Recensioni FilmGoat: il nuovo film d'animazione Sony che è già un successo

Goat: il nuovo film d’animazione Sony che è già un successo

Goat è un film d’animazione della Sony Pictures Animation del 2026 diretto da Tyree Dillihay. Anche se forse non è stato il trionfo assoluto che tutti speravano, Goat è un vivace film d’animazione co-prodotto da Stephen Curry (che presta anche la voce a una giraffa) e nato dalla casa di produzione Unanimous Media da lui co-fondata, riesce comunque nel suo obiettivo principale: essere intrattenimento per famiglie e giovani aspiranti atleti. E loro, il pubblico a cui è destinato, ne andranno matti.

I film d’animazione sugli animali sono divertenti, così come le storie di riscatto sportivo: quindi, unire entrambi gli elementi, come fa il film sportivo con animali Goat, si rivela più piacevole di quanto i trailer lascino intendere.

In quest’epoca in cui le celebrità dello sport vengono pagate cifre astronomiche, non sorprende che un bambino voglia diventare un campione. E per “bambino” intendo, ovviamente, una giovane capra. La nuova produzione della Sony Animation ha come protagonista proprio una di queste capre, Will, che aspira a giocare nei campionati maggiori nonostante la sua piccola statura.

Ispirato alla lotta di Stephen Curry per raggiungere il successo nonostante i numerosi ostacoli (il grande cestista è produttore e presta la sua voce a un piccolo personaggio), Goat inizia con un giovanissimo Will che guarda una partita di roarball (una sorta di basket senza regole, giocato da animali) e dichiara a sua madre (Jennifer Hudson) che è quello che vuole fare da grande.

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Goat

Goat: la trama

I registi Tyree Dillihay e Adam Rosette, insieme a un trio di sceneggiatori e a un team di animatori, danno vita a un mondo super movimentato in stile Zootropolis chiamato Vineland, dove il caprone Will (doppiato da Caleb McLaughlin), in difficoltà con l’affitto, riceve un’occasione d’oro quando una proprietaria senza scrupoli, il facocero Florence Everson (Jenifer Lewis), lo inserisce nella squadra dei suoi sogni, i Thorns.

La bassa statura di Will e la sua inesperienza irritano il suo idolo Jett Filmore (Gabrielle Union), la stella ormai non più giovanissima dei Thorns. Il gruppo eterogeneo di giocatori e compagni di squadra meriterebbe più spazio sullo schermo, in particolare un drago di Komodo doppiato da Nick Kroll.

Tutti gli atleti sognano di conquistare il trofeo The Claw, il massimo simbolo del successo. L’azione sportiva ad altissima intensità, il gioco principale, chiamato roarball, una via di mezzo tra rollerball e il basket, dà vita a sequenze energiche e spettacolari. Ma i momenti migliori arrivano quando Goat rallenta un po’ e lascia che Jett e Will si conoscano davvero, parlando dei loro punti di forza, delle speranze, dei difetti e delle paure.

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Goat: la recensione

Lo stile di animazione ipercinetico, che presenta non poche somiglianze con i successi dello Spider-Verse della Sony, può risultare un po’ implacabile per gli spettatori adulti che non consumano costantemente sostanze zuccherine. Ma le immagini in CGI sono innegabilmente sbalorditive e spesso molto divertenti nella loro rappresentazione di un colorato mondo antropomorfo popolato da animali atletici di ogni tipo.

Se cercate un’atmosfera alla Space Jam/Kung Fu Panda, Goat fa al caso vostro: Goat è un film intelligente, divertente e realizzato in modo davvero impeccabile. Ha un messaggio positivo, una colonna sonora fantastica e qualcosa di interessante da dire.

Goat

Goat pone un’enfasi sorprendente sugli intrighi dirigenziali che si celano dietro una squadra vincente, e lo sport fittizio stesso è un ibrido tra basket e calcio, con tanto di ego smisurati sui social media. Will Harris deve superare i pregiudizi sulla sua bassa statura; “Non è piccolo, è di statura media”, ci viene detto, ma le sue aspirazioni sono grandi e Goat si assesta su un familiare ritmo di autoaffermazione. Gli insulti su “tua madre” sono più maturi di quanto ci si potrebbe aspettare, così come la pratica dei giocatori di pubblicare diss track l’uno contro l’altro, ma si tratta a tutti gli effetti di una parodia dello sport nel 2026, e forse è qualcosa in cui i ragazzi di oggi possono identificarsi.

Goat è un film per ragazzi brillante ed energico con una morale ragionevole sul non cedere alle “criptovalute” e sull’essere pronti a fare sacrifici; Will deve vendere le sue scarpe da ginnastica preferite per realizzare il suo sogno, e Goat si presenta come una classica storia di riscatto.

Non solo per bambini

Non solo per bambini ma anche per i loro genitori adulti, Goat è il film del momento, una storia frenetica su una capra ambiziosa che vuole diventare un campione di basket e ha l’occasione di dimostrare il suo valore quando viene selezionata per unirsi a una squadra importante che sta attraversando una lunga serie di sconfitte.

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Ambientato in una giungla urbana dal design favoloso e caratterizzato da uno stile di animazione pittorico visivamente accattivante, il racconto avvincente è ricco di riferimenti alla cultura pop e si snoda a un ritmo frenetico, quindi non c’è pericolo di addormentarsi.

Sotto la superficie del divertimento si cela una serie di messaggi positivi che riguardano il rispetto di sé, il lavoro di squadra e l’amicizia, con un pizzico di corruzione aziendale a completare il tutto.

A differenza di altri film per famiglie degli ultimi anni, non c’è nulla di forzato, l’avventura è al centro della scena dall’inizio alla fine. 

A quanto pare, le grandi case di produzione hanno capito cosa il pubblico è disposto a tollerare e cosa no.

In conclusione

In definitiva, Goat rafforza lo status di Sony come lo studio di animazione mainstream più audace dal punto di vista visivo attualmente in circolazione.

La sua ambizione estetica eleva una narrazione sportiva convenzionale in qualcosa di energico e memorabile, anche se la sceneggiatura raramente osa altrettanto.

Goat

Il film dimostra che lo stile può dare nuova linfa alla formula, ma suggerisce anche che la prossima evoluzione di questo movimento dell’animazione richiederà una narrazione altrettanto audace quanto la sua grafica per ottenere un successo clamoroso.

Il trailer del film

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Con un cast di doppiatori eccezionale, animazioni impeccabili e un solido messaggio morale per i più giovani, Goat ripropone un gioco familiare con stile e finezza tali da poter competere con i grandi classici.
Laura Pavanello
Laura Pavanello
Con la fantasia si può fare il più spettacoloso viaggio che sia consentito ad un essere umano". E questo per me è il cinema, il mio oggetto di studi, la mia passione, ma soprattutto il luogo dove i sogni diventano realtà.

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