Mehdi Mahmoudian, co-sceneggiatore del film candidato all’Oscar Un semplice incidente (la recensione qui). È stato arrestato a Teheran. Insieme a lui Vida Rabbani e Abdullah Momeni, il motivo? Aver firmato una dichiarazione critica nei confronti del leader della Repubblica islamica, Ali Khamenei. Al momento, non sono stati resi noti i capi di accusa. La notizia ha scosso la comunità cinematografica internazionale e quella dei diritti umani. Sottolineano come Mahmoudian non sia solo uno sceneggiatore. Ma anche un attivista e testimone morale del sistema giudiziario iraniano.
Il regista Jafar Panahi, che ha collaborato con Mahmoudian sul film. Ha parlato pubblicamente del suo arresto. “Ho conosciuto Mehdi in prigione. Fin dai primi giorni si distingueva per la sua calma. E per la responsabilità verso gli altri detenuti. Aiutava i nuovi arrivati, offrendo rassicurazioni e supporto. È presto diventato un pilastro silenzioso dentro il carcere.”

Un semplice incidente e il legame con il cinema e la giustizia
Panahi ha raccontato quanto l’esperienza di Mahmoudian fosse stata fondamentale per la realizzazione del film. “Dopo la sua liberazione, l’ho coinvolto nella sceneggiatura. La sua esperienza diretta con il sistema giudiziario e il carcere ci ha permesso di rendere autentici dialoghi e scene delicate. Come ad esempio il lungo piano sequenza dell’interrogatorio.” Mahmoudian è stato descritto come una presenza di grande valore. Capace di portare verità, profondità e umanità sul set, offrendo un punto di vista unico e prezioso che nessun altro avrebbe potuto fornire. La sua sensibilità e la conoscenza diretta delle difficoltà vissute dai prigionieri hanno contribuito a rendere il film più realistico, intenso e potente. Donando spessore ai personaggi e alle loro interazioni.
Il suo arresto segue una serie di misure repressive nei confronti di intellettuali, artisti e attivisti critici del regime iraniano. Segna un ulteriore passo nell’accerchiamento di chi osa esprimere dissenso. La comunità internazionale del cinema, insieme alle organizzazioni per i diritti umani e a numerosi colleghi di Mahmoudian, stanno monitorando attentamente la situazione. Chiedono con forza la liberazione immediata dello sceneggiatore. Sottolineando l’importanza di proteggere la libertà artistica. E anche la sicurezza di chi, con coraggio, denuncia ingiustizie e violazioni dei diritti fondamentali.

