Bring Them Down è la nuova pellicola drammatica diretta da Christopher Andrews, con protagonista Barry Keoghan e presentata all’ultima Festa del Cinema di Roma. Uscirà prossimamente nelle sale italiane grazie a Bewater Film in collaborazione con Maestro Distribution.
Trama
Determinato a vendicare l’uccisione del suo gregge, un pastore viene coinvolto in un ciclo di violenza
che svela i segreti del suo passato. Michael (40 anni), ultimo figlio di una famiglia di pastori, vive con il padre malato Ray (70 anni). Gravato da un terribile segreto sulla morte di sua madre, Michael si è isolato dal mondo. Il conflitto con un contadino rivale, Gary, si intensifica e, quando il gregge di Michael viene massacrato di notte, lui si dirige alla fattoria di Gary, intenzionato a vendicarsi. Tre giorni prima: il figlio adolescente di Gary, Jack, teme che la loro fattoria stia affrontando un collasso finanziario. Incolpando Michael e Ray, ruba due pecore, innescando una catena di eventi devastante. Le prospettive di Jack e Michael si uniscono in uno scontro brutale su un crinale di un’alta montagna, costringendo Michael a confrontarsi con il suo passato e lasciando entrambe le famiglie per sempre alterate.

Il cast di Bring Them Down
Il cast di Bring Them Down vede come protagoniste due famiglie rivali, tra le quali scorre odio e risentimento. Michael è interpretato da Christopher Abbott, un uomo tormentato e diviso tra odio e amore, che affronta un’eredità violenta e un passato difficile. Barry Keoghan è Jack, il giovane figlio di Gary (Paul Ready), rivale di Michael. Infine Colm Meany nei panni del burbero Ray, inchiodato ad una sedia per via di alcuni problemi fisici ed estremamente incattivito nei confronti del mondo e della vita.
L’eredità della violenza
La storia di Bring Them Down si svolge in un’ambiente bucolico e meraviglioso che va in contrasto con la violenza e l’animosità che vivono i personaggi. Uno degli aspetti principali di questa pellicola è l’eredità della violenza e il trauma generazionale. Michael, nelle prime scene, è causa di un incidente automobilistico dove sua madre rimane uccisa e la sua ragazza sfregiata in volto. Questo sarà un peso che l’uomo dovrà imparare ad accettare e con cui dovrà cercare di convivere. Così come la madre di Michael era spaventata da Ray, così Michael sembra piano piano assumere gli aspetti peggiori legati al legame di parentela. La violenza, fisica e verbale, fanno parte di loro e questa è senz’altro una visione pessimistica, non solo della loro famiglia, ma della vita in generale.

Un circolo che si ripete, senza via d’uscita o speranza di redenzione. Il trauma generazionale che prende vita in Bring Them Down coinvolge tutti i personaggi. Jack, ad esempio, si sente quasi costretto a dover rappresentare un tipo di personaggio, spaccone e duro, per via del padre. Tuttavia, nel momento in cui deve agire il senso di colpa e la sensibilità prevalgono. Questa rappresenta una luce in fondo al tunnel per il ragazzo, indicandoci che la violenza non è l’unica via possibile e che ci si può allontanare da un pensiero famigliare che non si condivide. Jack spezza un po’ il cerchio, in maniera flebile e pacata, ma è comunque un primo passo.
La dannazione e la passione in Bring Them Down
La violenza di questa pellicola si riflette tanto nella sceneggiatura quanto nella messa in scena. Ci sono delle sequenze estremamente potenti e forti, come quelle in cui il gregge viene martoriato, che non sono adatti agli stomaci deboli. Tutto ciò si pone in estremo contrasto con la natura che circonda i protagonista. La calma, il silenzio, la tranquillità delle albe e dei tramonti delle colline irlandesi si scontrano violentemente con la dannazione che colpisce i protagonisti. Si parla di dannazione perché, come già accennato, sembra insistere su di loro una specie di ereditarietà da cui è difficile scappare. Michael prova in tutti i modi a non essere suo padre, ma il trauma generazionale lo ha già colpito e non ha via di scampo di fatto.

Bring Them Down parla anche di passione, intesa sia in senso positivo che negativo. La passione per il proprio gregge, la propria famiglia, un amore che ancora viene covato in silenzio. Tutte queste situazioni alimentano anche il lato negativo di questo sentimento così ambivalente. La passione lascia, poi, il passo all’ossessione e alla violenza, in una serie di situazioni che vanno in un crescendo di tensione e rabbia. Il climax ascendente che parte dal furto di due montoni dilaga sempre più, esplodendo inevitabilmente sul finale e lasciando i protagonisti con un’enorme cicatrice morale. Il tutto immerso in una fotografia cupa e grigia, che ben ritrae lo stato d’animo dei personaggi.
Conclusioni
Bring Them Down è una storia profonda e toccante di violenza ereditaria e di traumi famigliari, immersa in un’ambiente bucolico. La fotografia cupa e tendente ai colori del grigio, del tenero e del blu aiutano a creare un’aura drammatica. A ciò si aggiunge un cast impeccabile che crea una pellicola piena di tensione e pathos. Un film che ha molto da dire e che guarda lo spettatore dritto negli occhi e al cuore.
