Michael J Fox nel suo nuovo memoir Future Boy, riapre un capitolo sorprendente della produzione di Ritorno al futuro, uno dei cult più amati degli anni 80′. L’attore canadese svela come la sua entrata nel progetto, sostituendo Eric Stoltz nel ruolo di Marty McFly, abbia inaspettatamente cambiato anche il casting dell’attrice destinata a interpretare Jennifer Parker, prima destinato all’attrice Melora Hardin.
Quando Michael J Fox si unì al film, Hardin, perfetta accanto a Stoltz, risultava improvvisamente troppo alta rispetto al nuovo protagonista. Robert Zemeckis e il team creativo dovettero prendere una decisione difficile. Mantenere la Hardin o cercare una nuova interprete. La scelta cadde su Claudia Wells per il primo film, mentre Elisabeth Shue ereditò il ruolo nei sequel. Michael J. Fox racconta di essersi sentito impotente, nonostante il desiderio di difendere la Hardin. “Nessuno mi chiese nulla, ma avrei voluto che restasse”, scrive nel libro.

Michael J Fox: un dettaglio che cambia la storia del film
Questa rivelazione getta nuova luce su come piccoli dettagli possano influenzare produzioni destinate a entrare nella storia del cinema. Michael J Fox, sempre sincero e riflessivo, ammette come la sua statura, che da bambino era stata un vantaggio, da adulto abbia avuto un impatto sul lavoro di una collega. È un promemoria di quanto Hollywood possa essere spietata. Addirittura anche nei confronti dei centimetri e di come il successo di un film sia il risultato di decisioni creative e personali complesse.
Per i fan di Ritorno al futuro, conoscere questo retroscena rende ancora più affascinante la storia del film. Michael J Fox, con la sua onestà e professionalità, offre uno sguardo intimo dietro le quinte, mostrando che dietro ogni cult ci sono scelte difficili, dinamiche umane e dettagli che il pubblico raramente vede, ma che possono cambiare per sempre il volto di un’icona del cinema.

