Gente comune (Ordinary people) è un film drammatico americano del 1980, nonché il primo lungometraggio diretto dal premio Oscar Robert Redford. Il film è interpretato da Donald Sutherland, Mary Tyler Moore, Judd Hirsch e Timothy Hutton.
La pellicola è valsa a Robert Redford il premio Oscar alla regia e a Timothy Hutton quello per miglior attore non protagonista.
Robert Redford dimostra di essere un regista dotato di una straordinaria intelligenza emotiva con Gente comune, un promettente debutto che osserva abilmente la disgregazione di un nucleo familiare attraverso quattro interpretazioni superbe.
Gente comune di Robert Redford è un film sobrio ma potente su come il dolore venga gestito in modo diverso dai membri di una famiglia che vivono una tragedia inimmaginabile. Ciò che rende speciale Gente comune è il modo in cui tratta la malattia mentale e la depressione con sincerità e senso di appartenenza. Donald Sutherland, Timothy Hutton, Mary Tyler Moore e Judd Hirsch offrono tutti interpretazioni straordinarie e commoventi.

Gente comune: trama film
Basato su un romanzo di Judith Guest, Gente Comune è un film sulla repressione del ceto bianco altolocato protestante. Il film, infatti, ci presenta i Jarrett, una famiglia perfettamente curata con un prato perfettamente curato nell’elegante periferia di Lake Shore a Chicago.
Sembra che abbiano tutto. Il patriarca Calvin (Donald Sutherland) è un avvocato tributarista presso lo studio più prestigioso della città, mentre la mamma Beth (Mary Tyler Moore) è una presenza fissa del country club che sembra non avere mai un capello fuori posto. La loro casa è illuminata dal leggendario direttore della fotografia John Bailey con le tonalità brunite e maestose che si potrebbero trovare in un museo. Il bel figlio Conrad (Timothy Hutton) è una stella della squadra di nuoto in una scuola privata di lusso ed è appena uscito da un ospedale psichiatrico dopo aver tentato il suicidio.

Il titolo è una battuta ironica, perché durante questi 124 minuti scopriamo che i Jarrett, nonostante tutta la loro ricchezza e i loro privilegi, sono tristi e rovinati quanto tutti noi. Forse di più. Sotto queste superfici immacolate si agitano passioni e risentimenti indomabili, repressi e soffocati in nome del mantenimento delle apparenze. Il loro figlio maggiore, Buck, è annegato in un incidente in barca sul lago Michigan non molto tempo fa. Conrad soffre di una paralizzante combinazione di senso di colpa del sopravvissuto e disturbo da stress post-traumatico, mentre la soluzione di sua madre è semplicemente non parlarne. Questa è la sua soluzione a tutto.
Conrad alla fine impara a parlarne, grazie a uno psichiatra meravigliosamente burbero e invadente interpretato da Judd Hirsch.
Gente comune: la recensione
Guardare Gente Comune oggi richiede una certa dose di immaginazione storica, ricordando un’epoca in cui l’assistenza sanitaria mentale era molto più stigmatizzata e una scena come quella di Calvin che dice a un conoscente a cena che il figlio sta vedendo uno psichiatra potrebbe plausibilmente scatenare una profonda imbarazzo in Beth.
Gran parte del film è stata codificata nella cultura pop. Quanto è perverso che l’incredibilmente bello e carismatico Redford abbia scelto di rimanere dietro la macchina da presa per il suo debutto, concentrando la sua attenzione su un tipo di dramma familiare che era più spesso relegato alla televisione. E a proposito di TV, ecco l’amatissima casalinga Mary Tyler Moore, che sa accendere il mondo con il suo sorriso, interpretando una delle madri meno materne del cinema con un’intensità fragile e sconvolgente.

Il tormentato patriarca interpretato da Sutherland è così gentile e triste che emana una certa dolcezza anche nei suoi momenti più formali. Gli occhi dell’attore sono pieni del dolore di un uomo che ama profondamente una moglie e un figlio che non riesce a comprendere. Possiamo capire da dove Conrad tragga la sua vulnerabilità. Hutton è straordinario nei panni del figlio che desidera ardentemente essere amato da una madre che non sa come farlo.
Il film è uno dei migliori studi sui personaggi, che analizza il modo in cui parliamo di depressione e affrontiamo idee come il suicidio. Non erano argomenti di cui si discuteva in quegli anni, ma come conseguenza del radicale cambiamento del cinema negli anni ’80, lo sguardo su come potrebbe essere una moderna famiglia americana è diventato Gente comune.
Gente comune è recitato così bene e diretto in modo così incisivo dall’allora esordiente Redford, che non appare nel film, che non possiamo fare a meno di apprezzare ancora una volta questa preziosa lezione.
Redford e il suo primo film
Gente comune è diretto con sensibilità e fantasia da Robert Redford, al suo debutto dietro la macchina da presa, ed è interpretato in modo superbo da un cast di tutto rispetto.
Non è un film perfetto, ma è comunque un film estremamente valido, la cui intuizione e potenza superano i suoi lievi difetti. Si tratta di un’opera bella e toccante, adatta a qualsiasi stagione: nel 1980, è stata pioggia dopo la siccità.

È un film straordinario, un evento irresistibile una volta che ti cattura nei suoi ritmi, un’esperienza così avvincente da lasciare senza fiato il pubblico. È un film di intrattenimento straordinario, un’esplorazione sensibile e artistica dell’amore e della perdita.
In conclusione
Gente comune di Robert Redford è un valido argomento a favore dell’incoraggiamento degli attori di talento a diventare registi. Come Paul Newman prima di lui, Redford porta una prospettiva diversa dietro la macchina da presa, una prospettiva che è benvenuta.
È una rarità tra i film perché è forte, sensibile, visivo e pieno di straordinari valori umani. Dovremmo tutti applaudire e ricordare Robert Redford per averlo realizzato.

Non è un film che possiamo dimenticare. Non è un film che dovremmo dimenticare.
