Recensioni FilmFast and Furious 8: Toretto tradisce la famiglia e i suoi amici

Fast and Furious 8: Toretto tradisce la famiglia e i suoi amici

Dominic Toretto tradisce la sua famiglia. È questa la grande premessa dell’ottavo capitolo della saga, che ha debuttato al cinema nel 2017. Fast and Furious 8 rovescia le carte in tavola dopo sette capitoli in cui la familia era la cosa più importante. Andare contro tutto e tutti, perdere la fiducia di chi ti ama per un bene superiore. In quest’ambizioso ottavo film del franchise ritroviamo, oltre a Vin Diesel, Michelle Rodriguez (Letty), Dwayne Johnson (Hobbs), Tyrese Gibson (Roman), Nathalie Emmanuel (Ramsay), Chris ”Ludacris” Bridges (Tej) e Jason Statham con il suo Shaw costretto a recitare la parte dell’aiutante. A completare il cast Charlize Theron, che interpreta Cypher, la villain del film.

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Fast and Furious 8 – Trama

In seguito alla cattura di Deckard Shaw, Toretto e Letty sono felici e si trovano in luna di miele nella Repubblica Dominicana. La serenità di Dom viene interrotta dall’improvviso incontro con una misteriosa donna, Cypher, che lo minaccia con una foto e lo costringe a lavorare per lei. Nel frattempo, Hobbs riunisce il team per una nuova missione: recuperare una bomba EMP a Berlino. La missione rappresenta una grande trappola per il gruppo: a seguito del recupero dell’ordigno, Toretto tradisce il team, si impossessa dell’EMP e scappa grazie ad un aereo di Cypher che lo stava aspettando. La polizia raggiunge il luogo del furto e riesce a catturare Hobbs, che dopo uno scontro con Toretto era rimasto intrappolato nella sua auto.

Toretto tradisce ciò che più gli sta a cuore, la sua famiglia. Seguiranno scontri con il team e missioni impossibili che Dom è costretto a completare per una ragione più grande. Ancora una volta, si andrà a spasso per l’intero globo: tra le mete coinvolte New York e i paesaggi glaciali della Russia.

Fast and Furious 8 – Recensione

Dopo una pellicola come Furious 7 (qui la recensione) che aveva coinvolto il pubblico anche per motivi extra-narrativi, era difficile raggiungere le stesse vette emotive e spettacolari. Fast and Furious 8 regge bene il confronto, puntando come non mai sul suo personaggio più carismatico, Dominic Toretto. Metterlo alla prova facendogli rinnegare ciò che più ama è stata una scelta narrativa convincente e originale, oltreché spettacolare. Peraltro, le reali motivazioni dietro questo tradimento funzionano e sono inaspettate. Certo, la coerenza narrativa con le scorse pellicole regge fino a un certo punto, però nel complesso giocare sull’introduzione di un erede è stata una scelta che ha contribuito a rendere ancora più forte l’astio per Cypher, nonché a creare un legame emotivo e simpatico con Deckard.

Cypher è un villain che funziona perché originale e diverso da tutti gli altri. Non si punta sullo scontro fisico come nel capitolo precedente, ma sullo scontro psicologico. E qui Charlize Theron fa la differenza con un’interpretazione di livello superiore rispetto agli altri membri del cast. Cypher è un’hacker geniale nonché una mente criminale astuta: l’attrice aggiunge, con la sua forte presenza scenica, glacialità e autocontrollo a questo personaggio. Charlize Theron è sempre calma, calcolatrice. Da lodare come gestisce il corpo e la capacità di portare in scena espressioni facciali che trasudano cinismo e controllo della situazione.

Deckard Shaw è una piacevole e inaspettata sorpresa

Shaw è il villain del settimo capitolo e in questo film lo ritroviamo lì dove lo avevamo lasciato: è in un carcere di massima sicurezza ”sotto 11 metri d’acciaio” rispetto alla superficie (così gli aveva detto Hobbs). Il rapporto conflittuale che poi tramuta in amicizia tra Hobbs e Shaw è chiaramente inverosimile però funziona nel contesto del franchise. In primis, funzionano i due attori. I dialoghi tra i due sono convinti e si vede come entrambi si stessero proprio divertendo a interpretare questi due personaggi.

Tutte le scene che coinvolgono i due funzionano perché danno un’atmosfera differente ad un film incentrato sul dramma e il dolore: sono una ventata di ironia. I dialoghi tra i due ci permettono di entrare in simpatia con i personaggi: il twist di circa metà pellicola che coinvolge Deckard funziona proprio perché successivo alla creazione di un rapporto amicale con Hobbs.

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L’ultima parte, che vede coinvolto Deckard con il fratello, impegnati a salvare il figlio di Toretto, è spettacolare. Funzionano l’interpretazione di Statham e il colpo di scena completo che lega insieme i due fratelli Shaw e la madre (interpretata da Helen Mirren). Funziona soprattutto il contrasto emotivo che si crea nel momento in cui a dover salvare il figlio di Toretto non è altro che l’acerrimo nemico del capitolo precedente.

È chiaro che, razionalmente parlando, torna poco. Per quelle che sono le atmosfere spettacolari e surreali di Fast and Furious 8, funziona tutto.

L’ultimo tributo finale a Paul Walker

Con Furious 7 abbiamo salutato, a malincuore, Paul Walker e il suo Brian. Pensavamo che i tributi fossero finiti e invece no. Vin Diesel e Toretto sono più che un attore e un suo personaggio, il legame è più profondo e in quest’occasione si sono comportati allo stesso modo. Infatti, così come Diesel ha chiamato sua figlia Pauline, per celebrare proprio l’attore scomparso, allo stesso modo il figlio di Toretto, il vero motore della trama di questo film, si chiamerà Brian. La rivelazione finale è emozionante: diciamo che Diesel e gli sceneggiatori della saga giocano facile quando vogliono far piangere il pubblico.

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Fast and Furious 8: la regia di Gary Gray

La regia di Gary Gray è meno acrobatica rispetto a quella di James Wan in Furious 7. Wan valorizzava di più le scene d’azione con passaggi sempre fluidi e movimenti della macchina da presa meno scontati. Questa è comunque una regia puntuale, ritmata, caratterizzata da tanti movimenti rapidi e un abbondante uso di slow-motion. L’azione è chiara e la spettacolarità aumenta grazie alla colonna sonora: la sequenza di evasione dalla prigione che coinvolge Hobbs e Shaw è spettacolare proprio grazie alla colonna sonora.

In Fast and Furious 8, oltre alla spettacolarità le scene dialogate sono d’impatto. Non per via di dialoghi particolarmente complessi e lunghi, ma per via delle interpretazioni degli attori (in particolare le scene con Cypher) e anche in questi casi per via della colonna sonora. La scena di metà film che coinvolge Toretto, Cypher e Helena è d’impatto per via delle musiche e del suono del colpo di pistola che viene amplificato.

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Per quanto concerne il montaggio complessivo del film, c’è un buon equilibrio tra scene action e dialoghi. Inoltre, ci sono un paio di linee comiche che smorzano la tensione e si legano alle altre scene in maniera appropriata.

Conclusioni

La forza di Fast and Furious 8 sta, oltreché nella spettacolarità rituale che appartiene a ogni film della saga, nella capacità di creare legami forti tra i personaggi. Il rancore tra Toretto e Cypher, l’antagonismo simpatico tra Hobbs e Shaw, l’inaspettata collaborazione finale tra Dom e Shaw: tutti legami coinvolgenti per il pubblico. Il film ha un buon ritmo e una sceneggiatura, ancora una volta, semplice ma d’impatto: Toretto tradisce la sua famiglia. La regia di Felix Gary Gray è pulita, puntuale e ritmata. La colonna sonora è sempre protagonista, sia con tinte più leggere e latineggianti, sia con tinte più pesanti. Spicca l’interpretazione di Charlize Theron che dà spessore psicologico ad un personaggio semplice.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Il film tiene il passo dell'adrenalinico settimo capitolo confermando un buon equilibrio tra spettacolarità ed emozioni. Come non mai, Toretto è protagonista e questa volta va contro il bene più grande: la famiglia. La scelta funziona e le premesse alla base sono altrettanto convincenti. Bene Charlize Theron nei panni di un villain freddo e calcolatore. Gary Gray non sdegna a confronto con Wan, portando a casa una regia puntuale e ritmata.
Andrea Verde
Andrea Verde
Classe 2002. Cresciuto con la passione per i supereroi Marvel e DC, col tempo ho sviluppato uno sguardo più critico sul cinema, iniziando ad esplorare generi e stili diversi. Oggi saltello da una piattaforma all’altra in cerca di un action o una commedia capaci di sorprendermi. Non disdegno le grandi tamarrate: adoro Fast & Furious.

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