NewsTarantella: il film di Nolan che è sfuggito a molti

Tarantella: il film di Nolan che è sfuggito a molti

Tarantella è il film di Christopher Nolan che a molti di voi sarà sfuggito. Nolan, il nome più in voga del momento con la sua uscita nelle sale globali con Odissea, è diventato con il passare del tempo e progetto dopo progetto una vera e propria star del cinema, un franchise ben solido.

Ma, come molte storie che conosciamo, anche lui ha dovuto superare la famosa “gavetta” e, se conosciamo come primo progetto il suo lungometraggio Following, c’è in realtà un suo antecedente e primo cortometraggio, horror, del 1989, Tarantella, non facilmente reperibile e ispirato agli incubi surrealisti di David Lynch.

Contrassegnato dall’evidente poco budget, il film vede protagonista lo stesso regista nella sua unica apparizione sullo schermo, insieme a suo fratello e collaboratore abituale, Jonathan Nolan, caratterizzati dall’avere rispettivamente un vestito bianco e uno nero. 

Attraverso un viaggio nel proprio subconscio, il corto è un insieme di immagini febbrili costituite da ragni e demoni che opprimono i due giovani. 

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Al contrario della tendenza tutta “Nolaniana” di manipolare il tempo e la dinamicità di una sequenza, Tarantella è privo di qualsiasi trama e di quello spettacolo a cui Nolan ci ha sempre abituati.

Tarantella

Cosa accomuna Tarantella al cinema di Nolan?

Sebbene sia un film sperimentale, è evidente l’interesse del regista nel dare credito a una decostruzione del linguaggio cinematografico e a una manipolazione del tempo e della realtà.

Il montaggio frammentato, il tormento dei personaggi sono altri elementi che ci riconducono al suo cinema.

Per quanto riguarda le inquadrature surrealiste che dominano il corto, come quelle sui ragni, si tratta di immagini fantastiche, ma tuttavia in piena linea con l’impegno artigianale di Nolan nell’usare metodi alternativi alla CGI.

Tarantella stupisce per la sua categorizzazione all’horror, insolita nel cinema di Nolan, ma ciò che unisce questo corto ai suoi futuri lungometraggi è la tendenza a creare momenti snervanti attraverso che, se solitamente negli altri film li vediamo in dialoghi delicati, stavolta dialoghi non ci sono.

Parliamo comunque del primo cortometraggio di un giovane regista in rampa di lancio che, come per molti altri, si rivela essere a posteriori un esercizio di stile e un espressione stilistica-artistica che manterrà con i progetti futuri e ad alto budget solo alcune forme.

Vincenzo Pennabea
Vincenzo Pennabea
Interfacciandomi con il cinema dall’infanzia, crescendo ho sempre più approfondito e alimentato una passione per il cinema di genere, scoprendo un particolare gusto in particolare per l’horror e il dark fantasy, che va da maestri del genere come Mario Bava e Dario Argento a Tim Burton. In un prodotto cinematografico mi affascina la potenza delle inquadrature nella loro resa visiva e quanto la scrittura di un personaggio riesca a toccare lo spettatore nella sua umana sensibilità.

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