Black Panther: Wakanda Forever, la Marvel rende omaggio alla sua Pantera Nera

Sequel del film Black Panther (2018), trentesima pellicola del Marvel Cinematic Universe e capitolo conclusivo della cosiddetta “Fase Quattro”, Black Panther: Wakanda Forever si presta a diventare il cinecomic di questo inverno, una pellicola che si propone di accompagnare gli spettatori dentro quella che sarà la quinta fase della nuova era Marvel, la quale verrà definitivamente inaugurata con l’uscita di Ant-Man and The Wasp: Quantumenia.

Black Panther: Wakanda Forever è diretto da Ryan Coogler, già regista del precedente capitolo, e segna il ritorno della Pantera Nera, personaggio fumettistico creato da Stan Lee e precedentemente interpretato dal compianto Chadwick Boseman.

Black Panther: Wakanda Forever, trama

Dopo la morte di re T’Challa, il Wakanda si trova a dover affrontare molti cambiamenti. La nuova sovrana, la regina Ramonda (Angela Bassett) senza l’aiuto di un guerriero con le vesti di Black Panther, si trova a dover difendere diplomaticamente le risorse della propria terra, in particolare il vibranio, dai molti stati che vorrebbero anche loro attingere a questa importante risorsa. Come se ciò non bastasse, una nuova minaccia incombe sulla popolazione wakandiana, il suo nome è Namor (Tenoch Huerta) un potente re di una nazione sconosciuta situata nelle profondità dell’Oceano, il cui desiderio è quello di conquistare e sottomettere il mondo.

Chadwick vivrà per sempre in Black Panther

Quando nell’Agosto del 2020 si seppe della morte di Chadwick Boseman, attore entrato nei cuori di milioni di fan proprio per aver interpretato Pantera Nera, molti si domandavano se fosse giusto o meno continuare la storia del supereroe wakandiano senza il suo originale interprete. Alla fine i Marvel Studios hanno deciso di portare avanti la serie, senza però dimenticarsi di omaggiare l’attore statunitense.

Questo è sicuramente il maggior punto di forza di Black Panther: Wakanda Forever, un film emotivamente molto forte, un giusto omaggio a un attore di talento purtroppo prematuramente scomparso. Il film si apre mostrando la morte ed il funerale del re T’Challa, al quale assistono tutti i sudditi e membri della famiglia del protagonista. Una scena di grande impatto ed emotivamente coinvolgente, nella quale si percepisce attraverso le lacrime e gli sguardi sofferenti degli attori il dolore personale nell’aver perso un caro collega ed amico. Gli occhi di Shuri e Ramonda, riescono a fare da specchio ai milioni di fan che quel 28 Agosto del 2020 hanno perso il loro beniamino cinematografico, creando una sorta di funerale collettivo in onore di Chadwick Boseman al quale tutti, attraverso la magia del cinema, possano prender parte.

Un cinecomic che delude sicuramente le aspettative, ma che ha comunque alcuni buoni spunti

Per quanto riguarda poi gli altri aspetti dell’opera, in particolare quelli tecnici, bisogna comunque mettere in luce quelli che sono stati i difetti del film. Innanzitutto la durata, non che questa sia un parametro fisso, nessuno vuole dire che se un opera supera un certo minutaggio questo diventi un punto a suo sfavore, il problema sta nel fatto che Black Panther: Wakanda Forever si prende due ore e quarantuno minuti di tempo per raccontare una storia a cui sarebbero bastate due orette scarse. Inoltre, il risvolto narrativo principale del film, ovvero la guerra tra Wakandiani e Atlantidei si basa su motivazioni poco solide e credibili. Una sceneggiatura davvero poco inspirata e coinvolgente.

Un punto a favore è sicuramente dato dalla nuova popolazione inserita all’interno del Marvel Cinematic Universe, ovvero gli Atlantidei. Questi ultimi sono veramente affascinanti non solo per il loro aspetto e per l’habitat in cui vivono, ma anche e soprattutto per le loro origini ed evoluzione. Il loro capo Namor è poi un personaggio dai poteri eccezionali, una macchina da guerra quasi imbattibile, una sorta di divinità. Davvero un ottimo antagonitsa, ottimamente interpretato da Tenoch Huerta.

A Namor non sarà però riservata vita facile, ed esso dovrà affrontare un Wakanda nuovo, ora guidato dalla Regina Ramonda e dalla sua erede Shuri (Letitia Wright). Due personalità femminili di grande forza, aiutate a loro volta da Okoya (Danai Gurira) e Nakia (Lupita Nyong’o), unite non solo per difendere la loro terra nativa, ma anche la vita di una geniale ragazza statunitense, Riri (Dominique Thorne). Girl Power ai massimi livelli per questo Black Panther: Wakanda Forever, che pone a due donne la “corona” di supereroine.

Altrettanto notevole è la creazione del mondo subacqueo, il cui design si ispira alle costruzioni delle antiche comunità che popolavano l’America centrale qualche secolo addietro. Questo è possibile grazie anche all’ottimo impiego della CGI che, tralasciando qualche piccola falla nelle scene d’azione, riesce a essere convincente.

Purtroppo, la regia, che in opere di questo tipo dovrebbe essere utilizzata come strumento per mettere in luce tutti gli elementi caratteristici di un cinecomic, e in particolare le scene movimentate, qui si mostra come uno dei punti deboli del film. Le scene di combattimento sono troppo frenetiche, in alcuni punti veramente confusionarie non solo per la regia ma anche per il montaggio messo in atto. Questo è un punto critico a cui la Marvel sembra non riuscire a porre rimedio, l’azione e il dinamismo, sulla quale bisognerebbe concentrare i maggiori sforzi, non riesce quasi mai a essere impattante e coinvolgente agli occhi dello spettatore.

Insomma, tirando le dovute somme, Black Panther: Wakanda Forever è un film di grande impatto emotivo, questo dovuto essenzialmente alla tragica sorte dell’attore che precedentemente aveva interpretato il supereroe e che qui viene giustamente tributato, un capitolo dell’MCU sotto alcuni aspetti diverso dai precedenti, caratterizzato da un aurea nostalgica, dove l’ironia è ridotta all’osso e dove si cerca di riflettere su temi di maggior importanza. Purtroppo però vi sono anche diverse falle, prima su tutte la regia, e una sceneggiatura con pochi spunti, che si prende troppo tempo per raccontare una storia dai risvolti veloci e abbastanza prevedibili.

Detto ciò il film è comunque un prodotto abbastanza godibile, in linea con quanto visto fino ad ora, giustamente rimane un po’ l’amaro in bocca in quanto essendo questo il capitolo conclusivo delle Fase Quattro, le aspettative erano sicuramente alte e la speranza era quella di vedere una conclusione di maggior impatto, che facesse dimenticare i troppi errori commessi nelle opere precedenti.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

La MCU rende omaggio a Chadwick Bosema. Questo è fatto in modo davvero coinvolgente ed emozionante, ma per quanto riguarda il resto del film, esso è godibile, abbastanza scorrevole, ma altrettanto lacunoso e ridondante sotto molti aspetti.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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