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Choose or die: un horror videoludico riuscito a metà

Choose or die è un horror targato Netflix uscito nel 2022 che strizza l’occhio un po’ al cinema e un po’ al mondo videoludico. Non solo, i videogiochi a cui si fa riferimento nel corso della narrazione, fanno parte degli anni ‘80. Il tutto rientra in un processo importante di revival di quell’epoca instaurato da diverse case di produzione cinematografiche e televisive.

Nonostante l’incipit molto interessante, che riprende un po’ le dinamiche di Jumanji, la pellicola si perde in corso d’opera. Se non consideriamo, poi, l’importante eco di Saw. Un horror interessante, ma riuscito a metà.

Choose or die

La trama di Choose or die

Choose or die, racconta la storia di Kayla (Iola Evans), una giovane donna con un traumatico passato alle spalle: dopo la morte del fratellino ha infatti dovuto abbandonare gli studi e iniziare a lavorare durante la notte. Il suo unico amico è Isaac (Asa Butterfield), un coetaneo programmatore di videogiochi appassionato di cultura anni Ottanta. Un giorno Kayla entra in possesso di un vecchio videogioco, CURS>R (che nella versione originale è anche il titolo del film, giocando sull’assonanza tra “cursore” e maledizione, “curse”), un survival game per computer, che pare possa dargli accesso a un premio di 125 mila dollari non riscosso. Una voce registrata, quella di Robert Englund, comunica a lei e ad Isaac che è ancora possibile accaparrarsi il premio. Kayla decide quindi partecipare, ma ciò che l’aspetta a ogni livello del gioco è molto più terrificante di quanto avrebbe mai potuto immaginare.

Il cast

I due protagonisti di Choose or die restituiscono una prova attoriale assolutamente in linea con il clima e l’atmosfera horror della pellicola. Asa Butterfield, già protagonista di Sex Education, è perfetto nel ruolo nerd, innamorato della sua amica alla quale, però, non ha il coraggio di dichiararsi. Nonostante moltissimi clichè sul mondo videoludico siano qui sfruttati, il personaggio di Isaac è, in linea di massima, costruito a dovere.

Dall’altra parte abbiamo Iola Evans, attrice che, rispetto al suo collega è poco più che una debuttante. Nonostante ciò, la Evans nei panni di una tormentata Kayla è a dir poco brillante. Riesce, grazie anche alla sua spiccata capacità espressiva, di restituire un personaggio tormentato e in difficoltà.

Choose or die

L’atmosfera anni ‘80 di Choose or die

Come già accennato, sono moltissime le case di produzione cinematografiche e televisive che hanno puntato su un revival anni ‘80. Su tutte, rimanendo in Netflix, troviamo Stranger Things. Choose or die decide di cavalcare quest’onda di successo, unendola al mondo videoludico. Per i nostalgici e per le generazioni un po’ più datate, questo film riporta in auge in maniera davvero interessante il mondo delle avventure grafiche. Ovvero, quei videogiochi in cui il giocatore deve compiere delle scelte, fino ad arrivare a costruire una vera e propria storia.

Kayla si troverà, suo malgrado, a dover giocare a questo gioco malato, che ha conseguenze sulla vita reale e che uccide le persone. I riferimenti non solo videoludici, ma anche cinematografici qui si sprecano e risulta chiaro che, alla fine, il troppo stroppia. Choose or die regge le sue fondamenta non solo su un ottimo incipit, sviluppato male, ma anche sul voler acchiappare l’attenzione dei nostalgici e degli amanti dei video games. Tutto questo, ovviamente a scapito del lato horror.

Choose or die: un horror riuscito a metà

Mentre nella prima metà della pellicola vediamo un film horror ben strutturato e anche, da alcuni punti di vista originale, nella seconda metà tutto svanisce. La natura del gioco assassino di Choose or die si cela dietro ad una maledizione, che però non viene mai spiegata totalmente e rimane piuttosto nebulosa. Al fronte di un incipit interessante e coinvolgente e, se vogliamo, disturbante grazie ad alcune scene molto forti, la pellicola si perde in corso d’opera. Non solo, superare l’eco importante di Saw non è facile, il tutto risuona costantemente nella pellicola. Un gioco malato che ti uccide, Choose or die non porta di per sè novità.

La struttura della seconda parte del film inizia a vacillare e finisce per crollare su se stessa in un finale che, evidentemente, non è stato ben ponderato. Nonostante alcune bellissime sequenze degne di nota, Choose or die è un horror a metà. Si sarebbe potuto fare molto di più, soprattutto considerando che di base un videogioco che uccide è un’idea che funziona. Un po’ come fosse una versione videoludica di Jumanji, Choose or die uccide la gente, ma purtroppo non fa paura. Se non consideriamo le poche scene splatter che effettivamente donano carattere alla pellicola, il tutto è estremamente piatto.

Choose or die

Conclusioni

Choose or die possiede un ottimo incipit, che va ad attingere non solo alla profonda cultura videoludica, ma anche a quella horror. Con sfondo il revival anni ‘80, la pellicola trasferisce le atmosfere di Saw su videogioco, ma non raggiunge lo stesso effetto orrorifico. Nonostante la presenza di alcune sequenze molto belle dal punto di vista estetico e che si rifanno allo splatter, Choose or die non riesce a raggiungere il culmine del suo potenziale.

La cosa peggiore che può capitare ad un film horror è che non spaventi in alcun modo, che non crei turbamento. Proprio questo succede a Choose or die, un film horror riuscito a metà, in cui una trama confusa prevale sulla parte orrorifica.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Choose or die possiede un ottimo incipit, che va ad attingere non solo alla profonda cultura videoludica, ma anche a quella horror. Purtroppo, però, il film si perde in una trama confusa e poco spaventosa.
Laura Maddalozzo
Laura Maddalozzo
Datemi uno schermo e dei popcorn e sono la persona più felice del mondo. Il mio habitat cinematografico? Un’apocalisse zombie o ovunque ci sia un’atmosfera horror

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