This closeness è il titolo dell’opera seconda diretta dalla regista americo-asiatica Kit Zauhar. Dopo gli inizi nell’ambito del cortometraggio (con Helicopters, 2016, e il pluripremiato The terrestrials, 2018), arriva al suo esordio al lungometraggio con Actual people. Con esso si rende conosciuta al mondo filmico e dei festival, che al film rivolgono particolare attenzione – come dimostrano le sue partecipazioni a rassegne statunitensi, asiatiche, ma anche al più prossimo Locarno. Questo suo secondo film, non da meno, esordisce con una proiezione nella sezione narrativa del più che noto South by Southwest Festival, per poi andare incontro ad un’ampia circolazione fra eventi internazionali speculari. Oltre che alla macchina da presa, Kit Zauhar lavora alla sceneggiatura della pellicola e ne è protagonista. Il contenuto, nato nel 2023, giunge nell’estate dell’anno successivo sulla piattaforma Mubi per tutti gli abbonati.

This closeness – La trama
Tessa (Kit Zauhar) è una giovane di poco meno di trent’anni, introversa e tendenzialmente pacata. Per lavoro crea contenuti virali appartenenti alla categoria ASMR, che poi carica online. I video che realizza, con i loro suoni idealmente rilassanti e totalizzanti, la porta ad avere un nutrito gruppo di followers e utenti che fruiscono dei suoi lavori. Questa modalità professionale, che conduce ad una piccola bolla di fama, pur non venendo mai sopravvalutata costituisce per lei, così timida e dai trascorsi agli antipodi della popolarità, una sorta di rivalsa, che gestisce ad ogni modo con sostanziale umiltà. Chi non sembra avere affatto bisogno di rivalsa in termini di popolarità è il suo ragazzo Ben (Zane Pais), un giovane giornalista avvenente, diretto ed estroverso. La coppia si reca nella città natale di lui, Philadelphia, per una reunion con i suoi compagni di scuola.
Non avendo più Ben una casa in città però, i due si vedono costretti a prendere una stanza in affitto per qualche giorno, in un appartamento condiviso con un strano proprietario. Si tratta di Adam (Ian Edlund), un ragazzo apparentemente loro coetaneo ma che non potrebbe essere più diverso dai due – e da qualsiasi altro giovane. Con la sua presenza, poco manifesta ma costante, ai limiti della sociopatia Adam permea di disagio il soggiorno della coppia. I suoi modi inconsueti innervosiscono gli ospiti, che si ritrovano a più riprese a fare i conti con un padrone con cui diventa complessa anche la più banale delle interazioni. Ben propende per la distanza, ma nelle occasioni in cui si interfaccia con Adam a stento riesce a tenere a freno l’irritazione. Tess dal canto suo propende per un fare più conciliante, ma l’ostica permanenza non tarderà a far emergere problemi di coppia.

This closeness – La recensione
Il film si configura come il più classico esemplare del catalogo Mubi, che sta delineando in tempi brevi una linea guida caratteriale decisamente marcata. Regista pressoché esordiente, attori semi-sconosciuti. Andamento minimalista, “da camera” (letteralmente, in questo caso) e focus sui rapporti umani – in questo non troppo lontano, in effetti, da un altro prodotto che di recente ha fatto la sua comparsa sulla piattaforma, Matt e Mara di Kazik Radwanski. Proprio sugli slittamenti umorali e sugli scarti caratteriali gioca tutta la sua dinamica This closeness, giustificando in questo andamento minimale la sua durata contenuta. Potrebbe quasi dirsi sviluppo “character driven”, guidato quindi dall’interazione fra i caratteri dei personaggi più che dagli eventi stessi. Se non fosse però per l’inserimento del terzo vertice di questo triangolo di protagonisti – quello del criptico, disagevole e a suo modo caustico Adam.
Quello costituito da Adam, inatteso e insospettabile “terzo incomodo”, è un elemento di disagio che finisce per inglobare l’intera permanenza della coppia. Catalizzatore di malessere e stranezze, ogni sua comparsa trascina Ben e Tessa fuori dalla loro bolla di comfort lasciandoli perplessi e alienati. È il lui che risiete il motore fondante della vicenda, che trova però terreno fertile nel già turbolento andamento relazionale della coppia. Quando conosciamo i due protagonisti infatti, è difficile pensare a due personaggi più agli antipodi. E in effetti, i due fidanzati quando non sono distratti da divertimenti leggeri sembrano tirare fuori il peggio l’uno dall’altra. Lui trasforma l’indole insicura di lei in isteria e fare polemico. Lei viceversa converte la tranquilla giocosità di lui in biasimabile ingenuità quando non spacconaggine. Come d’incanto, la presenza fantasmatica di Adam fa emergere le criticità pre-esistenti nella coppia.

This closeness – Raccontare l’intimità
Nel suo ritrarre un rapporto di coppia complesso, il film si fa dunque presto narrazione di un’intimità insieme intricata e incrinata. Muovendosi entro i confini di un racconto da camera minimale, e progredendo per slittamenti millimetrici nelle psiche dei suoi personaggi, l’andamento risulta inevitabilmente statico, limitato. Parimenti, la minaccia insita nello stralunato Adam, antisociale e pungente, costruisce una sottile patina di tensione rispetto agli sviluppi che poi finisce per tradursi in un nulla di fatto, portando a chiedersi il perché della sua stessa esistenza. Per contro, l’attenzione rivolta ai personaggi – totalizzanti – e al loro studio è estremamente minuziosa, e sfocia in una sorprendente scrittura di dialoghi vibranti, dai risvolti tonali piacevolmente imprevisti. Manca forse un po’ di pepe a quest’opera seconda di Kit Zauhar. Ma in This closeness confluiscono anche tanti risultati positivi dei suoi sforzi, che denotano un’autorialità sì acerba ma interessante e attenta.

