Bastardi senza gloria, le curiosità che non conosci

Bastardi senza gloria è un film di Quentin Tarantino che non ha bisogno di grandi presentazioni. Si tratta del primo film della così detta trilogia del revisionismo storico, infatti a Bastardi senza gloria seguono due lavori del regista che in modo simile rivisitano la storia: Django Unchained e C’era una volta a… Hollywood. La trilogia si chiama così per omaggiare Sergio Leone e la sua trilogia del tempo.

Ecco alcune curiosità su uno dei film più amati di Tarantino, che vede nel cast tra gli altri Brad Pitt, Christoph Waltz, Michael Fassbender e Mélanie Laurent.

Bastardi senza gloria

Il titolo del film: perché Bastardi senza gloria?

Innanzitutto, perché il film si chiama così? Il titolo è stato ispirato dal film del 1978 del regista italiano Enzo G. Castellari The Inglorious Bastards, anche se il lavoro di Tarantino non ne è un remake. C’è anche un cameo del regista nel film. Inoltre, quando Brad Pitt finge di essere un italiano usa il nome Enzo Girolami, che è il nome di nascita del regista italiano. In Italia conosciamo il film di Castellari come Quel maledetto treno blindato, quindi non tutti hanno colto la citazione.

Non è la prima volta che Tarantino inserisce questi riferimenti nei suoi film, visto che ama riempirli di easter egg e citazioni a cose che guarda e che gli piacciono. In Bastardi senza gloria viene anche citato Antonio Margheriti che è uno dei preferiti del regista.

Pochi sanno che oltre al titolo, a un certo punto trapelò sul web addirittura parte della bozza finale della sceneggiatura. Prima del titolo che tutti conosciamo, Tarantino aveva valutato di chiamare il film Once Upon A Time In Nazi Occupied France oppure A Basterd’s Work Is Never Done, rispettivamente C’era una volta nella Francia occupata dai nazisti e Il lavoro di un bastardo non è mai finito. Quest’ultimo è una battuta che in origine doveva essere pronunciata, ma poi è stata tolta nel film finale.

Bastardi senza gloria

Bastardi senza gloria e il ruolo di Christoph Waltz

Christoph Waltz è un attore molto particolare, in quanto ha avuto successo in età diciamo tarda. Deve molto a questo film perché è con Bastardi senza gloria che ottiene davvero una reale fama. La scelta di Tarantino è stata determinata dal fatto che l’attore parla, oltre all’inglese, anche il tedesco. Infatti, Waltz interpreta un crudelissimo cacciatore di ebrei. Recita anche, inoltre, in francese, italiano e inglese. La scena famosissima in cui i protagonisti parlano in italiano (per cui consigliamo vivamente di vedere il film in lingua originale, perché nella nostra lingua è stata riadattata in maniera giustamente diversa) ha avuto modo di fare sfoggiare a Waltz il suo ottimo accento, anche se ha confessato di parlare realmente “solo” tedesco, francese e inglese e non la nostra lingua. Nella versione tedesca del film, visto che parla bene il tedesco, l’attore si è doppiato da solo.

Le curiosità sulla sua interpretazione, che gli è valsa l’Oscar al miglior attore non protagonista, sono diverse. Innanzitutto, nonostante interpreti uno spietato nazista, Waltz nella vita reale ha un figlio rabbino. Il suo ruolo, inoltre, doveva andare a Leonardo DiCaprio in origine, ma siamo tutti contenti, malgrado l’inequivocabile talento di DiCaprio, perché non esiste Bastardi senza gloria senza il Landa di Waltz.

Bastardi senza gloria

Film nel film e cambiamenti storici

Come sappiamo, in questa pellicola è presente un film-nel-film. Questo è stato diretto da Eli Roth. Il regista di film horror ha avuto grande influenza anche per quanto riguarda varie citazioni nel film, per esempio i registi citati piacciono anche a lui. È chiaro che la presenza di un film dentro un film abbia un aspetto originale, che ha influenzato anche l’interpretazione degli attori.

Pensiamo che Mélanie Laurent è diventata una proiezionista per la parte. Dieci giorni prima dell’inizio delle riprese ha infatti imparato il mestiere. Al centro del suo ruolo gira tutto il cambiamento storico del film, che rappresenta un esempio di ucronia, ovvero di narrativa fantastica in cui si vanno a modificare gli avvenimenti storici. Il finale è una piena rappresentazione di questo. Il film è stato un successo ma ha anche ricevuto diverse critiche per questo motivo. Sappiamo bene che nella realtà, Hitler e Goebbels non morirono per mano dei “bastardi”, ma si suicidarono. E Hermann Göring, che nel film muore nel cinema, fu processato a Norimberga e condannato all’impiccagione per crimini di guerra e contro l’umanità, ma si suicidò prima che tale condanna venisse eseguita. A Tarantino comunque, come ha spiegato lui stesso a Nielsen, non è mai interessata l’accuratezza storica quanto costruire una certa atmosfera:

Troverò un posto che assomigli davvero, in un modo o nell’altro, ai locali spagnoli che c’erano negli spaghetti western: una terra di nessuno. Con i soldati americani e i contadini francesi, la resistenza francese e le truppe di occupazione tedesche, è una specie di terra di nessuno. Quello sarà davvero il mio spaghetti western ma con l’iconografia della seconda guerra mondiale. Ma il fatto è che non parlerò del periodo specifico del film.

Silvia Argento
Silvia Argento
Laureata triennale in Lettere Moderne e due magistrali in Filologia Moderna e Editoria e scrittura cum laude. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice, autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

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