Recensioni FilmWonka: la recensione del film con Timothée Chalamet

Wonka: la recensione del film con Timothée Chalamet

A distanza di quasi vent’anni dal film burtoniano, lo scorso inverno il cioccolataio Willy Wonka ha fatto il suo ritorno nelle sale con Wonka. Un opera natalizia sulle origini del personaggio, che ripercorre alcune delle tappe fondamentali che lo hanno portato ad essere il re del cioccolato. Una vera icona, nata dalle pagine di Roald Dahl ed approdata poi nelle sale cinematografiche nel 1971.

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Ad interpretare questo fantastico personaggio niente poco di meno che Timothée Chalamet, attore ormai idolo dei giovanissimi, che va così ad unirsi a Gene Wilder e Jonny Depp nella cerchia di coloro che hanno vestito i panni di Wonka. Il nuovo idolo dei teenager ha retto la sfida, sopratutto in virtù del fatto che questa non è di certo la migliore delle versioni. Il film è ora disponibile su Sky ed in streaming su Now Tv.

Wonka: trama

Il giovanissimo cioccolataio Willy Wonka è appena approdato nella città dove i sogni possono realizzarsi e dove tutto può cambiare ed anche un ragazzo senza famiglia e senza denaro può costruirsi la propria felicità. Qui Wonka sogna di aprire un negozio di cioccolato nelle Gallerie Gourmet, il luogo più dolce e magico del mondo. Tuttavia, i suoi primi sforzi sono vani, dato che pur essendo oggetto di vanto di tutti coloroche degustano i suoi prodotti, Wonka incontra l’opposizione dei tre affermati cioccolatai del luogo, tre imprenditori che in tutti i modi e con tutti i loro mezzi cercano di sabotare il lavoro di quel giovane ed incontrollabile astro nascente.

wonka

Le leccornie di Wonka tornano ad addolcire il pubblico ma con amari risultati

L’opera cinematografica cult uscita negli anni ’70 non ha mai smesso di essere trasmessa nelle reti televisive di tutto il globo, e nel piccolo schermo italiano spesso navigava in quei pomeriggi di pioggia autunnali del sabato. Il remake firmato Tim Burton, da molti super criticato da altri super amato, non ha fatto che contribuire alla crescita del “culto” di quest’opera, nata per i più piccoli ma che è riuscita ad attrarre a se tutte le fasce di età.

E così dunque, a diversi anni di distanza, il mondo della fabbrica di cioccolato torna ad essere protagonista, e lo fa con un prequel sulle origini del mito: Willy Wonka. Natale 2024 è stato sicuramente segnato da questa pellicola, trascinata anche da Timothée Chalamet. L’attore newyorkese abbandona l’aspetto cupo e ambiguo di Depp e riprende i passi tracciati da Wilder, luminoso e raggiante nelle espressioni e nel riempimento della scena. Chalamet è un ottimo giovane Wonka, che fa il suo e da’ un pochino di movimento ad un film che altrimenti avrebbe fatto davvero molta fatica a decollare.

La nuova opera di Paul King presenta infatti diversi punti deboli che se non fosse stato per il protagonista avrebbero certamente reso Wonka un fiasco totale. Innanzitutto un problema che subito colpisce l’occhio è la scarsa qualità di tutto il comparto tecnico, a partire dalle scenografie ed ambientazioni, realizzate con una CGI spesso più che fuori forma. Il regista tenta poi invano di ispirarsi ai grandi musical dell’era d’oro di Hollywood ma, a parte quale canzone orecchiabile, Wonka sembra più che altro scimmiottare ciò che vorrebbe omaggiare. Un film che cade spesso nel parodistico, che in alcuni sprazzi riesce a scoccare qualche freccia (vedi i flashback del giovanissimo Willy con la madre), ma solo qualcuna, troppe poche per poter etichettare l’operazione come “riuscita”.

Tanti grandi nomi che non hanno però minimamente inciso

Hugh Grant, Rowan Atkinson, Olivia Colman e Sally Hawkins formano insieme a Chalamet un cast che per caratura fa alzare la pelle d’oca a qualsiasi amante della settima arte. Il problema sta nel fatto che questi rimangono solo dei nomi incisi all’inizio e alla fine della pellicola, senza trovare mai il loro più che meritato spazio. Hugh Grant è ridotto a una macchietta, stessa sorte per Oliva Colman e Atkinson altro non è che un prelato il cui minutaggio riservatogli non supera forse i cinque minuti.

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Sally Hawkins ha già una miglior sorte, i suoi momenti sono dolci e commoventi, ma anche qui si preme troppo sull’acceleratore ed i ricordi del piccolo Wonka che riguardano i bei momenti passati con la ormai scomparsa madre sono brevi e contati.

In conclusione

Il ritorno al mondo della fabbrica di cioccolato non è stato poi così allietante. Paul King non è riuscito a ricreare quel universo tanto amato conosciuto negli anni ’70 e rielaborato in seguito da Tim Burton. Wonka ha un aspetto tutto suo, e questa poteva anche essere un arma vincente, se non fosse che l’opera fatica a stare in piedi e ad oggi non si è ancora ben capita la sua identità. Il pubblico ha risposto in maniera più che positiva al film che ha incassato oltre 600 milioni di dollari, ma questo è da attribuire più alla figura del suo protagonista che al prodotto vero e proprio.

Wonka: trailer ufficiale

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Paul King non è riuscito a ricreare quel universo tanto amato conosciuto negli anni '70 e rielaborato in seguito da Tim Burton. Il film viaggia (lentamente) solo grazie al suo protagonista, il resto è dimenticabile.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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