L’acquisizione da 82,7 miliardi di dollari con cui Netflix ingloberà Warner Bros Discovery continua a generare reazioni accese. Dopo gli allarmi degli addetti ai lavori di Hollywood, arriva ora una presa di posizione durissima da parte di UNIC (International Union of Cinemas), il principale organismo che rappresenta 43.500 schermi in 39 paesi europei. Secondo l’associazione, il mega-deal mette seriamente a rischio la tenuta del settore cinematografico europeo, già provato da anni complessi e da un mercato frammentato.
UNIC, in un comunicato ufficiale, ha definito l’accordo “Il cinema che fallisce sotto ogni aspetto”, sottolineando come lo streaming abbia sempre considerato le sale come un’appendice, non una priorità. E oggi, con l’acquisizione di un colosso come Warner, la preoccupazione è che quel poco spazio riservato al cinema si riduca ulteriormente.

Accordo Netflix-Warner – “Peggio della Disney-Fox”: l’accusa che scuote l’industria
A rendere ancora più inquietante il quadro è la dichiarazione della CEO di UNIC, Laura Hougatte, che definisce l’operazione “peggiore dell’acquisizione di Fox da parte di Disney”. Secondo Hougatte, a differenza di un normale accordo tra due major tradizionali, qui c’è in gioco un aspetto ulteriore: il fatto che Netflix, per modello industriale, non creda nella finestra cinematografica. “Se uno studio scompare — spiega — i cinema avranno meno film da distribuire. E questo porterà a meno incassi, meno pubblico, chiusure e perdite di posti di lavoro. È un rischio doppio, per molti versi inedito.” Le parole del presidente dell’UNIC, Phil Clapp, aggiungono un altro livello di allarme: “I regolatori devono valutare l’impatto sulla diversità dei contenuti, sulla qualità delle uscite e sulla sostenibilità stessa del settore. Una concentrazione di questo tipo può avere effetti devastanti sul pubblico europeo”.
In netto contrasto, Netflix ha assicurato che “intende mantenere e valorizzare l’attività lavorativa di Warner”, promettendo continuità alla linea che ha portato sul grande schermo titoli come Barbie, Dune e The Batman. Ma per UNIC queste parole non bastano: l’associazione ha già annunciato che porterà la questione davanti ai regolatori europei, e non esclude di cercare supporto anche a livello internazionale. L’accordo, che dovrà superare numerosi ostacoli legali negli USA e nell’UE, si annuncia quindi come uno dei più dibattuti nella storia recente del settore. E rappresenta probabilmente il test più grande per capire quale e quanto futuro resti alle sale cinematografiche in un’industria sempre più dominata dallo streaming.
