Compagni di viaggio è stato uno dei titoli dello scorso anno, ma è assurdo non recensirla. Tratta dall’omonimo romanzo di Thomas Mallon, la miniserie con protagonisti Matt Bomer e Jonathan Bailey, la serie racconta le vite di cinque personaggi principali mentre attraversano eventi storici di grande rilevanza. Il maccartismo degli anni ’50, le proteste contro la guerra del Vietnam negli anni ’60, l’era dell’edonismo e dell’uso di droghe degli anni ’70, e la devastante crisi dell’AIDS degli anni ’80.
A ideare e scrivere la serie è Ron Nyswaner, sceneggiatore di Philadelphia, che racconta così il suo lavoro: “Il mio viaggio con Fellow Travelers è iniziato 11 anni fa quando mi sono innamorato del romanzo di Mallon, e soprattutto dei personaggi di Hawk e Tim”, racconta a Wired: “Ho intravisto un’opportunità, quella di raccontare una storia d’amore, ma anche la storia della comunità LGBTQ+, parti di essa di cui non in pochi sono conoscenza, io stesso prima di leggere questo libro, come il Lavender Scare”. Il riferimento è appunto al “panico lavanda”, una vera e propria ossessione collettiva fomentata da John McCarthy e dai suoi alleati, che volevano eliminare dall’amministrazione pubblica tutti gli omosessuali, uomini e donne, considerati come “moralmente deviati”.
In particolare, si dà spazio alle storia d’amore clandestina che Hawkins Fuller e Timothy Laughlin intraprendono.

Una storia d’amore ai tempi del maccartismo
Una serie come Compagni di viaggio ci fa sentire “fortunati” di vivere nel mondo di oggi. Nonostante le discriminazioni siano ancora presenti non siamo ai livelli degli anni Cinquanta, quando in America a imporre la sua influenza era il senatore McCarthy. Allora intraprendere una relazione con una persona dello stesso sesso significava essere messo in prigione e privato di qualsiasi rispetto e dignità.
Hawkins e Tim sono due uomini molto diversi. Il primo è un uomo molto ben visto a Washington anche per via delle sue medaglie in tempi di guerra, mentre il secondo è un timido ragazzo idealista e fortemente religioso. Nonostante non abbiano apparentemente niente in comune, i due si piacciono e si desiderano.
Compagni di viaggio offre il racconto crudo e sincero di un amore apparentemente impossibile tra due uomini che, se solo avessero potuto, avrebbero vissuto una vita felice insieme.
I flashback ci faranno capire l’evoluzione della loro travagliata storia così come le altre della loro vita e quelle dei loro amici. Basti pensare ai personaggi di Marcus (Jelani Alladin) e Frankie (Noah J. Ricketts), due neri che ebbero sicuramente il doppio dei problemi in quell’epoca di discriminazioni che fu uno dei periodi più bui della storia degli Stati Uniti del XX secolo.

Una delle migliori serie queer
Ciò che però colpisce particolarmente in positivo di Compagni di viaggio (oltre alle interpretazioni impeccabili dei due attori protagonisti) è che ci troviamo di fronte alla rappresentazione queer non edulcorata di cui c’è sempre bisogno. Molto spesso, infatti, anche le serie TV dedicate alla comunità LGBTQIA+ tendono ad attenuare alcuni aspetti delle relazioni che mettono in scena. Quasi a glissare sull’intimità che lega due personaggi, come se il sesso fosse un confine da non superare. Come se una storia d’amore tra due uomini fosse degna di essere raccontata solo se fatta di dolcezza, carezze o timidi baci.
Basti pensare all’acclamatissima Heartstopper, che sicuramente è dedicata a un target più giovane rispetto a quello di Compagni di viaggio, che ha sì il merito di averci donato un gruppo queer eterogeneo a cui è impossibile non affezionarsi e che ha aiutato diversi giovani a prendere coscienza delle proprie preferenze sessuali, ma che ha pure la pecca di aver sorvolato sui desideri e le pulsioni che accompagnano praticamente ogni ragazzo durante l’adolescenza.

Compagni di viaggio, invece, raccoglie l’eredità di serie TV come Queer as Folk o Sense8. Sceglie di mostrare ogni momento della relazione Hawk e Skippy, che vivono il loro amore su più livelli: quello sentimentale ed emotivo di certo, ma anche quello fisico.
Compagni di viaggio – In conclusione
Compagni di viaggio, è appunto quello di una serie che è spesso un pugno nello stomaco, raccontando così nel profondo un periodo di grande discriminazione, di follia purificatrice e di amori sacrificati a causa di ideologie e propagande politiche. Situazione che succedeva 70 anni fa, ma si può dire che oggi la situazione non sia così tanto migliorata, anche se sicuramente, si può cercare di vivere la propria vita alla luce del sole.
