La versione di Alien 3 immaginata da Renny Harlin occupa un posto speciale nella categoria dei “grandi film mai realizzati”. Il regista finlandese, noto per Die Hard 2 e Cliffhanger, fu scelto per raccogliere l’eredità di Ridley Scott e James Cameron (Avatar- Fuoco e cenere, Titanic), ma decise di lasciare il progetto quando comprese che la visione della 20th Century Fox era molto diversa dalla sua.
Durante una masterclass al Mediterranean Film Festival, Harlin ha ricordato l’emozione di ricevere l’incarico dopo il successo di Nightmare 4 – Il maestro dei sogni. All’epoca aveva appena 28 anni e faticava a credere di poter dirigere il terzo capitolo della saga. Il momento in cui attraversò i cancelli degli studios e si trovò un ufficio già assegnato, rimane uno dei ricordi più significativi della sua carriera.

Alien 3: i problemi e il cambio di regia
Il problema emerse però durante lo sviluppo della storia. Si voleva raccontare una vicenda in una nave infestata dagli xenomorfi, che sarebbe poi diventata la base del film diretto da David Fincher (The social network). Harlin, invece, riteneva necessario dare una svolta radicale al franchise.
Le sue idee erano due. La prima prevedeva l’arrivo degli xenomorfi sulla Terra, con un’immagine suggestiva di creature che attraversavano un campo di mais dirette verso una fattoria isolata. La seconda puntava addirittura a esplorare il pianeta d’origine degli alieni, svelandone la natura e la storia. Entrambe le proposte furono respinte dalla Fox, convinta che il pubblico preferisse un racconto più tradizionale.
Dopo quasi un anno di lavoro, Harlin preferì rinunciare all’incarico piuttosto che dirigere un film nel quale non credeva. Una scelta rischiosa che, sorprendentemente, cambiò la sua carriera. Successivamente lo studio gli propose infatti la regia di Die Hard 2, trasformando una sconfitta in una delle opportunità più importanti del suo percorso professionale.

