Le bugie, quelle bianche, non fanno male a nessuno e sono dette per lo più a fin di bene. La bugia attorno alla quale ruota l’intera vicenda di The Farewell – Una bugia buona (2019) è anch’essa innocua, inoffensiva e ha il solo scopo di proteggere chi si ama. Protagonista di questa delicata e tenera commedia è Billi Wang, (interpretata dalla rapper Awkwafina), una trentenne newyorkese nata in Cina e giunta nella Grande Mela da bambina, con i suoi genitori. Come tante giovani donne americane, Billi  è alle prese con un presente incerto ed un futuro tutto da inventare. Ha qualche aspirazione artistica che porta avanti con poco interesse e la precarietà economica non la rende ancora autonoma dai suoi genitori. L’unica certezza che possiede è il sentimento intimo e profondo che la lega all’adorata nonna. Capo indiscusso della famiglia, forte e tenera al tempo stesso, Nai-Nai (Zhao Shuzhen), dopo averla cresciuta è tornata in Cina ma il loro legame del tutto speciale è rimasto intatto e tenuto in vita da lunghe conversazioni telefoniche.

Quando a Nai-Nai viene diagnosticato un male incurabile, l’intera famiglia fa ritorno in Cina, compresi  figli e nipoti emigrati in Giappone. Tutti vogliono essere accanto a Nai-Nai e poterla salutare prima che muoia. Tutti inoltre sono risoluti a tenerle nascosta la verità. Nai-Nai non deve saper nulla della sua malattia e per non farla insospettire, si organizza in gran fretta il matrimonio di uno dei nipoti. A Billi viene chiesto di rimanere negli Stati Uniti.  Emotiva e legata com’è alla nonna potrebbe certamente svelarle il segreto. Billi disobbedisce e vola in Cina. Giunta a Changchun apprende il vero motivo che spinge la sua famiglia a mentire a Nai-Nai. Un’antica tradizione cinese vuole che la vita di sua nonna, come quella di ciascun individuo, appartenga non solo a lei ma all’intera famiglia che, assumendosi il peso di un tale segreto, permette a Nai-Nai di morire serenamente. Come afferma, infatti, il padre di Bill: “Non si muore per la malattia, si muore per la paura”.

Come un pesce fuor d’acqua, Billi inizialmente stenta a comprendere questa tradizione e ha difficoltà a credere che la famiglia possa tacere su un fatto così importante. Lontana per anni dalla sua terra d’origine e cresciuta negli Stati Uniti, Billi è  in bilico tra due culture. Porta dentro di sé il disagio e il conflitto di chi, emigrando in un altro Paese, ha dimenticato la propria identità. Billi ha rimosso il suo passato, l’ha smarrito tra il caos e il fragore di New York. Il viaggio a Changchun, seppure struggente e a tratti doloroso, permetterà  a Billi di riscoprire le sue origini e di trovare un equilibrio tra le due culture.

The Farewell – Una bugia buona è una commedia agrodolce scritta e diretta dalla regista orientale Lulu Wang. Come recita la didascalia, subito dopo i titoli di testa, il film è “basato su una bugia vera”, quella della regista e della sua famiglia che, come nel film,  mente sulle sorti di un’ anziana parente. Lulu Wang ha ammesso che la storia del film è fortemente autobiografica. Nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, la Wang porta sullo schermo quello che è il suo conflitto di giovane donna emigrata in un paese straniero. Un conflitto, quello tra Occidente e Oriente, tra tradizione e modernità che nel film viene fuori attraverso Bill (alter ego della regista) e la sua famiglia che a stento riesce a comprendere alcune sue scelte  tipicamente occidentali, come quella di non pensare al matrimonio alla soglia dei trent’anni. Il contrasto tra i due mondi opposti lo si avverte anche visivamente, attraverso i paesaggi cinesi e l’atmosfera calma e distesa dei quartieri di Changchun così diversa da una New York caotica e confusa più che mai.

Grazie a The Farewell – Una bugia buona Lulu Wang rende omaggio alla sua terra e alle tradizioni della sua famiglia che per alcuni versi non sembra poi essere così lontana dalla nostra.  Le incomprensioni, le liti, gli affetti sono identici. Così come alcuni rituali come i pranzi abbondanti e i matrimoni pomposi che la Wang ci raccontata con estrema cura e dovizia di particolari. The Farewell ha trionfato all’ultima  edizione del Sundance Film Festival e Awkwafina ha vinto il Golden Globe per la sua grande interpretazione. Il film, uscito di recente anche in Italia, continua a ricevere consensi. E’ sicuramente per via del garbo, della leggerezza, di una rara tenerezza che possiede. Non mancano momenti allegri ed estremamente divertenti. C’è sempre però una malinconia di fondo che accompagna il film,  fino alla fine, fino al saluto tra Billi e Nai-Nai.

Voto Autore: 4 out of 5 stars

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