Recensioni FilmAll is Lost - Tutto è perduto: omaggio all'icona Robert Redford

All is Lost – Tutto è perduto: omaggio all’icona Robert Redford

All Is Lost – Tutto è perduto (All Is Lost) è un film statunitense-canadese del 2013 scritto e diretto da J. C. Chandor (Kraven – Il cacciatore) e interpretato dal leggendario premio Oscar Robert Redford, recentemente scomparso.

- Pubblicità -

Il film drammatico, di sopravvivenza vede come solo e unico interprete Robert Redford, con solo 51 parole pronunciate dal protagonista in tutto il film. È stato selezionato per partecipare fuori concorso al Festival di Cannes 2013.

Forte di un’altra straordinaria interpretazione in una carriera costellata di successi del genere, All Is Lost offre una toccante e preziosa testimonianza della capacità di Robert Redford di tenere lo schermo.

Le rughe profonde del volto abbronzato e segnato dal tempo di Robert Redford sono diventate, in un modo curioso, un affascinante paesaggio cinematografico, e nessuno fa conoscerle bene come il nuovo film di J. C. ChandorAll Is Lost, perché lui è l’unico personaggio presente.

- Pubblicità -
All Is Lost - Tutto è perduto

All Is Lost – Tutto è perduto: la trama

Solo nell’Oceano Indiano, a 1.700 miglia nautiche dallo Stretto di Sumatra, un uomo (Robert Redford) si sveglia e scopre che il suo yacht di 39 piedi, il Virginia Jean, sta imbarcando acqua dopo aver urtato un container alla deriva. Con la radio e gli strumenti di navigazione distrutti, si ritrova inconsapevolmente a navigare in una violenta tempesta. Con la sua determinazione, le sue abilità marinaresche e un’inaspettata riserva di forza, riesce a riparare lo scafo e a sopravvivere alla violenta tempesta.

Privo di strumenti moderni, naviga usando solo un sestante e carte nautiche, sperando che le correnti oceaniche lo guidino verso una rotta di navigazione. Combattendo contro il sole implacabile, gli squali che lo circondano e le provviste in diminuzione, l’esperto marinaio affronta la dura realtà della propria mortalità.

All Is Lost – Tutto è perduto: la recensione

Un thriller in mare aperto con un solo attore. Il regista è cresciuto tra la vela, quindi era solo questione di tempo prima che si cimentasse con le barche a vela in un film.

- Pubblicità -

Quasi privo di dialoghi, All Is Lost si affida interamente all’interpretazione magistrale di Robert Redford, alla colonna sonora di Alex Ebert, delicatamente utilizzata ma comunque inquietante, e al montaggio sonoro candidato all’Oscar, per sostenere tensione ed emozione. Il film offre un ritratto avvincente, potente e toccante dell’intraprendenza e della perseveranza umana.

Ciò che colpisce in All Is Lost è quanto Redford riesca a realizzare sullo schermo con così pochi dialoghi. La sceneggiatura di Chandor massimizza ogni parola, con un urlo memorabile e un singolo uso della parolaccia, mantenendo il film PG-13. Solo un attore del calibro di Redford poteva reggere una narrazione così minimalista.

All Is Lost - Tutto è perduto

All Is Lost segue, nei suoi 105 minuti di durata, l’uomo senza nome per otto estenuanti giorni in una lotta per la sopravvivenza. Redford trascina lo schermo con una presenza notevole, e Chandor permette alla macchina da presa di soffermarsi su di lui in modi che la maggior parte dei film raramente fa. Anche dopo tutto quello che ha dovuto sopportare, si prende ancora il tempo di radersi mentre la sua barca affonda. All’inizio del film, prima di un flashback di otto giorni prima, racconta una lettera che mette in una bottiglia, sperando che un giorno qualcuno possa trovarla.

Nonostante la sua natura solitaria, questa non è una performance appariscente. Con la nostra totale attenzione e una telecamera a distanza ravvicinata, Redford si rifiuta fermamente di esagerare, così intravediamo la sua crescente frustrazione in momenti superficiali, la sua inespressa tristezza sul volto mentre osserva la sua nave che affonda e il turbine di emozioni complesse che gli attraversano il volto mentre scrive (in silenzio) la lettera che abbiamo già ascoltato.

Chandor e la solitudine nel cinema

I film sulla solitudine assoluta raramente, se non mai, accadono. Lunghi periodi di isolamento al cinema sono solitamente interrotti dall’illusione della compagnia e da una grande quantità di dialoghi interiori. Sandra Bullock ha avuto George Clooney (reale o immaginario) nel suo thriller alla deriva nello spazio Gravity; Tom Hanks ha parlato con il suo immaginario amico pallone da calcio Wilson in Cast Away. Ogni proiezione della mente del protagonista abbandonato ha uno scopo, non solo quello di rappresentare figurativamente un bisogno fondamentale nella psiche del personaggio di interrompere la propria solitudine, ma anche quello di dare al protagonista qualcuno con cui parlare, anche solo per il bene del pubblico.

Reale o meno, guardare un personaggio interagire o borbottare con un’altra entità (che sia una persona, un animale o una cosa) è più facile che guardare un essere umano accettare volontariamente il proprio isolamento in un calmo silenzio. Per sua stessa natura, la solitudine non è cinematografica.

Con All Is Lost , lo sceneggiatore e regista J.C. Chandor dimostra che questa verità è falsa. Ravviva il silenzio e la solitudine attraverso l’azione, come farebbe un regista del cinema muto. 

Chandor ha costruito una produzione impressionante. A livello tecnico, lui e il direttore della fotografia Frank G. DeMarco utilizzano una combinazione di riprese in esterni e green screen. Nel frattempo, la rigorosa ripresa di DeMarco ci tiene coinvolti in ogni azione di Redford, e il montaggio di Pete Beaudreau è parsimonioso e non ricorre mai a tagli bruschi per aumentare artificialmente l’energia del film.

In conclusione

All Is Lost non tenta di poeticizzare la lotta per la sopravvivenza del Nostro Uomo trasformandola in un’allegoria personale del personaggio, attraverso la quale risolve i suoi problemi esistenziali.

Il film elimina i soliti fronzoli emotivi di un conflitto tra Uomo e Natura e affronta la storia con profonda compostezza e semplicità narrativa. Di conseguenza, l’interpretazione straordinariamente composta di Redford è cruciale per il successo del film; e non è difficile immaginare un’altra versione del film di Chandor senza Redford, che fallisca completamente perché il suo protagonista non ha la stessa presenza. Nonostante tutta la sua disciplina, All Is Lost è un film encomiabile e coinvolgente, ma anche un raro risultato in un cinema sobrio.

All Is Lost - Tutto è perduto

In definitiva, All Is Lost mette in mostra una delle migliori interpretazioni di Robert Redford in una carriera durata quasi sette decenni, una degna testimonianza del suo talento duraturo sia davanti che dietro la telecamera.

Il trailer del film

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

All Is Lost racconta la lotta dell'uomo contro il mondo e la società. I ​​problemi che affrontiamo invecchiando, sottolineando che non esiste mai una risposta facile o soddisfacente, e che il lieto fine non è sempre garantito. Anche senza dialoghi, l'interpretazione di Robert Redford è silenziosamente ipnotizzante.
Laura Pavanello
Laura Pavanello
Con la fantasia si può fare il più spettacoloso viaggio che sia consentito ad un essere umano". E questo per me è il cinema, il mio oggetto di studi, la mia passione, ma soprattutto il luogo dove i sogni diventano realtà.

CONDIVIDI POST:

IN TENDENZA ORA

RACCOMANDATI

All Is Lost racconta la lotta dell'uomo contro il mondo e la società. I ​​problemi che affrontiamo invecchiando, sottolineando che non esiste mai una risposta facile o soddisfacente, e che il lieto fine non è sempre garantito. Anche senza dialoghi, l'interpretazione di Robert Redford è silenziosamente ipnotizzante. All is Lost - Tutto è perduto: omaggio all'icona Robert Redford