Durante la conferenza stampa della giuria al Marrakech Film Festival, Bong Joon Ho regista del premio Oscar Parasite, ha rubato la scena con una delle dichiarazioni più commentate dell’evento. Il regista coreano, presidente di giuria, è stato invitato a esprimersi sull’ascesa dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’arte e dell’intrattenimento. E, come spesso accade con lui, ha scelto un mix di ironia, provocazione e lucidità.
Alla domanda, ha risposto con due piani diversi: “La mia risposta ufficiale è che l’AI è positiva, perché costringe finalmente l’umanità a chiedersi cosa solo gli essere umani possono fare.” Poi, quella personale: Organizzerò una squadra militare per distruggere l’AI.” Una battuta? Forse. Ma il tono non nasconde lo scetticismo del regista verso un progresso tecnologico che, nel cinema, sta diventando sempre più incisivo.

Bong Joon Ho: un allarme condiviso da tutta la giuria
Accanto a lui, nomi come la regista di Past Lives, Celine Song, ma anche nomi come Jenna Ortega, Karim Aïnouz, Julia Ducournau e Anna Taylor-Joy hanno offerto prospettive altrettanto intense. Song ha citato Guillermo del Toro con le parole: “Fuck AI”, criticando la colonizzazione dell’immaginario e dell’estetica da parte degli algoritmi. Jenna Ortega, la più giovane in giuria, ha parlato di “Pandroa’s box”. Ed ha affermato: “Un computer non ha anima, spero che prima o poi il pubblico si stanchi dei contenuti artificiali.”
Il regista marocchino Hakim Belabbes ha aggiunto un punto più politico, definendo l’AI “una nuova forma di colonialismo”. Mentre Julia Ducournau ha difeso l’uso dell’intelligenza artificiale come strumento tecnico. Tuttavia ne ha condannato ogni impiego sostitutivo del lavoro umano. Il dibattito, acceso e ricco di sfumature, conferma che il tema AI e cinema è oggi al centro della riflessione culturale mondiale. E le parole di Bong Joon Ho, tra ironia e allarme, risuonano come uno dei commenti più emblematici di questa epoca di cambiamento tecnologico. Il dibattito è molto attuale e se ne sentirà parlare sempre di più, sono in tanti sono i registi e gli attori che si stanno esponendo su questa questione.

