Recensioni FilmCuckoo: il nuovo horror direttamente dal Festival del Cinema di Berlino

Cuckoo: il nuovo horror direttamente dal Festival del Cinema di Berlino

Cuckoo è un film horror del 2024 scritto e diretto da Tilman Singer, con Hunter Schafer, Jan Bluthardt, Marton Csokas, Jessica Henwick e Dan Stevens.

Cuckoo ha avuto la sua prima mondiale al 74° Festival Internazionale del Cinema di Berlino il 16 febbraio 2024.

In natura, il cuculo è un animale selvaggio; è un uccello parassita di covata che depone le uova nei nidi di altri uccelli, ingannandoli e convincendoli a fare da genitori adottivi per i suoi piccoli.

E quando i pulcini si schiudono, uccidono gli altri spingendoli fuori dal nido. È un classico esempio di sopravvivenza del più forte. E sebbene Cuckoo di Tilman Singer non tratti esplicitamente di uccelli, è un film sulla sopravvivenza. 

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Cuckoo è un film unico, con un’idea incredibilmente bizzarra che il pubblico non dimenticherà facilmente. Tuttavia, la pellicola non riesce a svilupparsi a partire da un’idea interessante, affondando sotto il peso di elementi tematici complessi che non risultano mai pienamente realizzati.

Il film fa molto per creare un sovraccarico sensoriale e un’atmosfera suggestiva, sfruttando in modo particolarmente efficace il paesaggio sonoro, e potrebbe essere apprezzato come un’esperienza puramente immersiva, anche se la trama si riduce a qualcosa di piuttosto esiguo.

Cuckoo

Cuckoo: la trama

Gretchen (Hunter Schafer) è una diciassettenne che, con riluttanza, si trasferisce con il padre, Luis (Marton Csokas), e la sua famiglia nelle Alpi bavaresi. Gretchen sta ancora elaborando il lutto per la perdita della madre, e Luis e la sua matrigna, Beth (Jessica Henwick), sono troppo impegnati con la sorellastra muta di Gretchen, Alma (Mila Lieu), per accorgersene.

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Entra in scena l’eccentrico Dr. Konig (Dan Stevens in una delle sue interpretazioni più stravaganti), proprietario del vicino resort e stretto socio in affari di Luis e Beth. Offre a Gretchen un lavoro part-time in hotel per aiutarla ad ambientarsi, ma a due condizioni: deve chiudere alle 22 in punto e non può tornare a casa in bicicletta dopo il tramonto.

Ben presto, Gretchen inizia a capire il perché di queste regole: alcune donne vagano per l’hotel in stato confusionale e vomitano sul pavimento, e una strana creatura continua a seguire Gretchen di notte, ma nessuno le crede. La suspense cresce man mano che lei si trova costretta a prendere in mano la situazione e a cercare di sopravvivere a qualunque cosa la stia perseguitando.

Cuckoo: la recensione

Singer utilizza una singolare fusione di elementi estetici per infondere un affascinante senso di inquietudine. L’hotel sembra intrappolato in una capsula del tempo retrò, con i suoi toni rustici di marrone e giallo senape. Al contrario, l’enorme villa di Konig appare eccessivamente asettica, con il suo uso del bianco e delle vetrate. Lavorando con il direttore della fotografia Paul Faltz, crea un’esperienza onirica e coinvolgente che diventa progressivamente più angosciante.

Singer è indubbiamente un regista di talento, ma la storia avrebbe potuto essere migliore. Il film affronta i temi del lutto e dell’autonomia femminile, ma questi si perdono rapidamente di focalizzazione man mano che la narrazione procede.

Nel terzo atto, la situazione precipita, con una serie di colpi di scena che lasciano il pubblico con più domande che risposte. Alcuni apprezzeranno questo espediente, altri impazziranno cercando di decifrare il tutto. 

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Cuckoo

Singer riesce a mantenere con efficacia la sensazione di essere intrappolati in vari modi. Il film è avvincente dall’inizio alla fine, ma diventa un po’ confuso verso la conclusione, dove inserisce tutte le informazioni espositive necessarie.

Alcuni spettatori potrebbero non apprezzare gli effetti glitch del film o il suo messaggio di fondo sul corpo femminile e la maternità, ma Cuckoo rimane un’interpretazione audace e originale dell’horror psicologico.

Un cast bizzarro

Con Godzilla x Kong e Abigail, Stevens si è già affermato come uno dei migliori attori del cinema di genere, e in Cuckoo non si risparmia. Con un bizzarro accento tedesco e un flauto che gli ricordano Willy Wonka, esagera il ruolo come se fosse a una cena del Ringraziamento. E questo eccesso di zelo tende a mettere in ombra i suoi colleghi di scena, fatta eccezione per Schafer.

Schafer interpreta un ruolo altrettanto avvincente, con Gretchen che è un amalgama di regine dell’urlo provenienti da tutti i decenni e generi horror, come il giallo o gli slasher moderni. Urla, combatte, bacia belle donne; fa tutto questo mentre si ferisce continuamente. Ma Schafer eccelle davvero quando si mostra vulnerabile. Che stia chiamando in lacrime la segreteria telefonica della madre defunta o che stia riflettendo sul suo posto nel mondo, Schafer conferisce al suo ruolo una certa gravità che bilancia gli aspetti più kitsch del film.

In conclusione

Cuckoo potrebbe non essere il miglior film horror dell’anno, né il terzo migliore (quelli sono rispettivamente Late Night with the Devil e Lisa Frankenstein), ma è comunque un film piacevole.

Cuckoo

Stevens e Schafer sono fantastici e le scene di paura sono ben realizzate. Non sarebbe sorprendente se servisse una seconda o terza visione per apprezzare appieno ciò che Singer sta cercando di comunicare. C’è qualcosa di interessante; bisogna solo avere pazienza per trovarlo. 

Il trailer del film

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Diretto con estro inventivo da Tilman Singer e arricchito dalla personalità vivace degli attori Hunter Schafer e Dan Stevens, Cuckoo è un folle horror che si mantiene al limite della follia.
Laura Pavanello
Laura Pavanello
Con la fantasia si può fare il più spettacoloso viaggio che sia consentito ad un essere umano". E questo per me è il cinema, il mio oggetto di studi, la mia passione, ma soprattutto il luogo dove i sogni diventano realtà.

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