Il 19 giugno l’Università di Torino dedica a Gianni Rondolino, figura centrale della critica e della storia del cinema in Italia nel secondo Novecento, una giornata di studi attorno alla sua eredità critica e pedagogica.
Ci sarà un convegno che si terrà all’Auditorium Quazza di Torino e ci saranno interventi critici, materiali d’archivio, testimonianze audiovisive e percorsi dedicati alla sua figura. Il titolo di quest’evento è Un Rondolino fa primavera, riferimento a una celebre frase ai piedi della scalinata di Palazzo Nuovo, a inizio anni Novanta: Un Rondolino non fa primavera, poi cancellata.
All’epoca Rondolino era uno dei critici più apprezzati e si sosteneva che, senza di lui, il cinema avrebbe perso una stagione intera. La frase in quest’occasione ha un significato positivo.
L’iniziativa si estende oltre la sala grazie a Tellingstones, la piattaforma sviluppata da Espereal Technologies, che raccoglierà e renderà accessibili al pubblico, a partire dai primi di settembre, testimonianze audiovisive dedicate a Rondolino. Sarà possibile ascoltare le voci di coloro – ex allievi, cineasti, familiari e critici – che hanno collaborato con lui. In questo modo si crea un archivio narrativo disseminato nella città, tra luoghi, immagini e racconti legati al suo percorso.

Gianni Rondolino, una voce unica nel mondo cinematografico
Durante la sua carriera universitaria, Rondolino ha avuto occasione di attraversare decenni di cultura cinematografica: i “film sbagliati” Rossellini, Ozu, da Tex Avery al neorealismo e poi anche l’animazione cinematografica e la critica televisiva.
Il suo metodo vedeva il cinema come strumento per interrogare conflitti, trasformazioni e immaginari del presente. Questa stessa energia è possibile ritrovarla nelle sue scritture per La Stampa, il lavoro per la RAI con Mille e una sera e il volume Storia del cinema d’animazione, pubblicato nel 1974, quando quel genere cinematografico non era ancora esplorato.
Quest’evento diventa un’occasione per continuare a incontrare Rondolino, camminando nella sua città e tra le sue parole.
