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Studio Ghibli: 5 film meno conosciuti

Il nuovo film targato Studio Ghibli diretto da Hayao Miyazaki, Il Ragazzo e l’Airone è sbarcato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Il lungometraggio animato doveva decretare il ritiro definitivo del regista, ma sembra che quest’ultimo stia attualmente lavorando ad un nuovo progetto. La sua opera più recente è un testamento che si rivolge ad un possibile successore e riporta numerosi riferimenti ai suoi lavori precedenti. In attesa di nuovi sviluppi, di seguito una lista con alcuni dei film meno conosciuti realizzati dallo Studio Ghibli, la cui visione è fortemente consigliata.

I sospiri del mio cuore

Scritto da Hayao Miyazaki, ma diretto da Yoshifumi Kondo, I sospiri del mio cuore è un racconto di formazione Studio Ghibli dai toni poetici. Si tratta di una storia d’amore adolescenziale accompagnata dalla promessa di un sogno. Una profonda riflessione sulla vita e sulla ricerca del proprio posto nel mondo. Ripreso da un fumetto per ragazze, il tema centrale del lungometraggio è la relazione romantica tra i due protagonisti, ancora molto giovani, ma guidati da forte ambizione e maturità. Un percorso che li porterà a crescere e migliorarsi a vicende sulle note spensierate della celebre canzone americana Country Roads. Non manca di certo la fantasia, uno strumento in grado di modificare la realtà e plasmarla, trasformandola in una dolce illusione.

Shizuku Tsukishima frequenta le scuole medie e la sua più grande passione è la lettura. La ragazza trascorre gran parte del suo tempo nella biblioteca scolastica prendendo in prestito nuovi manoscritti. Per quanto si sforzi sembra però che un certo Amasawa, la batta sempre sul tempo leggendo gli stessi libri prima di lei. Fantasticando sullo sconosciuto Shizuku immagina che si tratti di un principe di altri tempi.

Ben presto i due faranno conoscenza e nonostante il ragazzo sia completamente diverso dalle aspettative non per questo risulta meno interessante. Guidato da una grande passione per i violini Amasawa Seiji sogna un giorno di poter diventare un liutaio. La sua forte ambizione porterà la protagonista ad interrogarsi sui propri sogni, comprendendo quanto sia disposta a spingersi oltre per raggiungere il suo obbiettivo.

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La collina dei Papaveri

La collina dei papaveri, diretto da Goro Miyazaki, figlio del celebre regista è uno dei lungometraggi più sottovalutati dello Studio Ghibli, nonostante il suo grande potenziale. Ambientato in un Giappone postbellico, racconta le conseguenze della guerra sulle nuove generazioni. Una storia delicata e animata da un sottotono a tratti patriottico che mostra lo sviluppo di un giovane amore tra due adolescenti alla ricerca di una dolorosa risposta. Il passato si intreccia con il presente in una storia fatta di perdita e rinascita, sullo sfondo di un suggestivo Giappone rurale tradizionale.

Al centro del film ci sono Umi Matsuzaki e Shun Kazama, due liceali entrambi orfani di padre a seguito dell’esplosione di un’imbarcazione durante la guerra di Corea. I due iniziano a sviluppare un interesse reciproco, che viene ben presto smorzato da una scioccante scoperta. I loro passati sono intrecciati e trovare un risposta alle numerose domande si rivela più difficile del previsto. Nel frattempo la loro scuola è decisa ad abbattere un edificio storico, il Quartier Latin. Per questo, gli studenti, guidati dai due protagonisti, collaboreranno insieme per dare nuova vita all’antico palazzo ormai consumato dal tempo.

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Si Sente il Mare

Si Sente il Mare è un delicato racconto di giovinezza, prime cotte e incomprensioni. Un film la cui realizzazione è stata piuttosto lunga, in quanto il progetto non era stato affidato ai due padri fondatori dello Studio Ghibli, bensì ad un team di giovani disegnatori tra i 20 e 30 anni. Sia i contenuti che i disegni sono infatti meno accurati e fantasiosi rispetto ai lungometraggi targati Studio Ghibli, ma è comunque un interessante esperimento. La narrazione è lineare, non ci sono mai vuoti e le vicende si susseguono sullo schermo senza tempi morti. Una tipica storia di formazione, ambientata all’interno del contesto scolastico.

Nella cittadina costiera di Kochi, Taku Morisaki è un liceale ingenuo e di buon cuore. Rikako Muto è invece una ragazza di città appena arrivata da Tokyo a causa del divorzio dei genitori. La giovane è molto egocentrica e arrogante. Dietro la sua facciata apparentemente sfacciata e i suoi cambi d’umore repentini si cela però una forte sofferenza, derivata da un cambiamento forzato. Rikako fatica a integrarsi nella nuova scuola e si sente a disagio con i compagni. Nonostante le iniziali incomprensioni tra i due nascerà un forte rapporto destinato a durare nel tempo, trasformandosi in qualcosa di più.

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Pioggia di ricordi

Pioggia di ricordi è il quinto film prodotto dallo Studio Ghibli, uscito nelle sale cinematografiche nel 1991. I temi affrontati nel lungometraggio si distanziano ampiamente da lavori precedenti, quali Kiki Consegne a Domicilio o Nausicaa la valle del vento. Diretto da Isao Takahata, Pioggia di ricordi è una riflessione sulla vita, sulla crescita e il disincanto. Il film affronta argomenti maturi come la perdita, la solitudine e la malinconia che cresce con l’avvento dell’età adulta capace di cancellare lentamente l’innocenza e spensieratezza dell’infanzia.

La protagonista Taeko Okajima, è in viaggio verso la campagna alla ricerca di sé stessa. Abituata a vivere in una grande città desidera pace e serenità. Soggiornando presso la famiglia del fratello di suo cognato comincerà un viaggio mentale verso il suo passato, riportandolo alla luce dopo molti anni. Tutte le esperienze che hanno determinato la sua vita si faranno spazio nella memoria, mostrando episodi significativi della sua infanzia e adolescenza. Un racconto intimo e profondo, scandito dal rimpianto e nostalgia.

Quando c’era Marnie

Uno dei film più recenti dello Studio Ghibli, Quando c’era Marnie è uscito per la prima volta nel 2014 e si tratta di un adattamento dell’omonimo romanzo di Joan G. Robinson del 1967. Diretto da  Hiromasa Yonebayashi, come molti film della casa di produzione giapponese è un commovente racconto di formazione. Uno splendido viaggio dominato dalla fantasia ed emotività, che porterà la protagonista a conoscere meglio sé stessa. Un lungometraggio che racconta la scoperta delle proprie origini e l’importanza di vivere nel presente aprendosi a nuove opportunità.

Anna è una timida e introversa ragazza di 12 anni. La giovane fatica molto a familiarizzare con i suoi compagni di classe e preferisce rifugiarsi nella fantasia piuttosto che affrontare la vita reale. Uno dei motivi principali della sua chiusura emotiva è il rapporto conflittuale con la zia che non riesce ad apprezzare fino in fondo. Soggetta a frequenti attacchi d’asma la “zietta” decide di spedire Anna in campagna a trascorrere l’estate a casa di parenti. L’abitazione si trova su un fiume, di fronte al quale si nasconde una misteriosa villa. Lì abita una ragazza di nome Marnie, tra le due nascerà una forte e segreta amicizia.

Lucrezia Lugli
Lucrezia Lugli
La passione per il cinema mi ha accompagnato dall’infanzia all’età adulta, ma ho impiegato più del previsto a capire che sarebbe diventata la mia strada. Guardo ogni genere di contenuto da film a serie tv, questo comprende anche i più grandi successi delle piattaforme streaming.

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