In quest’era di franchise cinematografici e adattamenti alla cultura pop in cui ora risiediamo, avere un film d’animazione che non sia basato su un qualche tipo di proprietà già esistente è una rarità. Laika Entertainment, lo studio di animazione di “Coraline e la porta magica” (2009), “Boxtrolls – Le scatole magiche” (2014) e “Kubo e la spada magica” (2016), ha sempre sfornato film del genere per oltre un decennio utilizzando il metodo ibrido stop-motion/CGI. Il loro ultimo film, Mister Link, candidato anche ai Premi Oscar 2020, è una favolosa storia d’avventura con ambienti fantastici, inseguimenti emozionanti, destinazioni esotiche e un viaggio molto interessante da vedere. Con un ritardo di un anno rispetto alla data di uscita americana, il film è finalmente giunto nelle nostre sale giovedì 17 settembre, distribuito dalla 01 Distribution.

Mister Link

Ambientato intorno al 1900, il film segue l’inglese Sir Lionel Frost, un carismatico ed impavido esploratore con scarso successo. L’ultima possibilità di accettazione da parte dei suoi meschini colleghi dell’alta società risiede nel viaggiare nel Pacifico nord-occidentale americano per dimostrare l’esistenza di una creatura leggendaria. Un residuo vivente dei primitivi antenati dell’uomo. Ed è proprio lì che si imbatte in Mister Link, un Bigfoot dalla parlata dolce e un po’ goffa, che è stanco della sua vita solitaria e recluta Sir Lionel per aiutarlo nel suo viaggio alla ricerca dei suoi simili nella favolosa valle di Shangri-La. Ad aiutarli c’è anche Adelina, l’affascinante vedova di Lord Fortnight, unica erede di una mappa per la mitica regione, nelle cui vene scorre travolgente la voglia di avventura. E questo senso di avventura sconclusionato si trasferisce a tutto il ritmo del film, opportunamente senza fiato nella sua corsa verso Shangri-La, un luogo immaginario del Tibet, descritto similmente a un Paradiso nel romanzo “Orizzonte perduto” di James Hilton.

Mister Link

La tecnica della stop-motion ha un fascino tangibile che si sente ancora più speciale nell’attuale era digitale. Laddove molti film d’animazione, in particolare in stop-motion, contengono ambientazioni e narrazioni semplificate, questo ha tutta l’espansività di un’avventura live action ad alto budget. Scritto e diretto dallo storyboarder Chris Butler, Mister Link ha un’ampia quantità di immagini sorprendentemente dettagliate, colorate e distintive. È pieno di sequenze d’azione, esplora ambienti profondi, pieni e vari con uno stravagante filo vittoriano che si sposta da Londra all’Himalaya attraverso il pacifico nord-occidentale. L’ufficio di Frost, in particolare, è una meraviglia della scenografia in miniatura, un insieme ammucchiato di spartiti di avventurieri che sembra attirare l’attenzione in ogni direzione possibile contemporaneamente. Attraverso città in espansione, foreste lussureggianti e vette ghiacciate, il film raggiunge veramente panorami mozzafiato. Anche il design dei personaggi è curato con uno stile artistico distinto, corpi eleganti e oblunghi dagli archi puliti e dalle linee taglienti del lavoro di un cartografo, si muovono in maniera straordinariamente fluida. E, la vivace colonna sonora di Carter Burwell, guida tutta l’azione attraverso un mitico labirinto.

Mister Link

La maggior parte dei film d’animazione oggi si preoccupa principalmente di essere divertente e facile da capire. Purtroppo però, la prevalenza di questi film etichettati “per famiglie” lo fa solo a costo di morali, temi e personaggi interessanti con obiettivi e una posta in gioco alta. Lo studio Laika si è sempre distinto come uno degli studi di animazione più raffinati e avvincenti che lavorano oggi. Forse meglio di qualsiasi altro importante gruppo di animazione che capisce che la magia dell’animazione è preziosa quanto le storie raccontate al suo interno. In Mister Link fa una delle cose più ammirevoli che uno studio di film per famiglie possa fare, ovvero prendere un film rivolto principalmente ai bambini il più seriamente possibile. Le battute comiche sono eccezionalmente intelligenti e ridicolmente divertenti. Ad esempio, le interpretazioni errate di Link delle figure retoriche di Lionel per essere letterali, sono esilaranti. E questo vale sia per gli adulti che per i bambini. Questo stile di commedia è spesso trascurato e raramente concepito bene. Evoca i giorni di gloria dell’umorismo intelligente, pulito ed efficace di una volta.

Mister Link

Il risultato di questa piccola grande opera è un delizioso film per tutti costruito da moltitudini sorprendenti. Mister Link non è un mostro solitario, è solo una creatura spaventata alla disperata ricerca di un senso del luogo, che odia essere ricordato per la sua natura insolita. Frost è un burbero e un mascalzone, ma a sua volta anche un uomo solitario che cerca disperatamente di definirsi secondo gli standard dei “Grandi Uomini”. Adelina, che inizialmente viene presentata come vedova in una villa, finisce per servire come il cuore morale di tutta la spedizione, anche quando le intenzioni di coloro che le stanno intorno cambiano di minuto in minuto, la sua sfida sostiene tutto intorno a lei. Personaggi ben definiti e una storia ben scritta garantiscono 95 minuti piacevoli che scorrono eccezionalmente veloci. Sicuramente è la produzione più brillante dello studio fino ad oggi, sia nei suoi aspetti tematici che visivi. Lo scrittore/regista Chris Butler riesce a toccare il razzismo, la misoginia e le nozioni più ampie di discriminazione, in modi abbastanza chiari da connettersi con bambini piccoli e abbastanza ingegnosi da farlo con gli adulti. È anche una lezione sull’amicizia, sull’empatia, l’autostima, l’identità e, ad un livello più profondo, uno smantellamento arguto e abile del colonialismo britannico.

Voto Autore: 3.5 out of 5 stars

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