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Chi ha paura delle streghe?

In questi giorni si sta discutendo molto della polemica che ha suscitato Streghe, il film di Robert Zemeckis che vede la protagonista Anne Hathaway con solo tre dita per mano, caratteristica che ha ricordato a molte persone che soffrono di malformazioni agli arti, e specialmente a bambini, quanto possa essere dannoso associare le malformazioni genetiche a figure mostruose. Streghe è tratto dall’omonimo libro per ragazzi di Roald Dahl, e così anche questo piccolo cult del 1990, Chi ha paura delle streghe?. Diretto da Nicolas Roeg, regista di altri film di culto come A Venezia… un dicembre rosso shocking, Chi ha paura delle streghe? è una amabile favola horror che combina dark humor, trucchi spaventosi e moralina finale.

Chi ha paura delle streghe?

Il piccolo Luke, dopo un incidente che uccide i genitori, resta solo con la nonna, che lo mette in guardia sulle Streghe, creature mostruose che si confondono tra gli umani, usando maschere e parrucche ma che si possono riconoscere per la presenza di un brilluccichio viola negli occhi. Ogni bambino dovrebbe saper riconoscere le Streghe, perché loro odiano i bambini e li vogliono sterminare. Nello stesso albergo in cui soggiornano nonna e nipote, in quei stessi giorni si riunisce un raduno di Streghe, guidate dalla Strega Suprema (Anjelica Huston) che ha intenzione di trasformare tutti i bambini d’Inghilterra in topi attraverso barrette di cioccolato.

Chi ha paura delle streghe?

Nicolaes Roeg trasforma in un film sorprendentemente dinamico una messa in scena teatralmente statica. Poche scene, spesso molto parlate, eppure l’intelligenza e l’ironia traspaiono da ogni inquadratura. Il tessuto lineare della trama per bambini è sicuramente vivacemente arricchito da elementi gustosi, prima di tutto la scelta degli attori, su cui spicca fra tutti Anjelica Huston nella parte della Strega Suprema, magnificamente seducente e maligna, che, con il suo portamento sinuoso e le sue espressioni di sdegno, basterebbe solo lei a fare il film. Oltre a lei però si aggiungono gli altri personaggi di contorno, non ultimo il sempre adorabile Rowan Atkinson e la coppia di genitori snob e menefreghisti interpretati da Brenda Blethyn e Bill Paterson.

Chi ha paura delle streghe?

E se per questi elementi il film si configurerebbe come una piacevolissima favola per bambini, sono invece i trucchi di Jim Henson ad alzare l’asticella e portarlo a essere un vero e proprio classico dei film di paura per adolescenti (e non solo). Jim Henson è infatti il marionettista più conosciuto della tv, colui che ha inventato i Muppet e che nell’86 ha dato via alle creature di Labirynth. Anche qui, i pupazzi giocano parte fondamentale ad alcune scene chiave del film, per esempio il punto di vista ad altezza di topo, ma in particolar modo restano indelebili la trasformazione della Strega Suprema dalle sue fattezze femminili a quelle mostruose, e quelle del goloso Bruno in topo, particolarmente terrificante (di cui infatti fu tagliata l’ultima inquadratura dalla distribuzione britannica).

Chi ha paura delle streghe?

Come ogni miglior film per ragazzi, Chi ha paura delle Streghe? mostra infatti elementi adulti, che non volgono solo ad educare o a confortare il giovane pubblico, ma che lo stimolano e lo trattano con dignità di adulto. Non solo per le scene più mostruose infatti, ma anche per sottili allusioni, di tipo sicuramente sessuale (l’amore tra il maitre e la cameriera, l’attrazione del padre di Bruno per la Strega Suprema), ma anche sociale (l’avvicinare i bambini con giochi o dolciumi, avvertimento per i predatori del mondo reale), fino ad arrivare allo smaccato omaggio cinematografico nella scena della carrozzina, che a un occhio allenato non può che ricordare la famosa Corazzata Potemkin.

Chi ha paura delle streghe?

Ovviamente, tutte queste allusioni gustose vengono rese ancora di più godibili perché impacchettate in una semplice struttura da film per ragazzi, munita tanto di protagonista impeccabile, vecchietta adorabile ma grintosa e morale finale che premia il piccolo Luke per il suo coraggio e il suo altruismo. Un imprescindibile piccolo classico, che speriamo che il nuovo remake non oscuri ma anzi che gli porti nuova linfa per le nuove generazioni di adolescenti. Disponibile su Netflix.

Voto Autore [usr 3,0]

Marianna Cortese
Attualmente laureanda in Lettere Moderne, ho sempre avuto un appetito eclettico nei confronti del cinema, fin da quando da bambina divoravo il Dizionario del Mereghetti. Da allora ho voluto combinare cinema e scrittura nei modi più diversi e ho trangugiato di tutto: da Kim Ki-Duk a Noah Baumbach, da Pedro Almodovar a Alberto Lattuada. E non sono ancora sazia.

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