Don’t look up, la satira brillante di Adam McKay

Tutti ne parlano, tutti ne scrivono. A dicembre è stato il film più visto su Netflix. Naturalmente stiamo parlando di Don’t look up, film del 2021 scritto e diretto da Adam McKay. È stato lodato per la satira brillante che fa della società ed è sicuramente arrivato nel momento giusto, considerata la pandemia che stiamo vivendo.

Doveva uscire molto prima e proprio a causa della pandemia di Coronavirus le riprese sono state rimandate. È stato distribuito da Netflix a Dicembre 2021 in Italia e da allora è sulla bocca di tutti. Cos’ha di speciale questo film? Perché ha colpito così tanto?

Don’t look up, una trama attualissima

Se si guarda la trama di Don’t look up non si trova niente di originale e nuovo sulla scia dei film a tema apocalisse. Ancora una volta, quello che fa la differenza è il modo. Il film inizia in medias res, con il lavoro di due astronomi in azione. Immediatamente viene fatta una scoperta sconvolgente: una cometa di grandi dimensioni si schianterà fra sei mesi sulla Terra distruggendo il pianeta. I due astronomi sono interpretati da Leonardo DiCaprio e da Jennifer Lawrence. Nel ruolo del Presidente degli Stati Uniti abbiamo Meryl Streep. Fa parte del cast anche Timothée Chalamet.

Attori di tutto rispetto che vediamo sulla scena in ruoli ben definiti con personaggi caratterizzati il giusto. Dopo la scoperta della cometa segue un tentativo di avvisare le autorità, fallimentare poiché sembrano sottovalutare la minaccia. Addirittura la Presidentessa degli Stati Uniti antepone la propria campagna elettorale al rischio di un’emergenza. L’attualità del film si vede in ogni momento in cui sono coinvolti media e politica.

Il tono di Don’t look up è a tratti molto drammatico a tratti comico ai limiti del demenziale. Alcune gag come quella degli snack suscitano una grande ilarità, ma sono circondate da riflessioni interessanti. Abbiamo il cameo di una Ariana Grande che mostra la banalità delle informazioni diffuse tramite i media in modo frivolo, equiparate a notizie di carattere scientifico. È chiara la critica alla società attuale con la sua voglia di tenere il “cervello spento”, senza pensare ai problemi reali della vita. Malgrado un tono a volte troppo sopra le righe, il film riesce a coinvolgere proprio per questo. Anche grazie a dialoghi incalzanti e che citano spesso elementi della cultura pop.

Colonnello Ben Drask: Io vi chiedo solo se verrò ammazzato meriterete la vita che avrete grazie al mio sacrificio.
Presidente Janie Orlean: Meriterete la vita che avrete grazie al mio sacrificio. Giusto?
Jason: L’ho scritta io.
Kate: Non è presa da Salvate il soldato Ryan?
Randall: Sì, sì.
Jason: No, è totalmente diversa.

Don't look up

Quanto è importante guardare Don’t look up

Oltre a essere una visione sicuramente piacevole, divertente e a tratti anche toccante, il film colpisce per il periodo attuale. Le dinamiche descritte ricordano, purtroppo, quelle che stiamo vivendo tuttora con la pandemia. Scienziati che dicono una verità sulla base di dati accertati, ma che vengono contrastati dai negazionisti del caso o da autorità incompetenti. Ad esempio il capo della NASA nel film non è un’astronoma ma un’ex anestesista, sembra che a fare da padroni siano finanziatori e uomini d’affari.

Il problema che il film pone in maniera molto interessante è però un altro e riguarda il ruolo degli scienziati quando diventano comunicatori. Leonardo DiCaprio interpreta un uomo di scienza che, una volta ricevuta grande attenzione mediatica, perde completamente la rotta. Si fa corrompere dal sistema, si sente un vip, una super star. È una dinamica che stiamo vivendo tuttora, senza voler citare nomi, ma che sicuramente riguarda il ruolo dei medici. Hanno attratto come il personaggio di DiCaprio il pubblico, che pende dalle loro labbra e ha imparato a conoscerli e riconoscerli.

Allora sentirsi onnipotenti sembra non servire a nulla di fronte all’innegabile potere supremo della natura. L’uomo cerca di anteporvi i propri vantaggi personali, come la necessità di materiali per lo sviluppo della tecnologia. In tutto ciò il popolo, la gente comune, sembra non avere alcuna voce in capitolo, la comunicazione errata vi genera solo panico. Guardare il film che certo non è impegnato, ma semplicemente efficace nel linguaggio che adopera, può essere in questo senso molto illuminante.

Don't look up

Perché piace così tanto questo film

La ragione per cui Don’t look up è piaciuto così tanto è quindi da ricercare nella sua enorme attualità. Ma anche nel cast che funziona e nel giusto equilibrio tra comicità sopra le righe e grande verità. La comicità si traduce in una serie di scene che a volte fanno capire di stare guardando una vera e propria satira senza troppe pretese. A volte invece nei momenti clou il dramma delle dinamiche umane suscita riflessioni interessanti.

Lo stesso titolo, che riprende un movimento politico citato nel film per cui la cometa o non esiste o non va comunque guardata, rimanda proprio alle ideologie che nascono in certi frangenti. Se il film è piaciuto così tanto è perché catapulta lo spettatore dentro un mondo che conosce. Purtroppo per lui, sa cosa significa trovarsi in balia di poteri superiori che spesso non garantiscono la sicurezza per tutti. Allo stesso modo riconosce che è inevitabile che vada così. Alla fine non c’è modo di salvare la Terra poiché per salvarla si dovrebbe cercare un equilibrio tra l’avidità umana e la volontà che l’uomo ha di vivere.

Don’t look up si configura quindi come una pellicola interessante, divertente, dal taglio quasi seriale per la capacità che ha di intrattenere. Non un film impegnativo, ma un modo divertente e scorrevole di riflettere sulla società.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni
Silvia Argento
Silvia Argento
Laureata triennale in Lettere Moderne e due magistrali in Filologia Moderna e Editoria e scrittura cum laude. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice, autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

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