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Fast and Furious 7, l’ultimo tributo a Paul Walker

Fast and Furious 7 rappresenta il più grande successo al botteghino della Fast Saga, nonché il film che dice addio ad uno dei personaggi più amati, Brian O’Conner. La pellicola, rilasciata ad Aprile 2015, vive di momenti iconici legati al duo Diesel-Walker, fratelli nel film ma anche nella vita vera. Diverse sono state le revisioni che ha subito la sceneggiatura per via della prematura scomparsa di Paul Walker, attore morto all’età di 42 anni in un incidente stradale.

Nel cast tornano anche Michelle Rodriguez (Letty), Tyrese Gibson (Roman), Dwayne Johnson (Hobbs) e Chris ”Ludacris” Bridge (Tej). Tra le new entry, Jason Statham che interpreta il villain Deckard Shaw, Kurt Russel come Signor Nessuno e Nathalie Emmanuel nel ruolo di Ramsay. Il film è diretto da James Wan, regista di blockbuster come Aquaman (2018) e The Conjuring (2013).

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Fast and Furious 7 – trama

All’indomani degli scontri a Londra, Deckard Shaw promette vendetta al fratello Luke per quello che Toretto e il suo team gli hanno fatto. Dom è tornato a Los Angeles insieme a Letty, che ancora fatica a ricordare la sua vita prima dell’incidente in auto. Anche Brian riprende la sua vita di genitore del piccolo Jack. Al suo fianco Mia (Jordana Brewster) che aspetta un altro bambino ma non sa come dirglielo.

Il pericolo incombe quando Deckard fa pervenire una bomba sulla soglia di casa Toretto: l’abitazione va in fiamme e Dom la scampa per poco. A questo punto, comincia la caccia di Toretto. Riunisce il team e decide di accordarsi col sig. Nessuno, un misterioso agente governativo che può fornire a Dom uomini e tecnologie avanzate. In cambio il team deve recuperare l’Occhio di Dio, un potentissimo computer che non deve finire nelle mani sbagliate. Questo strumento è in grado di trovare chiunque sul pianeta Terra in pochissimi secondi, e Toretto potrà usarlo per trovare Shaw.

La ricerca di questa arma potentissima porterà il team in giro per il mondo: tra scene spettacolari e combattimenti con le chiavi inglesi, questa volta Toretto riuscirà anche, tra le tante, a far volare l’auto da un grattacelo all’altro. Sullo sfondo, le ultime apparizioni su schermo di Brian, che con il supporto dei fratelli di Paul Walker e della CGI completa l’ultima grande missione a fianco di Dom.

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Nel finale spazio alla memoria dei film precedenti per tributare l’attore oltreché il personaggio.

Fast and Furious 7 – recensione

Il film punta, come da tradizione, sulla spettacolarità. La trama del film è semplice, finalizzata a creare suspence e spettacolo. Toretto deve affrontare la furia vendicativa di Shaw, che ha studiato il suo nemico e sa dove colpire per fare più male.

Tornano i grandi simboli della mitologia di Fast and Furious: l’unione del team, le auto, i proverbi che Toretto ci riserva in quasi ogni dialogo, il reggaeton che incombe ogni due per tre. Come sfondo tantissime location diverse: dalle montagne del Caucaso ai grattaceli di Abu Dhabi, per concludere con le strade di casa, Los Angeles.

La sceneggiatura procede con un filo narrativo essenziale. Nel suo essere spesso debole e poco sensata, fa il suo: non è eccessivamente arzigogolata come in altri capitoli, lega in maniera semplice e intuitiva i vari blocchi di film. Poca introspezione psicologica e dialoghi profondi: si procede per dialoghi iconici che non hanno la pretesa di essere realistici. Questo è il contesto di base di ogni film di Fast and Furious.

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Shaw è un villain che funziona. La prima sequenza action con Hobbs è funzionale a rendere Deckard minaccioso agli occhi del pubblico, in grado di fronteggiare uno dei combattenti più temibili della saga. Il primo inseguimento in auto con Toretto è funzionale a farci comprendere come ragiona il personaggio: è una figura vendicativa, senza morale, che decide di giocare sporco pur di vincere.

Toretto, dall’altra parte, si conferma una figura legata ad alcuni valori di riferimento: la lealtà e l’amore verso la famiglia, l’onore nel combattimento, il rispetto per quelle che sono ”le regole della strada” e delle macchine.

Spazio anche alla comicità del Roman di Tyrese Gibson, alla sensualità unita al genio di Ramsay, alla forza tamarra e simpatica di Hobbs.

La regia di James Wan

Questa volta, si aggiunge anche una regia di ottimo livello che emerge come protagonista in scene d’azione non banali.

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Il primo combattimento del film, tra Hobbs e Shaw, racchiude tanti degli elementi positivi della regia di Wan. In primo luogo, il montaggio dei combattimenti, seppur rapido, è chiaro: ogni pugno o calcio è ben identificabile. Inoltre, il continuo cambio di location (vengono coinvolti tre spazi diversi dell’ufficio di Hobbs) è molto fluido. Ogni spostamento viene accompagnato in maniera naturale dalla macchina da presa.

La camera ruota attorno ai personaggi quando sono in piedi e si lega ai loro movimenti: quando Hobbs atterra Shaw sul tavolino di vetro, la macchina ruota lateralmente di circa 90 gradi, rendendo l’impatto molto suggestivo.

Si tratta di piccoli di dettagli che arricchiscono d’intensità le scene d’azione e che rappresentano un tratto distintivo di James Wan.

Anche la scena dei tre grattaceli ad Abu Dhabi è ben diretta: chiarezza e buon equilibrio tra rallenty e tagli rapidi. I rallenty sono funzionali ad enfatizzare determinati impatti e i momenti in cui l’auto è sospesa in volo. I tagli rapidi e i continui movimenti di macchina nelle altre scene accentuano la frenesia e il pericolo del momento.

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Il grande tributo finale a Paul Walker

Il finale del film rappresenta uno dei momenti più iconici ed emozionanti della saga di Fast and Furious. L’addio sentito di Vin Diesel a Brian ma soprattutto a suo fratello Paul Walker. L’attore è venuto a mancare circa un anno e mezzo prima dell’uscita del film, costringendo gli sceneggiatori a riadattare in corsa la trama. Le riprese del film erano già cominciate e Walker aveva preso parte in prima persona a diverse scene.

In questo tributo finale emerge l’essenza di Fast and Furious: il valore che Dom dà alla sua famiglia. Non c’è niente di più importante per Toretto della sua famiglia. Vengono mostrate scene relative ai film precedenti, soprattutto legate ai primi capitoli in cui riconosciamo un giovane Walker con i suoi capelli biondi. I primi incontri con Toretto, e poi scene di fratellanza con altri membri del cast come Ludacris e Jordana Brewster. In sottofondo, il pezzo di Charlie Puth See You Again che ha come tematiche principali proprio l’amicizia, la memoria e il lutto.

Un finale che si sostanzia in una poesia visiva d’impatto: i due sono costretti a prendere due strade diverse, ma lo fanno col sorriso, consapevoli che prima o poi si rivedranno.

Conclusioni

Questo film rappresenta un ottimo incontro tra la spettacolarità tamarra tipica dei film di Fast and Furious e una sceneggiatura semplice ma coinvolgente. La regia è chiara ed enfatizza la spettacolarità. Le emozioni sono protagoniste e culminano in un climax finale perfetto e tanto atteso. Il film nel complesso funziona per quelle che sono le premesse iniziali, con ogni ingrediente al posto giusto.

PANORAMICA RECENSIONE

Cast
Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni
Andrea Verde
Andrea Verde
Classe 2002. Cresciuto con la passione per i supereroi Marvel e DC, col tempo ho sviluppato uno sguardo più critico sul cinema, iniziando ad esplorare generi e stili diversi. Oggi saltello da una piattaforma all’altra in cerca di un action o una commedia capaci di sorprendermi. Non disdegno le grandi tamarrate: adoro Fast & Furious.

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