DocumentarioNapoli magica, un viaggio alla scoperta della città di Partenope

Napoli magica, un viaggio alla scoperta della città di Partenope

Marco D’Amore, celebre al grande pubblico per aver interpretato Ciro Di Marzio nella serie televisiva Gomorra, torna dopo tre anni dietro la macchina da presa per raccontare la “magia” che avvolge e contraddistingue il bellissimo e tormentato capoluogo campano, un territorio ricco di storia e di elementi folkloristici forse troppo poco conosciuti.

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Napoli magica, presentato al 40° Torino Film Festival, è un documentario prodotto da Sky Italia e Mad Entertainment, attraverso il quale Marco D’Amore vuole mettere in luce gli aspetti più cupi e caratteristici della città, come la maschera di Pulcinella, le catacombe del Rione Sanità, l’alchimista Raimondo di Sangro e la triste storia della sirena Partenope.

Il film arriverà nei cinema i giorni 5,6 e 7 Dicembre.

Napoli magica, trama

Marco D’Amore e la sua troupe si aggirano per le vie della città di Napoli, e tra una foto e un saluto con i fan pone ai suoi interlocutori alcune semplici domande: perché la città è magica? E dove si trova la magia? Dei quesiti all’apparenza di difficile risposta, o che forse una risposta vera e propria non hanno, ma che spinge gli intervistati a racconti e aneddoti su strani fenomeni e storie passate riguardanti la città.

Napoli magica

Un viaggio alla scoperta della città e della cultura napoletana

Napoli magica, un titolo che racchiude in se tutto il significato e lo scopo dell’opera, ovvero scoprire la magia della città. Marco D’Amore si cala le vesti di attore per indossare quelle del Virgilio dantesco ed accompagnarci nelle strette vie e piazze di Napoli. Un viaggio che inizia con delle semplici interviste ai passanti, uno schema che ricorda molto l’opera di Pier Paolo Pasolini Comizi d’amore, e che man mano durante il corso dei minuti cambia aspetto, abbandonando sempre di più i tratti documentaristici.

Napoli magica è un dolce tributo alla città di Napoli e ai volti che hanno contribuito a renderla grande. Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo, Totò e Maradona sono solo alcuni dei personaggi citati dal film, che cerca di porre un punto chiaro sulle motivazioni che hanno reso la città così pregna di magia. La magia è forse data dai cittadini e dalle grandi personalità che hanno vissuto in quel luogo, o forse è proprio quel territorio che riesce a trasformare persone comuni in qualcosa di diverso? Quello che è certo è che Napoli è unica, un unicità dalle radici molto profonde e che ha origini assai lontane, che risalgono a quando Ulisse cavalcava le onde del Tirreno e il vulcano Vesuvio emetteva i primi lamenti.

Napoli magica
Marco D’Amore incontra uno stravagante Pulcinella in un fotogramma del film

Un film diviso in due blocchi, tenuti però saldi dal medesimo spirito e tematiche

Il film, come accennato precedentemente, è diviso in due parti, la prima più documentaristica, una passeggiata nei centri e mercati cittadini, dove il regista coinvolge gli abitanti per scoprire e far conoscere al pubblico gli usi, costumi e credenze dell’umile popolo. Nel secondo blocco invece, cinematograficamente più imponente rispetto al primo, il viaggio assume un sempre maggior carattere narrativo, in cui l’immaginazione prende vita, mostrando un passato ormai scomparso e non più tangibile. Un racconto che mette in luce la Napoli più nascosta e poco conosciuta, ma che è forse il volto più bello e caratteristico di una città che nel tempo è sì cambiata, ma ha sempre e comunque mantenuto viva la propria storia e anima.

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Napoli magica

Parlando invece di quelli che sono gli aspetti prettamente tecnici, bisogna dire che il film si difende molto bene. La regia è pulita e fluida, la fotografia dalle tonalità scure ben si presta all’opera e le musiche e canzoni napoletane sono perfette per il prodotto in questione. Notevoli anche tutti gli interpreti, in particolare l’attore Giovanni Ludeno qui un peculiare e movimentato Pulcinella, spesso sbeffeggiato e schernito da molti, che però racchiude in se un mondo che ha nei secoli ispirato centinaia di artisti in tutto il mondo. E forse è proprio quello tra la maschera e la città il parallelismo più forte, entrambi noti e citati, ma nonostante tutto mai pienamente compresi e valorizzati.

Nella bellissima scena finale, quando i barbari entrano nella meravigliosa cappella di San Severo e con grande sorpresa scopriamo che gli invasori altri non sono che turisti “famelici”, il regista non si esamina dal criticare la società contemporanea, una società che sfrutta la bellezza del patrimonio che la circonda, dimenticandone l’importanza e vedendo in essa solo un soggetto da fotografare e postare sui social network.

Marco D’Amore, con questo suo secondo lungometraggio che arriva dopo L’immortale (2019), toglie il velo sulla città di Napoli, cercando di dare allo spettatore una visione diversa del luogo, mostrandone non solo il meraviglioso aspetto estetico, ma cercando di scavare dentro l’anima della città, un anima viva più che mai, che sembra non aver subito i cambiamenti dettati dal tempo.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Napoli magica, un documentario assolutamente atipico, un racconto reale ma a tratti fantasioso su una delle città più belle e peculiari del nostro paese.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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