Recensioni FilmFast and Furious 5, il film che alza la posta in gioco

Fast and Furious 5, il film che alza la posta in gioco

Fast and Furious 5 è il quinto capitolo del franchise, uscito nel 2011. Con Fast Five la saga abbandona la centralità delle gare clandestine per trasformarsi in un heist movie corale, con missioni impossibili in giro per il mondo. Protagonisti sono Vin Diesel, nei panni del ricercato Dominic Toretto, e Paul Walker, nei panni dell’ex detective Brian O’conner. Ad accompagnarli, Mia, sorella di Dom, intepretata da Jordana Brewster.

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Questa pellicola riporta in scena diversi personaggi introdotti nei quattro capitoli precedenti, concependo la prima versione della ”familia” tanto cara a Toretto. Ritroviamo Chris ”Ludacris” Bridge (Tej), Tyrese Gibson (Roman), Gal Gadot (Gyselle), Sung Kang (Han). Con un boss mafioso che rimane per lo più sullo sfondo, la centralità della scena se la prende Hobbs, interpretato da Dwayne Johnson, qui introdotto per la prima volta. Lo scontro fisico e psicologico tra Hobbs e Toretto è uno dei più coinvolgenti e brutali della saga.

Fast and Furious 5 – Trama

Dopo essere stato arrestato, Dominic Toretto riesce a scappare grazie all’aiuto di Brian e Mia. I tre diventano ricercati internazionali e decidono di fuggire dagli Stati Uniti. Mia e Brian vengono ospitati a Rio de Janeiro da Vince, vecchio amico di Dom.

Non avendo risorse e denaro, i due accettano di partecipare ad un colpo vecchio stile organizzato da Vince e i suoi soci. Il colpo consiste nel rubare delle auto di lusso ospitate da un treno in movimento. Una volta a bordo, avrebbero potuto ricongiungersi con Dom, già al corrente del piano.

Quella che doveva essere una semplice rapina si complica: vengono coinvolti due mercenari che lavorano per Hernan Reyes, potente boss mafioso di Rio. I due uccidono tre agenti della DEA, dimostrando di non essere realmente interessati alla rapina. Quello che cercano è un chip informatico, inserito in una Ford GT40. Sul treno nasce uno scontro con i due mercenari, al termine del quale Dom e Brian riusciranno a scappare insieme all’auto.

Si nascondono nelle favelas, con Reyes che dà loro la caccia per riavere il chip. Allo stesso tempo, la polizia capeggiata dall’agente Hobbs fa lo stesso. Per resistere ad una caccia su più fronti, Dom decide di creare un team per derubare Reyes e riconquistare la libertà.

Fast and Furious 5

Fast and Furious 5 cambia le carte in tavola

Questo film rappresenta il primo grande film corale della saga. Dopo pellicole ambientate a Los Angeles, in cui i protagonisti erano impegnati a rubare auto e fare le gare clandestine, questo capitolo alza la posta in gioco. Inoltre, dà una direzione chiara a quella che sarebbe stata la saga anche nei capitoli successivi.

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Riprendendo alcune atmosfere alla Ocean’s Eleven, da adesso in poi sarà il team il grande protagonista del franchise. Anche la natura delle missioni sarà differente: dalle rapine di auto si passa a fronteggiare boss, hacker e agenti che vogliono il potere o la distruzione del mondo.

Il contrasto centrale nel film è quello tra fuga e libertà. La fuga dalla polizia che dà loro la caccia e la ricerca della libertà ottenibile grazie al denaro. Ma non solo, lo scontro con Reyes è anche simbolico, non solo pratico. Dom decide di attaccare il boss brasiliano non solo per rubargli i soldi e liberarsi di chi gli dà la caccia, ma anche per liberare Rio dall’oppressione, dalla corruzione e dal potere di un boss che lascia dietro di sé solo miseria.

La caratterizzazione dei personaggi

Come di consueto, la sceneggiatura è funzionale a creare spettacolo e scontri. I dialoghi sono brevi e per lo più poco profondi. Lo sviluppo dei personaggi è altrettanto scarno. In una trama corale che coinvolge molti personaggi, c’è poco spazio per ciascuno di essi. Si cerca di definirli soprattutto da un punto di vista estetico, completandoli con tratti distintivi che li rendano facilmente identificabili. E quindi abbiamo l’hacker, gli specialisti in esplosioni, un ”camaleonte”, un ”chiacchierone” e così via.

Alcuni attori hanno una forte presenza scenica. Oltre a Diesel e Paul Walker che hanno anche più spazio, sicuramente Dwayne Johnson è visivamente dirompente e la comparazione con Toretto è un elemento fondamentale del film. Gal Gadot invece resta per il suo fascino: a lei le scene più sensuali di Fast and Furious 5.

In questo film nasce il mito di Fast and Furious: si abbandona ogni volontà di creare sequenze realistiche, si cerca l’onnipotenza dietro il volante. Le auto non sono più solo auto, diventano all’occorrenza scudi o armi. I personaggi non sono solo dei criminali, mutano in qualcosa di molto simile ai supereroi.

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Fast and Furious 5

Fast and Furious 5 – La regia di Justin Lin

Al centro dei film di Fast and Furious c’è l’azione. E questo film ha scene d’azione tra le più adrenaliniche della saga. La celeberrima sequenza finale, la fuga con la cassaforte, è ben diretta e sfrutta in maniera funzionale l’ambiente. Rio è protagonista ed entra in gioco nella fuga, aumentando la spettacolarità. Gli inseguimenti sono ben coreografati. Pedoni, auto, negozi, diventano imprevisti continui per gli inseguitori e aumentano la tensione. La regia accompagna con tracking shot sulla cassaforte, inquadrature larghe sul contesto urbano e primi piani sui protagonisti: tutto funzionale a far percepire il pericolo e far crescere la tensione.

Grande spazio anche agli scontri fisici, e Fast and Furious 5 contiene il più sentito della saga. Lo scontro tra Hobbs e Toretto è costruito sin dal primo inseguimento, in cui la regia crea la tensione tra di loro grazie a degli sguardi. Arriva nel finale ed è ben diretto e ben coreografato. Il ritmo alterna sequenze di pugni e calci a momenti più statici, in cui uno dei due sembra avere in pugno l’altro. Lo spazio scenico è ben sfruttato, cambiando continuamente luogo ed accedendo all’altro in maniera sempre rocambolesca. Inoltre, la tensione cresce quando Dom vede il suo team nelle mani della polizia. La regia accompagna con inquadrature strette, primissimi piani, ma anche inquadrature più larghe che contengono entrambi.

Nel complesso, è una regia abbastanza chiara che punta a mettere al centro sempre l’azione e che vuole enfatizzare la spettacolarità di ogni gesto, con un occhio di riguardo costante per le emozioni dei protagonisti.

Come di consueto, la musica è sempre presente e protagonista in Fast and Furious. Sia con musiche di tensione nelle scene action, sia con musica latina e leggera. Qui c’è Danza Kuduro nel finale che fa ballare anche lo spettatore.

Un villain bidimensione e poco minaccioso

Il vero punto debole del film è l’antagonista. Hernan Reyes, oltre ad essere un personaggio bidimensionale, non fa paura. Reyes è un mafioso che ha in pugno Rio e che compie azioni riprovevoli senza una reale motivazione di fondo. In aggiunta, non è un combattente e non è uno stratega, non viene avvertito come minaccioso. Di fatto, il vero pericolo percepito durante la visione è l’agente Hobbs. Reyes è più che altro simbolo di una corruzione da estirpare e il motore del piano di Dom.

I capitoli successivi correggeranno il tiro sotto questo punto di vista: in Fast and Furious 7 (qui la recensione) c’è un abile combattente, nell’ottavo capitolo una mente brillante e indecifrabile.

Conclusioni

Fast and Furious 5 è un film che aggiunge componenti alla heist movie che prima non c’erano. Ma non solo, qui nasce la mitologia di Fast and Furious. I personaggi diventano icone, le auto diventano estensioni del corpo, lo spettacolo cresce in un’escalation continua.

Questo cambio di rotta, che può piacere o meno, è ben contestualizzato grazie ad una sceneggiatura poco realistica ma chiara ed efficace. Anche la regia fa il suo esaltando la spettacolarità delle scene action.

I personaggi sono poco approfonditi, hanno per lo più una funzione simbolica. I rapporti si strutturano più su gesti o sguardi che altro. E questo è coerente con la funzione della sceneggiatura: puntare sull’azione spettacolare ed esagerata. Il team diverte ed è ben gestito: ogni personaggio ha un momento da protagonista ed è ben distinto dagli altri.

Lo scontro con Hobbs che arriva nel finale è ben coreografato, oltre ad essere ben costruito nelle fasi iniziali.

Nel complesso l’obiettivo è centrato. Il film intrattiene e diverte. Il ritmo è adeguato: c’è tanta azione ma anche spazio per scene di pianificazione, di dialogo o di creazione dell’attesa. Le scene d’azione non durano troppo e non stancano. Il film ha le sue parti più emotive o sentimentali (Mia e Brian, Dom ed Helena), ma anche quelle più leggere e comiche. Ci sono delle linee narrative strutturate a climax che raggiungono l’apice solo nel finale: la tensione crescente tra Dom e Hobbs, la pianificazione ed esecuzione del colpo.

PANORAMICA RECENSIONE

Sceneggiatura e soggetto
Regia
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Fast and Furious 5 raggiunge il suo obiettivo. Il film diverte e ci regala alcune delle sequenze action più adrenaliniche della saga. La sceneggiatura è surreale ma chiara ed efficace. La regia enfatizza le scene d'azione. Il cast incrementa i propri muscoli con l'ingresso di Dwayne Johnson e un'interpretazione dalla forte presenza scenica. Il ritmo è rapido ma non troppo: tanto action ma anche spazio a dialoghi e sequenze leggermente più introspettive. Il team funziona: ogni personaggio lascia il segno e c'è il giusto spazio per tutti. Unica nota dolente: un villain poco carismatico e dallo scarso impatto scenico.
Andrea Verde
Andrea Verde
Classe 2002. Cresciuto con la passione per i supereroi Marvel e DC, col tempo ho sviluppato uno sguardo più critico sul cinema, iniziando ad esplorare generi e stili diversi. Oggi saltello da una piattaforma all’altra in cerca di un action o una commedia capaci di sorprendermi. Non disdegno le grandi tamarrate: adoro Fast & Furious.

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