NewsDavid di Donatello: i sorpresi e i delusi

David di Donatello: i sorpresi e i delusi

Come sempre accade per i premi, la prima conta si fa dopo le nominations e i David di Donatello (qui la lista) non fanno eccezione. A spiccare in questa settantunesima edizione del premio cinematografico più prestigioso in Italia è Le città di pianura, con ben sedici candidature. Il secondo lungometraggio di Francesco Sossai aveva ricevuto una buona accoglienza già a Cannes, presentato nella sezione Un Certain Regard. Anche l’arrivo in sala, per un film dal budget ridotto, ha portato un incasso di poco sotto i due milioni e ottimi commenti. Pierpaolo Capovilla e Sergio Romanohanno ricevuto la candidatura per la miglior interpretazione, mentre non risulta nominato Filippo Scotti.

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A guardare il complessivo delle nominations, sarà La Graziadi Sorrentino l’altra opera in lizza per il miglior film. Sia Sossai che Sorrentino sono in lizza anche per la miglior regia assieme a Martone, Soldini e Mainetti. Fermi a una sola nominations i due principali incassi del 2025: Buen Camino e FolleMente.

David di Donatello: delusione per Queer?

Neanche questa produzione internazionale di Guadagnino sembra aver convinto del tutto la giuria dei David. Queerha ottenuto sì cinque candidature ma manca da categorie come miglior film e miglio regia. Ottimo il risultato per Soldini che con Le assaggiatriciottiene ben 13 nominations, sette le candidature per Fuoridi Martone.

Per la miglior interpretazione maschile, il ruolo in La Grazia potrebbe valere a Toni Servillo il quinto David, come Marcello Mastroianni ed Elio Germano. Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino e Barbara Ronchi sono candidate sia per la miglior interpretazione femminile che come non protagoniste. Singolari i casi di Paolo Virzì e Gabriele Mainetti. Il primo ha una nominations a miglior film per Cinque secondi, ma non è candidato alla miglior regia. Il secondo, al contrario, ha una candidatura alla miglior regia ma non al miglior film.

Stefano Minisgallo
Stefano Minisgallo
Si vive solo due volte come in 007. Si fanno i 400 colpi come Truffaut, Fino all’ultimo respiro come Godard. Il cinema va preso sul serio, ma non troppo. Ci sono troppi film da vedere e poco tempo, allora guardiamo quelli belli. Il cinema è una bella spiaggia, come nei film di Agnes Varda.

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