Dopo la proiezione di Hamnet a Londra, Chloé Zhao e Sam Mendes hanno parlato apertamente del costo emotivo che comporta dirigire un film come questo.
Mendes è uno dei produttori del film candidato a otto premi Oscar (qui la recensione) – nonchè regista dell’atteso biopic sui Beatles – ha parlato francamente delle emozioni provate durante le riprese.
Il dialogo che c’è stato tra i due artisti non è stato un semplice scambio promozionale. Si è creato un momento di riconoscimento reciproco tra due registi che hanno vissuto sulla propria pelle l’intensità del processo creativo. Mendes ha descritto la responsabilità di guidare un set come un continuo assorbire l’energia e le inquietudini altrui, mantenendo però un’apparenza di controllo e calma. Zhao ha ampliato quella riflessione su un piano personale, parlando della necessità di accettare che ogni trasformazione artistica comporti una rinuncia. Dal loro confronto è emersa una consapevolezza condivisa: la regia non è solo tecnica o visione, ma anche esposizione, vulnerabilità e talvolta sacrificio.

Hamnet e i momenti più intensi sul set
Ma Hamnet non è solo sfida emotiva, è anche fonte di momenti straordinari sul set. Mendes ha spiegato la difficoltà di esprimere le proprie emozioni durante le riprese: “Stai girando una scena straordinaria e provi trionfo ed eccitazione, ma non puoi dire nulla, altrimenti rovini la ripresa. Non c’è sfogo. Non puoi urlare”. Zhao, invece, confessa di lasciarsi andare: “Quando dico ‘Taglia!’ urlo, corro, agito le braccia… Paul Mescal mi guarda e dice: ‘Se non lo capisco, significa che non va bene?’”.
Tra i momenti più memorabili di Hamnet, Zhao ricorda la scena della nascita dei gemelli: “Magicamente quel bambino, al momento perfetto, ha iniziato a muoversi e persino a fare questo piccolo rumore. Avevamo tutti la stessa espressione di Jessie Buckley. E poi Emily Watson, e il resto degli attori che interpretano le ostetriche, sono corsi tutti verso di noi. L’operatore di ripresa piangeva e tremava. Sono momenti come questi in cui senti come se l’universo fosse con te”.

