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Reptile – Il thriller Netflix con Benicio del Toro

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Sbarca su Netflix alla fine dello scorso settembre il thriller Reptile, distribuito ufficialmente dalla piattaforma stessa e prodotto da Black Label Media. In cabina di regia, per il suo primo incarico in campo di lungometraggi, si colloca Grant Singer, già esperto regista in ambito di videoclip e pubblicità.

Lo stesso regista esplora la writer room in funzione della stesura della sceneggiatura, accompagnato da Benjamin Brewer e Benicio del Toro. Proprio quest’ultimo, oltre che co-sceneggiatore e produttore esecutivo, è anche interprete del ruolo del protagonista. Presentato al Toronto Film Festival pochi giorni prima di approdare sulla piattaforma per lo streaming, Reptile (dalla durata di 136 minuti) vanta un cast stellare e variegato, tra cui spiccano le interpretazioni di Alicia Silverstone, Justin Timberlake e Michael Carmen Pitt, oltre che chiaramente dello stesso del Toro. 

Reptile

La trama del film

Alla luce della morte della giovane compagna Summer, l’ombroso ma apparentemente collaborativo Will Grady (Justin Timberlake) accoglie nella propria dimora lussuosa un folto gruppo di forze dell’ordine tenute a lavorare al caso. Fra gli agenti in questione figura Tom Nichols (Benicio del Toro) ligio al suo dovere e appassionato del proprio mestiere, attento e meticoloso. L’uomo prende a cuore il caso e vi lavora strenuamente con il proprio team di colleghi e superiori, anche suoi amici fuori dall’ufficio. Infatti, anche al di fuori dell’orario di lavoro Tom e sua moglie Judy (Alicia Silverstone) frequentano abitualmente i colleghi dell’uomo e le loro affettuose famiglie, che li hanno accolti amorevolmente al loro arrivo in città. Tra questi, il capitano Allen (Eric Bogosian), confidente di Tom e zio di Judy, il detective Wally (Domenick Lombardozzi) e Dan (Ato Essandoh), detective partner di Nichols. 

Le indagini del giocoso ma professionale gruppo di detective finiscono per identificare due principali sospettati: Sam Gifford (Karl Glusman), ex marito di Summer con il quale però la donna pareva essere rimasta in contatto stando alle tracce ritrovate, e l’equivoco e oscuro Eli Phillips (Michael Carmen Pitt), rancoroso nei confronti di Grady per screzi irrisolti fra le loro famiglie. Seguendo le tracce degli indiziati, la ricerca del colpevole si intreccia presto con un inaspettato giro di droga e con ulteriori crimini imprevisti. Gli sviluppi della ricerca mettono a dura prova Tom e tanti aspetti del suo quotidiano; così, in breve, anche la sua professione e la sicurezza di sua moglie entrano in crisi. Quando l’agente realizza che l’indagine che sta seguendo rischia di essere sintomatica di una dinamica ben più ampia e generalizzata di corruzione intrinseca al sistema, i punti di riferimento di Tom iniziano a vacillare. 

Reptile – La recensione del film

Con l’uscita di Reptile sul piccolo schermo (il film è attualmente disponibile infatti per lo streaming agli abbonati Netflix) la critica internazionale, stampata e non, ha gridato al ritorno del “grande noir”, del thriller che fa scuola. E in effetti, per quanto necessariamente in termini di più scarso entusiasmo rispetto a questi ultimi appena menzionati, è opportuno ammettere che Reptile ha insita in sé un a determinata componente se non di scolasticità certamente di tradizione. Tutto nel lungometraggio è funzionale ad uno svolgimento lineare e, seppur non eccessivamente sorprendente, sicuramente scorrevole, senza intoppi. Ogni elemento che lo costituisce concorre ad inserirlo sulla linea di una tradizione filmografica più che decennale, consolidatasi fra gli anni Novanta e Duemila, che con capisaldi ancora oggi memorabili (da I soliti sospetti a Se7en, giusto per menzionarne un paio) ha consolidato e popolarizzato il genere cinematografico giallo, o più precisamente il thriller poliziesco.

Dalle interpretazioni alla regia, passando per la fotografia e il montaggio, ogni tassello che compone il film com Benicio del Toro sembra lavorare in funzione di un inserimento del prodotto in questa linea di tradizione filmografica, dallo stampo appunto fortemente Nineties. Le immagini giocano potentemente con i neri, con le zone d’ombra, e assieme alla colonna sonora sono determinanti (probabilmente più di quanto non lo sia la vicenda stessa) nella creazione di un’atmosfera appunto noir e dunque nella costruzione della tensione. Allo stesso modo, una regia mai eccessivamente sorprendente ma tendenzialmente sempre corretta si focalizza alternativamente e in modo equilibrato fra primi piani, campi lunghi e dettagli, con una tecnica funzionale alla narrazione, alla costruzione del mistero e ai graduali svelamenti. 

Reptile: oltre alla patina anni Novanta c’è di più?

Pochi sono i volti in grado di gridare “anni Novanta” alla sola vista,  ma uno che sembra esserne assolutamente capace è quello di Alicia Silverstone, che con il suo Clueless – Ragazze a Beverly Hills ha impresso indelebilmente i suoi connotati nella matrice Nineties. Per l’occasione, l’attrice viene “rispolverata” e le viene affidato un ruolo che pur svolge discretamente, senza mai sfigurare accanto al tendenzialmente impeccabile del Toro – che invece è ben più abituato a interpretazioni di questo tono. Il risultato è una coppia di protagonisti efficace, contornata da comprimari per loro natura convincenti (Bogosian e Pitt) o per l’occasione sorprendenti (un Timberlake fortemente against the type, ad esempio). 

Al netto di questo, permangono tuttavia delle fragilità nell’insieme filmico costituito da Reptile, che a visione ultimata è difficile non considerare. Queste ultime si palesano soprattutto in fase di sceneggiatura, e per quanto non manifestandosi in errori veri e propri acquisiscono la forma di lievi costanti forzature, che rendono più faticosa la ricezione lineare del film. Film che, peraltro, concludendosi, non lascia spazio per alcun tipo di brillante colpo di scena che riesca in ultima istanza a salvarlo, collocandosi (come già è stato notato, ma stavolta in accezione fondamentalmente più negativa) sulla linea di una scolasticità che non lo aiuta. Tutti gli sviluppi, gli svelamenti e le sorprese sono già viste, in definitiva mai sorprendenti; e il genere thriller più di qualsiasi altro privo dell’effetto sorpresa perde quasi in toto la propria efficacia. Tutto al posto giusto dunque in Reptile, ma fin troppo, tanto da rasentare la scontentezza. 

Reptile

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Reptile è il nuovo thriller poliziesco targato Netflix di e con Benicio del Toro, efficace ma marcatamente scolastico.
Eleonora Noto
Eleonora Noto
Laureata in DAMS, sono appassionata di tutte le arti ma del cinema in particolare. Mi piace giocare con le parole e studiare le sceneggiature, ogni tanto provo a scriverle. Impazzisco per le produzioni hollywoodiane di qualsiasi decennio, ma amo anche un buon thriller o il cinema d’autore.

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