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Father and Son, rapporti tra genitori e figli nel film di Kore-eda

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Father and Son (2013), uno dei film che Hirokazu Kore-eda ha dedicato al tema della famiglia, pone un grande quesito: di chi sono i figli?

Di chi li mette al mondo o di chi li tira su e li ama? La risposta sembra scontata, fino a quando non ci si trova nella situazione di doverselo chiedere per esperienza diretta.

Father and Son, una scena del film

Father and Son, la trama

E’ quello che accade a Ryota Nonomiya, benestante avvocato sposato con un figlio che scopre non essere il suo figlio biologico: all’ospedale nel quale è venuto al mondo sette anni prima si è verificato uno scambio di neonati.

Così Ryota e sua moglie Midori vanno a conoscere le persone che hanno cresciuto il loro vero figlio, genitori biologici del bambino che hanno cresciuto.

La decisione non potrà che avere conseguenze importanti per le vite di entrambe le famiglie.

Father and Son, una scena del film

Alcuni spunti di riflessione sulla società giapponese

In questo affresco di Kore’eda possiamo distinguere le due diverse classi sociali rappresentate dai personaggi.

Da una parte l’alta borghesia di Ryota, avvocato rampante e benestante con moglie che, dopo aver lasciato il lavoro di avvocatessa, può permettersi di fare la mamma a tempo pieno.

Dall’altra la classe media popolare di Yudai Saiki, capofamiglia con tre figli a carico, un piccolo negozio da gestire e una moglie che, oltre a mettere in tavola il pranzo e la cena, gestisce un ristorante.

Due situazioni (quasi) agli antipodi. Ad esacerbare il contrasto ci pensa il personaggio di Ryusei, vero figlio dei Nonomiya, che di ritorno dalla prima visita alla casa dei suoi veri genitori commenterà che sembra un albergo. Tanto è curata e lussuosa la casa di Ryota, tanto è piccola e umile quella di Yudai.

Father and Son, una scena del film

Le differenze nella cura dei figli e nel modo di vivere la paternità

I due sono diametralmente opposti anche nel modo nel quale si occupano dei propri figli. Ryota è spesso assente per lavoro e molto intransigente con il figlio Keita, al quale impone di studiare pianoforte (con esiti scarsi). Yudai si porta i figli anche sul posto di lavoro e passa molto tempo a giocare assieme a loro. Avendo con loro anche una vicinanza fisica: li abbraccia, ci fa il bagno assieme nella vasca.

In comune hanno solo un reale, profondo affetto per quelli che credono essere i loro figli. Sarà questo che li porterà a fraternizzare e che provocherà cambiamenti profondi, soprattutto nel personaggio di Ryota.

Lily Franky in una scena del film

La percezione degli anziani. Prima di Perfect Days

A fare da contorno ci sono gli anziani, categoria che nella società giapponese pretende di essere ancora attiva anche superati i 75 anni, com’è consuetudine nel Paese.

Ne è un esponente il personaggio del padre di Ryota, Ryosuke, che tende a specificare al figlio che non vuole soldi in prestito da lui: “Ce li ho i soldi, ora faccio manutenzione in un condominio giù a Minowa”, precisando che anche la moglie “ha un lavoro part-time”.

Ryosuke, che trova la felicità in una vita semplice e in un lavoro umile, non può far venire in mente il protagonista di un film uscito dieci anni dopo: l’Hirayama di Perfect Days (2023).

Una scena di Father and Son

Un’idea alternativa di famiglia

La famiglia è uno dei temi portanti, nel cinema di Kore’eda.

Una delle questioni che Father and Son pone è se la famiglia sia una faccenda privata, strettamente limitata ai membri consanguinei, oppure se possa essere anche qualcosa di diverso.

Nel film, nel momento nel quale le due famiglie si incontrano, e si passa dalla teoria alla pratica, la faccenda si complica.

E dall’iniziale intenzione di rimettere ordine nel caos filiale, i Nonomiya e i Saiki arriveranno ad accogliere lo strano destino che è capitato loro. Sperimentando anche una nuova forma di felicità.

Masaharu Fukuyama e Lily Franky in una scena del film

Father and Son, il cast

A interpretare il workaholic Ryoda è Masaharu Fukuyama, cantante e attore già protagonista di un altro film di Kore’eda, Il terzo omicidio (2017) e, nello stesso anno, del film di John Woo Manhunt.

Nei panni di Yudai troviamo il poliedrico Lily Franky, che oltre a fare l’attore è anche scrittore e disegnatore. Si tratta di un altro habitué del cinema dell’autore giapponese. Dopo Father and Son, ha preso parte anche a Little Sister (2015), Ritratto di famiglia con tempesta (2016) e Un affare di famiglia (2018), oltre che alla serie tv Makanai (2023).

Gli spettatori appassionati di cinema nipponico avranno certamente riconosciuto il volto di Kirin Kiki, che qui interpreta Riko Ishizeki ma che 9 anni fu protagonista del delizioso Le ricette della signora Toku.

Father and Son, una scena del film

Father and Son, le conclusioni

Father and Son è il delicato affresco su due famiglie che si trovano a fare i conti con questioni difficili che rischiano di minare i propri equilibri interni.

Maestro nel raccontare le dinamiche familiari, Kore’eda entra nelle vicende con discrezione, esplorandone ogni aspetto. Il regista semina indizi concentrandosi in particolare sulla figura di Ryota, del quale scopriamo il passato, arrivando a comprenderne meglio le azioni.

A contribuire alla delicatezza del film sono anche la colonna sonora ridotta all’osso, con le bellissime Variazioni Goldberg di Bach, e la fotografia minimalista dai toni smorti.
Ottime le interpretazioni, anche dei bambini.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Father and Son è il delicato affresco su due famiglie che si trovano a fare i conti con questioni difficili che rischiano di minare i propri equilibri interni. Maestro nel raccontare le dinamiche familiari, Kore'eda entra nelle vicende con discrezione, esplorandone ogni aspetto. Il regista semina indizi concentrandosi in particolare sulla figura di Ryota, del quale scopriamo il passato, arrivando a comprenderne meglio le azioni. A contribuire alla delicatezza del film sono anche la colonna sonora ridotta all'osso, con le bellissime Variazioni Goldberg di Bach, e la fotografia minimalista dai toni smorti. Ottime le interpretazioni, anche dei bambini.
Giulia Bucelli
Giulia Bucelli
Lettrice e spettatrice onnivora, non crede nello snobismo. Tuttavia non fa mistero della sua passione per il cinema orientale, gli horror e Alfred Hitchcock. Non si perde nemmeno un film di Cronenberg e Lanthimos.

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Father and Son è il delicato affresco su due famiglie che si trovano a fare i conti con questioni difficili che rischiano di minare i propri equilibri interni. Maestro nel raccontare le dinamiche familiari, Kore'eda entra nelle vicende con discrezione, esplorandone ogni aspetto. Il regista semina indizi concentrandosi in particolare sulla figura di Ryota, del quale scopriamo il passato, arrivando a comprenderne meglio le azioni. A contribuire alla delicatezza del film sono anche la colonna sonora ridotta all'osso, con le bellissime Variazioni Goldberg di Bach, e la fotografia minimalista dai toni smorti. Ottime le interpretazioni, anche dei bambini.Father and Son, rapporti tra genitori e figli nel film di Kore-eda