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7 sconosciuti a El Royale: il confine tra il bene e il male

7 sconosciuti a El Royale (2018), scritto e diretto da Drew Goddard, è un film che conferma la bravura della regista, già nota al pubblico per l’innovativo horror Quella casa nel bosco (2012).
Con un cast di prim’ordine e una narrazione originale, porta sullo schermo un thriller-noir dal forte impatto visivo ambientato negli anni ’60. Il film è apparentemente giocoso e dinamico, ma mostra un ritmo più riflessivo del previsto, soffermandosi sulla caratterizzazione di ogni personaggio.
Lo spettatore è costantemente portato a interrogarsi sulle intenzioni dei personaggi e a seguire la vicenda, senza trarre conclusioni affrettate.
Il tono del film è già definito dai primi 5 minuti della scena iniziale. In una sequenza muta ma potentissima, si stabilisce immediatamente il tipo di mondo in cui stiamo entrando.

7 sconosciuti a el royale

7 scononosciuti a El Royale – Trama

Il film inizia con una inquadratura fissa in una stanza d’hotel, dove un uomo seppellisce una valigia sotto il pavimento. Dopo aver terminato il lavoro, resta in attesa di un altro uomo che lo ammazza senza esitazione.
Dieci anni dopo ci ritroviamo all’hotel El Royale, costruito esattamente sul confine tra California e Nevada, confine marcato da una linea rossa, che divide l’intera struttura in due mondi distinti.

Qui arrivano padre Daniel Flynn (Jeff Bridges), la cantante Darlene Sweet (Cynthia Erivo), il petulante venditore di aspirapolveri Seymur Sullivan (Jon Hamm) e la schiva hippie Emily Summerspring (Dakota Johnsonn). Ad accoglierli c’è Miles Miller (Lewis Pullman), un ragazzo timido e dall’aria tormentata.
Sin da subito ogni personaggio lascia trapelare un’allure di mistero, e appare chiaro che tutti portano con sé qualcosa che preferirebbero tenere nascosto.
Ma quando arriva il carismatico leader di una setta Billy Lee (Chris Hemsworth), sostenuto dalla sua devota seguace Rose Summerspring (Cailee Spaeny), l’El Royale si trasforma più che mai in un luogo di tensione e pericolo.

7 sconosciuti a El Royale – Recensione

Drew Goddard, noto anche per aver sceneggiato The Martian e scritto per le serie TV Buffy e Lost, dimostra il suo talento nella costruzione di trame complesse e coinvolgenti. 7 sconosciuti a El Royal è un thriller in cui la tensione è palpabile e ha una sceneggiatura intelligente che tiene lo spettatore costantemente sulle spine, alternando momenti di introspezione e colpi di scena. Il film costruisce un gioco d’identità: all’inizio il profilo di ogni personaggio è quasi stereotipato, ma sappiamo di dover leggere tra le righe. Il piacere della visone sta soprattutto nello scoprire chi sta ingannando chi, per poi essere spiazzati.

Il montaggio è uno dei punti di forza: la narrazione alterna flashback o permette di rivedere la stessa scena da un punto di vista diverso. Il film si suddivide in atti, che non tagliano la narrazione ma ne rafforzano l’andamento. Ogni atto presenta una stanza dell’hotel e ogni stanza è definita dai punti di vista dei personaggi che ne sono ospiti.
La regia è in funzione dei personaggi: le inquadrature larghe volte a coinvolgere più personaggi alla volta mirano a dare un senso di coralità. Goddard crea un micromondo nell’hotel, uno spazio chiuso che favorisce il confronto, amplificando il rapporto di intimità tra gli ospiti e lo spettatore.

Il cast del film

Oltre ad essere ben scritti, i personaggi funzionano soprattutto grazie ad un cast fantastico. Jeff Bridges interpreta il prete con grande maestria, regalando una performance intensa e complessa.
Cynthia Erivo, al suo debutto cinematografico, offre la prova migliore del film: interpreta una donna molto resiliente ma con una forza straordianria. Goddard valorizza la sua voce con molta intelligenza usando il suo canto per dare ritmo alla narrazione.
L’attuale star di Wicked, ha affascinato il pubblico già a partire dalla sua performance in 7 sconosciuti a El Royale.

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Lewis Pullman è estrememante bravo e il suo personaggio risulta essere, a tratti, quello più interessante di tutti. Vacilla tra la tenerezza e spietatezza allo stesso tempo. Jon Hamm, invece, interpreta un personaggio inizialmente fastidioso e arrogante, per poi rivelarsi dopo poco ben altro. La sua interpretazione oscilla tra comicità, cinismo ma anche vulnerabilità, difficile da classificare come buono o cattivo.

Ugualmente intriganti, ma non troppo, risultano i personaggi di Dakota Johnson e Cailee Spaey, al contrario Chris Hemsworth sorpende molto con un ruolo diverso dal solito. Sebbene non sappia letteralmente come abbottonarsi una camicetta, riesce a vestire molto bene i panni di un nemico (uno dei sette) e di un esaltato. Per quanto mi riguarda le intenzioni del suo personaggio sono quelle più difficili da giustificare tra tutti.

7 sconosciuti a el royale

La linea rossa che divide il bene e il male

L’hotel El Royal ospita clienti ambigui, che fanno i conti con sè stessi alternando scelte morali discutibili o accetabili.
Assume la forma di un purgatorio, un luogo dove ognuno è costretto al confronto. Non esistono i tradizionali eroi o antoeroi: ciascuno compie e ha compiuto atti disdicevoli, ma spesso motivati da ragioni che li rendono meno malvagi di quanto possano sembrare. Lo spettatore è costretto ad aprirsi, senza dover automaticamente parteggiare per qualcuno o giudicare in maniera netta, rendendo l’eperienza del film ancora più immersiva.

Conclusioni

7 sconosciuti a El Royale è un film di cui purtroppo si parla troppo poco, ma possiede un grande potenziale. L’hotel è un contenitore di coscienza umana, diviso in stanze, tra luci e ombre. Ogni ospite porta con sè un bagaglio (fisico e metaforico) di esperienze e segreti, pronti ad uscire fuori.
Il film è disponibile sulla piattaforma streaming Disney Plus.

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Trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Un film dal tono pulp, intriso di mistero, tensione e ambiguità morale.
Margherita Miracolo
Margherita Miracolo
il cinema mi accompagna da quando ero bambina: prima come gioco, poi come rifugio e infine come passione coltivata tra visioni, approfondimenti e nuove scoperte. Dal cinema d'autore al blockbuster, ogni film è un'occasione per entrare in un mondo fatto di stimoli, emozioni e riflessioni

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