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Il movente, un dramma che si tinge di giallo

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Chiunque almeno una volta nella vita abbia avuto velleità letterarie, provando anche solo per diletto a scrivere racconti, poesie o persino romanzi, ha sicuramente dovuto superare l’ostacolo della pagina bianca. La scrittura nasce da un atto creativo e intuitivo, ma quando l’immaginazione viene a mancare dove trovare l’ispirazione? Una soluzione possibile e di sicuro originale sembra essere quella tentata dal protagonista de Il movente (El autor), diretto dal regista spagnolo Manuel Martín Cuenca, disponibile su Netflix.

Cuenca è noto per la sua capacità di destare meraviglia nel suo pubblico con storie singolari e irriverenti, che pongono l’accento sulle debolezze umane. Nel suo primo film, La flaqueza del bolchevique, ci sorprende con le vicende di uomo ossessionato da una giovane ragazza, mentre con La mitad de Óscar, la sua impudenza si esplicita nella rappresentazione di un amore incestuoso. In Caníbal affronta invece il tema spinoso del cannibalismo con rara eleganza.

Con Il movente, liberamente ispirato al primo romanzo di Javier Cercas, il regista tenta nuovamente di stupirci con un giallo sui generis incentrato su un uomo pronto a tutto pur di diventare scrittore.

Cast e premi

Uscita nelle sale nel 2017, la pellicola ottiene numerosi e importanti riconoscimenti internazionali tra cui il prestigioso Premio della Critica al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián e il premio FIPRESCI al Toronto International Film Festival.

Nel ruolo del protagonista troviamo il talentuoso Javier Gutièrrez Álvarez, che per la sua magistrale interpretazione ottiene per la seconda volta il Premio Goya come miglior attore, dopo quello ricevuto per La isla mínima (2014). Nel cast sono presenti anche Marìa Leòn, Adelfa Calvo, Adriana Paz, Tenoch Huerta e Antonio de la Torre Martìn.

Il movente

Il movente – Trama

Siviglia, terzo millennio. Álvaro è un impiegato di uno studio notarile, ma sogna di diventare scrittore e di superare in talento sua moglie Amanda premiata autrice di best seller. In cerca dell’ispirazione letteraria, prova a seguire i suggerimenti del suo professore di scrittura creativa traendo spunto dalla realtà che lo circonda. Così si insinua nella vita dei suoi vicini per trovare materiale interessante per il suo primo romanzo, ma qualcosa va storto e questo esercizio letterario diventa sempre più un gioco pericoloso.

Un’ossessione accecante

Il sogno di Álvaro si trasforma presto in ossessione. E quando i risultati non arrivano subentra l’orgoglio ferito, poi l’arroganza, la superbia. In particolare verso sua moglie Amanda e i suoi romanzi considerati di scarso valore, soltanto dei prodotti commerciali pronti a soddisfare un pubblico poco raffinato. La vera letteratura è altro. Di questo ne è convinto. E lui sarà capace di dimostrarlo a qualsiasi prezzo. Dopo la loro separazione è costretto a trasferirsi in un nuovo condominio, che diventerà teatro di nuove e interessanti avventure. Intanto continua ad impegnarsi con scarsi risultati nell’esercizio della scrittura e a frequentare i corsi di Juan, un professore di scrittura creativa eccentrico e carismatico. Da lui apprende una lezione importante: la finzione si basa sulla realtà.

Il movente

Vivi, osserva, ascolta

Prendendo alla lettera i suoi suggerimenti “vivi, osserva, ascolta”, Álvaro va alla spasmodica ricerca dei personaggi per il suo primo romanzo. E finalmente li trova nel suo condominio, che si presenta come un coacervo di individui grotteschi: Lola, una portinaia frustrata in piena crisi di mezza età; Irene e Enrique, due coniugi messicani senza soldi e con problemi di integrazione sociale; il signor Montero, un misantropo dai modi burberi e sprezzanti.

A poco a poco Álvaro si insinua nelle loro vite e come un vero e proprio demiurgo finisce per manipolarle fornendo loro un impulso, un movente appunto, ad agire. Il risultato è il dramma, un dramma che si tinge di giallo.

Il movente – L’umorismo di Cuenca

Con sagace ironia Cuenca mostra il ridicolo dei suoi personaggi senza mai però esprimere un giudizio negativo, ma inducendo lo spettatore a provare per loro una profonda e spesso indulgente simpatia umana. Il suo è un umorismo quasi pirandelliano in grado di suscitare il riso ma anche di far riflettere sui veri motivi sottesi all’agire umano. Álvaro pur di raggiungere il suo obiettivo si trasforma in un vero proprio demiurgo capace di pilotare la vita degli altri, di plasmare una materia preesistente. Tuttavia non siamo in grado di giudicarlo, perché in fondo nel suo delirio riconosciamo con amarezza una condizione che accomuna tutti noi. Chi non ha mai adoperato ogni stratagemma per inseguire un sogno? Chi non ha mai sfidato le proprie capacità per dimostrare a sé stesso di potercela fare?

Il movente

In conclusione

Il movente è un film irriverente, arguto, provocatorio che affronta tematiche complesse con un’elegante leggerezza. La macchina da presa osserva con attenzione personaggi bizzarri e bislacchi muoversi nella landa desolata delle loro frustrazioni, dei loro sogni infranti e disattesi. Mentre questo circo di personaggi mette in scena lo spettacolo delle loro esistenze, emerge una stimolante riflessione sulla creazione dell’opera letteraria e sul rapporto tra realtà e finzione. La narrazione procede con ritmo incalzante e frenetico per sfociare dirompente nel colpo di scena finale che ribalta ogni plausibile aspettativa del pubblico.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Il movente ci trasporta in una dimensione sospesa tra realtà e finzione, creazione e opera d'arte, autore e personaggi, per riflettere con un sorriso sarcastico sulla vanità umana.
Alessia Pennino
Alessia Pennino
Il cinema ha sempre rappresentato per me il rifugio perfetto dalle vicissitudini quotidiane, un porto sicuro dalla realtà, ma anche la dimensione ideale in cui sogni e desideri prendono forma. Ho sempre coltivato un interesse profondo per quest'espressione artistica, immaginandomi un giorno di scrivere recensioni per poter esprimere il mio punto di vista.

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