Siamo nel 1992. Sono passati più di dieci anni dall’uscita de La casa (1981), il film che Sam Raimi, all’epoca giovanissimo, realizza con non poche difficoltà. La casa ottiene un enorme successo e contribuisce, quasi inconsapevolmente, a riscrivere  le regole del genere horror. Qualche anno dopo è la volta de La casa 2 (1987) uno stravagante sequel grazie al quale Raimi dà sfogo a tutto il suo estro visivo. La pellicola mescola gli elementi della commedia, del terrore e del cartoon ed è difficile stabilire  a quale genere appartenga. La si potrebbe considerare una sorta di horror comedy allucinata e visionaria. All’inizio degli anni Novanta Raimi è pronto a realizzare il capitolo finale di quella che diventerà celebre come la saga di Evil Dead: L’armata delle Tenebre.

L’armata delle tenebre
Bruce Campbell è Ash

Il film inizia esattamente dove La Casa 2 terminava.  Dopo aver combattuto coraggiosamente contro le forze del male, Ash (Bruce Campbell), eroe impavido e strampalato, viene catapultato attraverso un enorme portale nel lontano XIV secolo. Giunto in un luogo non ben definito del Medioevo  deve  vedersela con gli abitanti del posto tutt’altro che benevoli nei suoi confronti. E’ in corso la battaglia tra l’esercito di Enrico il Rosso e i cavalieri di Lord Arthur, feudatario del posto che vede in Ash una spia dell’esercito nemico. Sottratte le armi viene gettato in un pozzo dove dovrà vedersela con un’orribile creatura demoniaca. Ash sarà in seguito salvato dal mago di corte convinto che l’uomo sia l’Eletto, colui che è destinato a trovare il mitico Necronomicon, il libro dei morti. Attraverso la distruzione del malefico tomo Ash potrebbe restituire la pace nel regno e tornare nella sua epoca. E così, sebbene riluttante, accetta di compiere l’ardua impresa che, com’è ovvio, si rivelerà tutt’altro che semplice.

L’armata delle tenebre
Ash e il suo alter ego malvagio

Temerario e al tempo stesso goffo, maldestro e dotato di poco acume, Ash  combinerà un guaio dopo l’altro. Pronunciando in modo errato la formula magica che avrebbe dovuto distruggere il libro maledetto, Ash  risveglierà invece un nutrito esercito di morti viventi che avanzerà con fare minaccioso alla volta del castello. Ci sarà una battaglia surreale dalla quale il nostro eroe verrà fuori ammaccato ma indenne. Riuscirà a tornare a casa? In realtà la risposta è piuttosto complicata visto che esiste per L’armata delle tenebre un doppio finale. Quello ufficiale, prevedibile e ottimistico, imposto dalla produzione e quello che Raimi invece avrebbe voluto. Ash prendendo una dose eccessiva di pozione magica si sarebbe svegliato in un futuro post-apocalittico dal quale probabilmente non sarebbe potuto più tornare indietro.  

L’armata delle tenebre

L’armata delle tenebre che pure è visibilmente legato ai precedenti episodi della saga, è comunque un film indipendente, autonomo. Cambia  l’ambientazione e il cottage malandato lascia il posto a un Medioevo popolato da cavalieri armati, creature demoniache e scheletri parlanti. Scelta audace quella di Raimi che prende un anti-eroe come Ash, emblema dell’uomo medio americano  e lo trasporta in un contesto fantasy. L’armata delle tenebre non è, infatti, solo un’esilarante commedia con elementi horror (che però non spaventano più). E’ una sintesi di atmosfere e intuizioni appartenenti a quel cinema di fantasia e rinvenibili forse solo nei film di George Mèliés,  quello che il cinema dell’illusione lo aveva inventato. Di gag visive ricche di trucchi ce ne sono in grande quantità. Dai minuscoli Ash che saltano fuori dai frammenti di uno specchio, all’estenuante battaglia tra Ash e il suo alter ego malvagio. Straordinaria la sequenza finale in cui l’armata degli scheletri parlanti risorge dalla terra. All’epoca non c’era il digitale eppure gli effetti speciali sono eccezionali, quasi impensabili per l’epoca. Raimi si affida anche alla stop motion così com’era accaduto negli episodi precedenti e stavolta ha un budget di tutto rispetto.

Certo, a vederli oggi gli effetti speciali del film appaiono un po’ grossolani eppure L’armata delle tenebre oltre a  commuovere i nostalgici (quelli che quel cinema là lo conoscono bene) conquista le generazioni più giovani per via soprattutto dell’originalità della storia che raramente oggi il cinema d’intrattenimento propone. Oltre a conoscere i trucchi del mestiere, con L’armata delle tenebre, Raimi dimostra ancora di essere un grande regista soprattutto per gli straordinari movimenti della macchina da presa. Dispiace un po’ però che abbia fatto a meno delle mitiche soggettive che avevano terrorizzato i primi spettatori de La Casa.

l’esercito degli scheletri

Dopo la saga di Evil Dead il regista americano sperimenta generi diversi, passa dal western al fumetto, alla commedia fino a tornare all’horror nel 2009. La sua abilità registica matura negli anni tuttavia  quell’incontenibile fantasia, la follia che aveva caratterizzato gli inizi della sua carriera è venuta meno. Qualche anno fa Raimi ha stupito tutti rivelando che si stava occupando di una serie televisiva basata sulla trilogia di Evil Dead, una serie voluta fortemente da lui e dall’amico Bruce Campbell. Nel 2016 viene trasmessa in tv la prima stagione di  Ash vs. Evil Dead.  Bruce Campbell sebbene un po’ invecchiato è tornato a vestire i panni di Ash che munito delle sue celebri armi, motosega e fucile, è pronto nuovamente a combattere contro il male.

Voto Autore: 4 out of 5 stars

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