetanei ma anche il rapporto genitore-figlio, spesso caratterizzato da un grande legame, ma anche da aspri contrasti. Il film segue bene questi aspetti, scegliendo una protagonista con un carattere carismatico e deciso, che vuole scoprire il mondo e conquistarlo.

Un grande ruolo è dato alle abilità canore di Stargirl, doti che la aiuteranno ad incontrare due amici, con uno dei quali inizierà anche una relazione sentimentale, ed a trovare la sua strada nel mondo.

I giovani attori interpretano abbastanza bene il proprio ruolo, in particolare la protagonista, Grace VanderWaal, ben impersona l’aspirante cantante. Lo stesso vale per l’attrice Judy Greer, madre di Stargirl, calata in un ruolo che solitamente non le appartiene, ma che qui ben le calza.

Troppo marginale forse il ruolo di Uma Thurman, che viste le grandi capacità attoriali della stessa, avrebbe meritato di comparire maggiormente sullo schermo e forse con un ruolo di maggior rilievo diverso da quello della cantante Roxanne Martel, idolo della ragazza, della quale diventa in seguito amica. Stessa cosa vale per Judd Hirisch, un uomo anziano che abita nell’appartamento al disotto di quello di Stargirl, e che inizialmente scontroso e burbero, si affeziona poi alla ragazza aiutandola nei propri progetti. Anche per lui lo scopo sembra più che altro quello di dare un po’ di luce al cast, e di dare maggiore visibilità all’opera. Non male le canzoni presenti nel film, anche se visto il genere e la protagonista sarebbero dovute essere più numerose.

Parlando poi del lato tecnico, esso è abbastanza poco ispirato. La regista realizza un film senza grosse sbavature, ma comunque privo di virtuosismi o movimenti di macchina memorabili. Anche dal punto di vista emozionale qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto. Se è vero che lo sceneggiato percorre bene alcune tappe adolescenziali e ben le mette in scena, altrettanto vero è che si fa fatica ad empatizzare con la protagonista. Questo può essere dovuto al soggetto, ormai troppo abusato e che lascia poco spazio a colpi di scena ed immaginazione, o forse ad una scrittura dei protagonisti e battute poco caratterizzante, troppo veloce che non rende i personaggi empatici nei confronti dello spettatore. Anche la scelta di utilizzare Los Angeles, entrata nell’immaginario collettivo come la città delle opportunità e dei sogni per antonomasia, e poco apprezzabile.

Tutti questi elementi fanno sì che mentre si guarda la pellicola si abbia una continua sensazione di déjà vu, una sensazione sempre più presente al passare di ogni minuto che porta alla mente pellicole passate, molte di queste anche di livello superiore.

In conclusione, Hollywood Stargirl è un film poco godibile, che sarà gradito a quella vasta fetta di pubblico che vuole vedere un prodotto teen tipico, che racconta le vicende di una giovane ragazza che si appresta a diventare una donna. Il tutto rimane comunque abbastanza anonimo, con alcuni buoni spunti, ma che non accontenta sicuramente gli spettatori più pignoli, che puntano a prodotti innovativi o di spessore.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Hollywood Stargirl è un qualcosa di già visto, un film abbastanza tipico che non offre spunti di riflessione diversi da quelli già offerti da pellicole di questo tipo. Promossa la protagonista, ma il resto è abbastanza lineare e poco esaltante.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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