13 Reasons Why – L’autore: “Il #MeToo usato contro di me”

Jay Asher, l’autore del libro su cui è stata basata la serie 13 Reasons Why, è stato esiliato dal mondo dell’editoria dopo che sono emerse accuse anonime all’apice del movimento #MeToo. In nuove dichiarazioni, spiega come si dichiara una vittima del movimento. L’autore un tempo celebre per il romanzo Tredici, racconta ora la sua versione dei fatti dopo che le accuse di molestie sessuali (che lui sostiene infondate) hanno messo fine alla sua carriera. Quando il movimento #MeToo ha raggiunto l’apice ed è stato usato contro di lui, come arma delle sue amanti disprezzate per vendicarsi. Così afferma Asher.

In un articolo per The Free Press (testata giornalistica acquisita recentemente dal gruppo Paramount Skydance), la scrittrice e giornalista Kat Rosenfield condivide il punto di vista di Jay Asher su ciò che lo ha portato a essere cacciato. Non solo dalla carriera, ma anche dalla sua vita di padre sposato. E non dimentichiamo che era in rampa di lancio come autore di successo con un contratto con Netflix. L’articolo intitolato “Come il #MeToo ha distrutto l’autore di Tredici” dipinge Asher come vittima di una campagna vendicativa che ha coinvolto accuse anonime da parte di diverse donne con cui aveva avuto relazioni, organizzata da un’unica ex amante determinata a distruggergli la vita e reputazione.

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Asher e Rosenfield definiscono e inquadrano l’articolo, rispettivamente, come una storia di ingiustizia e vendetta attesa da tempo. A detta della giornalista, “Quando la domanda di stupratori, predatori e altri malfattori da punire è diventata così grande da minacciare di eclissare l’offerta“. Quindi il ciò a detta loro sarebbe servito ad arricchire le storie sensazionalistiche per sostenere il movimento guidato dalle donne contro gli abusi per molestie sessuali. Asher ammette apertamente di aver corteggiato diverse donne nel corso degli anni, durante conferenze di libri per ragazzi. In particolare all’incontro annuale della Society of Children’s Book Writers and Illustrators.

Le Dichiarazioni dell’autore di 13 Reasons Why

Ho preso decisioni orribili nella mia vita personale che hanno distrutto il mio matrimonio” ha ammesso Asher a Rosenfield. “Ho tradito mia moglie. Non mi importa se la gente vuole disprezzarmi per questo. Il loro giudizio è valido perché l’ho fatto“. Si oppone alle accuse di aver minacciato alcune delle donne per indurle a tacere. Afferma che la maggior parte delle relazioni siano avvenute prima che lui acquisisse una certa influenza nel mondo dell’editoria o prima che pubblicasse qualcosa. Sebbene all’inizio sembrassero diverse donne ad accusarlo, poi non è mai stato formalmente accusato. È stata solo firmata una lettera da diverse donne con delle accuse, ma non è stato mai indagato nello specifico da nessuna autorità.

A quanto pare la sobillatrice principale ha un nome: Robin Mellom. Asher racconta che con la donna ha avuto una relazione di tre anni. La relazione è precipitata quando ha confessato di avere altre relazioni. A quanto pare da quel momento sono partite le molestie online da parte della donna, con persecuzioni durate dieci anni. Le altre donne che hanno cofirmato la lettera con le accuse per Asher si sono dichiarate poi “a disagio” dal comportamento di Mellom e hanno fatto dietro front.

Qualsiasi opinione si abbia, bisogna constatare come non ci siano mai state accuse formali a riguardo. Si sono condannate spesso celebrità durante le accuse poi divenute menzogne. Pensiamo al caso Kevin Spacey che fatica ancora a lavorare nonostante l’innocenza provata in tribunale. Pensiamo al caso Johnny Depp. Insomma, la verità è sempre difficile da constatare, ma va constatata. Altrimenti il gossip può danneggiare una persona, una famiglia, un brand, un’azienda. La verità in questo caso rimane ancora nebulosa, ma finché non ci sono sentenze chiare, sono soltanto speculazioni. Speculazioni, che oggi possono fare di più che una condanna formale.

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