La terza stagione di The Last of Us è ufficialmente in lavorazione e promette di portare sullo schermo alcuni dei momenti più importanti del videogioco The Last of Us Part II. Dopo il finale della seconda stagione (QUI la recensione), la serie HBO si prepara a un cambiamento significativo che riguarderà sia la narrazione sia alcuni aspetti della produzione.
Le riprese sono già iniziate a Vancouver, anche se la lavorazione ha osservato una pausa programmata di circa un mese in concomitanza con i Mondiali di calcio, che vedranno la città canadese tra le sedi ospitanti dell’evento.
Uno degli aspetti più interessanti della nuova stagione riguarda il cambio di prospettiva narrativa. Come già sanno i giocatori del videogioco, la storia si sposterà maggiormente sul personaggio di Abby, interpretata da Kaitlyn Dever, destinata ad assumere un ruolo centrale negli episodi futuri.

Nuovi personaggi e possibili addii
Tra le novità del cast spicca l’arrivo di Peter Sarsgaard, che interpreterà Amon, uno dei leader dei Serafiti, la setta religiosa introdotta nella seconda stagione. Entrano inoltre nel cast anche Jason Ritter e Patrick Wilson in ruoli ricorrenti, mentre Clea DuVall vestirà i panni di una componente della stessa comunità.
Torneranno invece Bella Ramsey, Isabela Merced, Gabriel Luna e Jeffrey Wright. Pedro Pascal (The Mandalorian, Material love, I Fantastici Quattro: gli inizi) non sarà presente nella linea narrativa principale dopo gli eventi che hanno coinvolto Joel nella seconda stagione, in linea con quanto accade nel videogioco.
Sul fronte creativo, una delle notizie più rilevanti riguarda Neil Druckmann. Il co-creatore della serie e autore dei videogiochi Naughty Dog farà un passo indietro nella scrittura e nella regia degli episodi, pur mantenendo il ruolo di produttore esecutivo e co-creatore dello show insieme a Craig Mazin.
Resta infine aperta una domanda che molti fan si pongono: ci sarà una quarta stagione? Al momento HBO non ha ancora confermato il futuro della serie, ma alcuni dirigenti hanno lasciato intendere che la terza potrebbe rappresentare il capitolo conclusivo della storia.
