Il nuovo Resident Evil di Zach Cregger ha cambiato volto durante la fase dei test screening. Il regista ha infatti raccontato di aver eliminato gran parte delle battute presenti nel montaggio originale, dopo che le prime proiezioni avevano evidenziato un equilibrio tra horror e commedia troppo sbilanciato verso quest’ultima.
Resident Evil: Il regista racconta come abbia cambiato il tono del nuovo adattamento.
Una scelta particolarmente interessante considerando il percorso di Cregger. Sia Barbarian che Weapons giocavano proprio sulla capacità di alternare paura e umorismo, utilizzando improvvisi cambi di tono come parte integrante della loro identità. Con Resident Evil, però, il regista ha deciso di percorrere una strada differente. Il pubblico aveva reagito positivamente al film, ma considerava eccessiva la presenza delle battute. Durante i successivi test, Cregger ha quindi progressivamente ridotto la componente comica, trovando nel nuovo montaggio un risultato più efficace anche dal proprio punto di vista.
Il film non adatterà direttamente la storia di uno dei videogiochi della saga. Al centro del racconto troviamo Bryan, un corriere medico interpretato da Austin Abrams, già diretto da Cregger in Weapons. Durante una consegna urgente al Raccoon City General Hospital, il protagonista si ritroverà coinvolto nell’esplosione dell’epidemia causata dal T-virus.

Proprio questa libertà rispetto al materiale originale ha già generato diverse discussioni tra i fan. Cregger ha scelto di non utilizzare i personaggi storici della saga, preferendo costruire una storia originale capace di riprodurre soprattutto l’esperienza e le sensazioni dei videogiochi. Una decisione che il regista ha difeso, spiegando di non poter costruire il film con l’obiettivo di soddisfare ogni parte del pubblico.
Anche visivamente Resident Evil cercherà un legame diretto con i videogiochi. Cregger ha utilizzato soprattutto una prospettiva in terza persona, alternandola però liberamente con inquadrature in prima persona e soluzioni più tradizionali. Non una trasposizione rigida del linguaggio videoludico, quindi, ma un modo per richiamarne le sensazioni senza trasformarlo in un semplice espediente visivo.
La modifica arrivata dopo i test screening sembra andare nella stessa direzione: trovare un’identità precisa senza rinunciare alla visione del regista. Resident Evil arriverà nelle sale statunitensi il 18 settembre e, dopo le discussioni nate attorno alle libertà prese da Cregger, sarà interessante capire come il pubblico accoglierà questa nuova interpretazione della saga.
