venerdì, 5 Marzo, 2021
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Sylvie’s Love

Sylvie’s Love è un film del 2020, per la regia di Eugene Ashe, distribuito sulla piattaforma di streaming Amazon Prime Video. Presentato per la prima volta al Sundance Film Festival il 27 gennaio 2020, il film vince inoltre il premio al Critics’ Choice Television Award, come Best Movie Made for Television e il Best Actress in a Movie/Miniseries per Tessa Thompson.

Sylvie’s Love

Sylvie’s Love è ambientato a cavallo tra gli anni ’50 e gli anni ’60 ed è principalmente incentrato sulla storia d’amore tra Sylvie (Tessa Thompson) e Robert (Nnamdi Asomugha), con degli elementi sdolcinati che richiamano appunto alla mente le più classiche storie d’amore del cinema del periodo. L’innamoramento, le problematiche e il lieto fine. Il film presenta dei grandi punti di forza, ma anche delle debolezze, che si possono ritrovare per esempio nella sceneggiatura dello stesso. Spesso frettolosa e con delle risoluzioni alle problematiche un po’ troppo semplicistiche, ma che tuttavia potrebbero anche far tornare alla mente alcuni elementi delle narrazioni più classiche e tradizionali. La semplice linearità però, sta anche nella volontà di ricerca da parte di Ashe della costruzione di un clima non avversivo all’interno della storia.

Sylvie’s Love

Siamo a New York, a fine anni ’50 e Robert è parte di una band jazz, nella quale si contraddistingue per il grande talento come sassofonista. Incontra Sylvie, quando decide di proporsi come commesso in un negozio di dischi ad Harlem, di proprietà del padre della ragazza. I due si innamorano, ma Sylvie è già impegnata in una relazione ormai stabile, per la quale si prevede anche il matrimonio, al ritorno del compagno dalla Corea. Come afferma Ashe, l’obiettivo nella narrazione, è quello di raccontare quello che può avvenire nel momento in cui trascuri di aver trovato l’amore della tua vita, quindi le ripercussioni nel futuro di una scelta di questo genere. Chiaramente, l’evolversi degli avvenimenti sulla base delle decisioni intraprese, non è dettata solo esclusivamente dalla volontà dei personaggi, ma da una condizione più generale e dall’ambientazione della storia in una narrazione più ampia, che comprende, ma non approfondisce, diverse problematiche dell’epoca.

Sylvie’s Love

Le dinamiche del periodo, che rimangono solo di sfondo nella storia, sono peculiarità di un’epoca caratterizzata da limitazioni e regole, che però iniziano a stare un po’ strette sulle nuove generazioni, che nonostante vivano appieno l’eredità di questa struttura sociale, sono gremiti di grandi speranze e ambizioni. Queste questioni, non prendono il primo piano in Sylvie’s Love, per questo possono risultare raccontate in maniera leggera. Partendo dalla considerazione che il film si concentra fondamentalmente sulla storia d’amore, quindi non sulla rappresentazione delle varie difficoltà del periodo, si evincono comunque quelli che sono gli elementi difficili della società dell’epoca, in particolare dai dialoghi.

NNAMDI ASOMUGHA as ROBERT HALLOWAY and TESSA THOMPSON as SYLVIE PARKER in SLYVIEÕS LOVE

Considerando il personaggio di Sylvie, racchiude in sé diversi punti chiave che hanno caratterizzato la società dell’inizio della seconda metà del Novecento, mai davvero sviscerati in quest’occasione, ma che definiscono i tratti fondamentali del personaggio. La differenziazione di classe, che è una delle problematiche fondamentali nell’amore tra lei e Robert, sotto l’imposizione autoritaria della madre. Le discriminazioni razziali e l’imposizione patriarcale, prima nella speranza di Sylvie di lavorare in televisione con lo scetticismo innocente di suo padre che non riesce a capacitarsi di poter vedere una donna di colore in tv, poi nelle logiche di business del periodo, che emergono alla cena con i clienti del marito, che sostanzialmente intrattengono quel rapporto per un ritorno di immagine dell’azienda. Tanto che un razzismo velato emerge dalle parole della moglie del cliente, rivolte verso Sylvie.

Sylvie’s Love

Rimangono solo di contorno, ma non eliminate, le citazioni alle relative manifestazioni e marce del periodo, attraverso il ruolo che ricopre la cugina della protagonista, Mona (Monnalisa) (Aja Naomi King). Il film si risolve positivamente in una realizzazione di Sylvie come produttrice televisiva, ma nella difficoltà di realizzazione di Roger: “Il jazz è morto”.

Per l’appunto, Sylvie’s Love, racconta anche del grande periodo del jazz americano, del mercato musicale e del fervore che caratterizzava le note del momento nei locali dove le composizioni vibravano nell’ambiente pieno di fumo e riempivano di stupore ed entusiasmo degli spettatori. Robert suona nel Dickie Brewster Quartet, con i quali tiene concerti in alcuni locali a New York. Proprio in uno di questi, una sera, una donna che si fa chiamare Contessa (Jemimia Kirke), nota Robert come “genio della band” e decide di investire su di loro, proponendosi come manager. Si racchiude in una frase, anche la goliardia che stava nei manager e negli imprenditori del periodo, sull’onda della passione Jazz degli artisti, che fa comprendere più di qualsiasi cosa le dinamiche di un qualsiasi mercato artistico promettente: “un bravo manager non venderebbe un Picasso per pochi centesimi e il vostro sassofonista ti assicuro che è un Demoiselles d’Avignon”. Dal racconto del tenore musicale del periodo, non può che emergere quindi una grande colonna sonora del film.

Infine, una nota positiva per la ricostruzione visiva, di grande precisione e attenzione, per la quale l’autore si ispira a registi come Delbert Mann. Proprio da delle immagini del passato, è emersa tutta l’ideazione del lungometraggio, nel momento in cui Eugene Ashe si è ritrovato ad osservare delle vecchie fotografie di famiglia. Tutto il girato inoltre, ambientato per lo più a New York, non ha visto nemmeno una scena registrata nella grande metropoli, bensì sono stati utilizzati i backlots di Hollywood, come spesso avveniva nel cinema classico, come i lot della Paramount e della Warner Bros.

Sylvie’s Love

PANORAMICA RECENSIONE

regia
sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Il film si focalizza principalmente sulla relazione d'amore tra Sylvie e Roger, ambientato a cavallo tra gli anni '50 e gli anni '60 a New York. Le problematiche principali della società dell'epoca rimangono collaterali alla storia, non prendono spazio in maniera ampia, ma si comprendono. Il jazz è uno dei protagonisti della narrazione, da qui una grande colonna sonora. Visivamente molto piacevole e preciso nella ricostruzione della ambientazioni, siamo a New York, ma il lungometraggio è stato realizzato con i backlots a Hollywood, ispirandosi ai film più classici del periodo.
Davide Pirovano
Mi piacciono le arti visive contemporanee e mi piace pensarle in un’ottica unificatrice. Non so mai scegliere, ma prediligo le immagini e storie di Gaspar Noé, David Fincher, Yorgos Lanthimos e Xavier Dolan.
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