Buen Camino – Il fenomeno Checco Zalone

Buen Camino (2025) conferma ancora una volta la forza commerciale del fenomeno Checco Zalone. Diretto da Gennaro Nunziante e co-scritto e interpretato da Luca Medici (in arte Checco Zalone), il film ha registrato più di 60 milioni di incassi, imponendosi come uno dei titoli più visti della stagione.
Buen Camino si presta a una lettura che va oltre il semplice dato economico, evitando sia l’elogio sia la demolizione preliminare spesso rivolta al cinema popolare.
Dopo cinque anni dalla sua ultima apparizione sul grande schermo con Tolo Tolo, Checco Zalone torna a far parlare di sè. Non siamo di fronte a un capolavoro, ma nemmeno ad un prodotto vuoto. Il film tenta, con i limiti del suo linguaggio di riflettere su alcune contraddizioni profonde della società odierna.
Tra i personaggi principali il cast vede Letizia Arnò, Martina Colombari e l’attrice spagnola Beatrix Arjona.

Buen Camino

Buen Camino – Trama

Il film segue la vicende di Checco Zalone, un erede ricco, vanitoso e materialista. Il suo stile di vita è eccessivo, ostenta ricchezza e si circonda di ragazze bellissime e molto più giovani di lui. Dopo essere venuto al corrente dell’improvvisa scomparsa della figlia adolescente, con cui non ha alcun legame se non quello biologico, incontra la sue ex moglie Linda (Martina Colombari). L’uomo, dall’indole megalomane, nel tentativo di rintracciarla, entra anche in una sorta di competizione implicita con il patrigno, figura più presente nella vita della giovane. Zalone viene a sapere che sua figlia Cristal (Letizia Arnò), immersa in una crisi identitaria tipica della sua generazione, ha intrapreso il Cammino di Santiago.

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La ragazza all’inizio sembra decisa a ricercare autenticità e risposte a domande esistenziali mai davvero formulate. Il padre, inizialmente interessato solo a portarla a casa e salvare la propria immagine pubblica, finisce per accompagnarla in questo lungo viaggio.
Lungo il percorso incontra pellegrini e figure religiose. Il cammino diventa il teatro di un confronto tra apparenza e sostanza, tra coerenza e incoerenza, tra ciò che si proclama e ciò che si è realmente disposti a fare.

Buen Camino

Buen Camino – Recensione

La struttura narrativa di Buen Camino mostra alcuni limiti: sembra essere cucita addosso alle battute dei personaggi. La trama appare spesso pretestuosa costruita come un adattamento per una serie di gag che cercano di pungere lo spettatore, più che sostenere un vero sviluppo narrativo.
Molte battute puntano al politicamente scorretto o alla provocazione, ma non sempre sono incisive. Il film procede per momenti comici, dando l’impressione che il Cammino di Santiago sia più uno sfondo scenografico che un reale motore di storia. Tuttavia Zalone rimane buffo: il suo personaggio, pur ridicolo, riesce proprio per questo a far ridere ricordando perfettamente i gradassi che intende rappresentare. Lo fa con una comicità in perfetto stile zaloniano.
Inoltre, alcuni momenti della storia sembrano allungati più del necessario: certe scene avrebbero potuto concludersi prima e l’omissione di alcune sequenze non avrebbe alterato in alcun modo la storia principale.

Dal punto di vista dei personaggi, la figlia del protagonista è volutamente insopportabile, ma in modo talmente esagerato da risultare troppo. La sua ricerca di autenticità – mantra di molti giovani di oggi – appare fin dall’inizio poco credibile. La vive come un gesto di moda, status o auto-rappresentazione, che come una reale esigenza interiore. D’altronde Cristal è anche lei una ricca figlia di papà, viziata e consapevole di poter soddisfare tutti i suoi capricci, ignorando le ripercussioni e camuffando tali caratteristiche come ribellione o intraprendenza. Infatti, quando il percorso smette di essere gratificante, l’idea di portarlo a termine perde magicamente significato. Al contrario il personaggio del padre, pur essendo moralmente il più discutibile, è quello più coerente. Non rinnega di essere un materialista e non ha bisogno di mascherarsi dietro a giustificazioni ideologiche o spirtuali.

Il tentativo del politicamente scorretto

La comicità di Buen Camino si basa sul black humor e sul politicamente scorretto. Zalone tenta di toccare temi delicati – dalla politica alla religione, dal corpo alla storia – con l’intento di provocare e rompere il tabù, ma il risultato è disomogeneo. Alcune intuizioni funzionano, altre risultano forzate o scivolano in una comicità che non riesce davvero a convincere. Il politicamente scorretto sembra spesso più dichiarato che elaborato, più cercato che realmente necessario, e perde così parte della sua forza satirica. Il film sembra voler “osare”, ma senza spingersi fino in fondo, restando in una zona di comfort che limita l’efficacia del suo black humor.

Conclusione

Buen Camino non è un film memorabile dal punto di vista cinematografico, ma è difficile confinarlo come inutile. Non perché sia un’opera d’arte – non lo è – ma perché riesce comunque a intercettare un pubblico vastissimo e a produrre effetti che vanno oltre la sala cinematografica. Il successo al botteghino dimostra ancora una volta la forza del linguaggio di Zalone, capace di parlare in modo diretto e immediato a una larga fetta della popolazione. Emblematico, in questo senso, è il tema della prevenzione legata alla salute maschile, affrontato nel film in maniera volutamente triviale e semplificata, attraverso battute che puntano alla risata più che alla riflessione. Eppure, proprio questa leggerezza ha contribuito a sensibilizzare parte del pubblico, spingendo alcune persone, secondo la stampa, a sottoporsi a controlli medici dopo la visione del film.

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Un risultato che dimostra come un cinema popolare, anche imperfetto, possa avere un impatto concreto sulla realtà. Buen Camino resta quindi un film comunque capace di riflettere – seppur in modo grossolano – alcune contraddizioni profonde della società italiana contemporanea. Sicuramente il film ha fatto una bella pubblicità all’esperienza del cammino: chissà se questo scatenerà un boom di turismo a Santiago de Compostela.

Trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Interpretazioni
Sceneggiatura
Emozioni

CONCLUSIONI

Buen Camino è una commedia on the road "in stile Zalone", che mescola viaggio, risate e personaggi bizzarri.
Margherita Miracolo
Margherita Miracolo
il cinema mi accompagna da quando ero bambina: prima come gioco, poi come rifugio e infine come passione coltivata tra visioni, approfondimenti e nuove scoperte. Dal cinema d'autore al blockbuster, ogni film è un'occasione per entrare in un mondo fatto di stimoli, emozioni e riflessioni

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