lunedì, 27 Settembre, 2021

Tin Tan, chi era il comico ricordato da Google

Tin Tan è stato un cantante e comico messicano a cui Google, per la sua nascita avvenuta 104 anni fa, ha dedicato un doodle

Nel 2019 Google dedicò a Tin Tan un doodle interessante che fece molto discutere. Come sappiamo, il doodle non è altro che una “veste” particolare che Google assume per determinate ricorrenze, specie per celebrare personaggi di ogni tipo.

Quindi, il doodle del 2019 ha proposto un tributo a Tin Tan in occasione del suo anniversario di nascita, all’epoca 104 anni. Lo ha fatto mostrando con una pellicola alcuni suoi film, in un doodle in bianco e nero. Forse questo nome potrebbe dirci poco, ma è un attore, cantante e comico a dir poco immortale, che ha fatto tanto per la cultura messicana e non solo.

Scopriamo chi era e soprattutto perché è così importante ricordarlo.

Tin Tan
Statua di Tin Tan a Città del Messico. Foto Di Wotancito – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=78472246

Chi era Tin Tan

Germán Valdés era il vero nome di questo performer così versatile e capace, nacque il 19 settembre 1915 e morì il 29 giugno 1973. Veniva chiamato Tin Tan per riprodurre il suono delle campane, si dice che inizialmente questo soprannome non gli piacque affatto, ma dovette rassegnarsi: sarà conosciuto sempre con questo nome. Aveva voluto iniziare con quello di “Topillo” che significa “truffatore”, tuttavia Tin Tan era più musicale.

Tin Tan

Quella di Valdés è forse una storia come ce ne sono tante, dalla povertà alla fortuna come attore, ma come sempre era lo stile a fare la differenza. La sua carriera ha inizio come speaker radiofonico in maniera del tutto casuale: faceva addirittura lo spazzino presso una radio. Un giorno, convinto che nessuno lo sentisse, iniziò ad imitare i presentatori. Invece, il microfono era acceso e lo sentirono tutti, così venne promosso. Una fortuna che risiedeva sostanzialmente nel suo grande talento.

Tin Tan

Lo coltivò prendendo parte a una compagnia di ventriloqui, fece diverse spettacoli con Paco Miller. Fu proprio lui, probabilmente, a dargli il suo soprannome, nel 1943. Apparirono insieme nel 1963 nel film Los amigos Maravilla en el mundo de la aventura. Tin Tan fu protagonista di tantissimi altri film, anche insieme ai suoi fratelli Manuel “El Loco” Valdés e Ramón Valdés, alcuni titoli importanti, ovviamente tutti messicani sono: Hotel de verano, il suo primo film e Calabacitas tiernas, il primo con la regia di Gilberto Martínez Solares con cui collaborerà a lungo. René Cardona è un altro regista con cui avrà un importante sodalizio.

Il doodle che Google dedicò all’attore nel 2019.

La cultura pachuco

Nei suoi film e performance Tin Tan adottava un gergo tutto particolare chiamato “pachuco”. La cultura pachuco deve moltissimo a questo attore. Ma di cosa si tratta? Sul significato letterale del termine poco si sa, potrebbe derivare dalla città di El Paso, in Texas, che a volte a quanto pare veniva chiamata “Chuco Town”. Si usava poi “pa El Chuco” per quegli immigrati che dal Messico andavano negli Stati Uniti in cerca di lavoro. Proprio gli immigrati messicani devono molto a Tin Tan.

Questo stile era diffuso tra i giovani messicano-americani negli anni ’30 e ’40. Lo stile pachuco consiste nell’indossare abiti Zoot (abbigliamento da uomo costituito da un vestito con una lunga giacca a spalle molto larghe e pantaloni a vita altissima), ma non si limitava solo all’estetica. Anche la lingua pachuco, quella che Valdés usa nei suoi film, era particolare. Si tratta di “spanglish“, ovvero una sorta di miscuglio tra inglese e spagnolo. Gli immigrati messicani, ovviamente, erano soliti mischiare la loro lingua d’origine con quella che apprendevano.

I film e i doppiaggi di Tin Tan

Proprio a Germán Valdés si dà il merito di aver diffuso e reso famosa questa cultura, questo linguaggio. Amava definirsi un messicano di Los Angeles e un “pocho”. Proprio questo è lo stile caratteristico del performer, i cui film non si basano tanto sulla trama ma sul linguaggio e la performance, anche con riferimenti molto interessanti alla cultura messicana e a certi valori. Ad esempio ¡Suicídate, mi amor!, film messicano del 1961 racconta in modo romantico ma anche particolare il desiderio di togliersi la vita per amore.

La vicenda racconta la storia di Raúl (Germán Valdés), un ricco allevatore che ha una relazione con una donna, quando un giorno conosce una ragazza che vuole togliersi la vita per amore. La aiuterà a ritrovare la gioia di vivere ad esempio nel rapporto con la natura, regalandole la sua migliore cavalla. Si formerà quindi un triangolo amoroso assai divertente tra la nuova donna conosciuta e la vecchia fiamma del ricco allevatore. Non senza di colpi di pistola e duelli per amore.

Oltre a film, Tin Tan ha preso parte anche a doppiaggi. Collaborò, infatti, addirittura con la Disney per Il libro della giungla e Gli aristogatti. Nell’edizione spagnola di questi classici Disney ha il compito di doppiare personaggi principali: nel primo doppia Baloo, l’orso protagonista, mentre nel secondo Romeo, il gatto che ruba il cuore della protagonista.

Tin Tan, un patrimonio messicano

Se come detto la cultura pachuco deve tantissimo a questo attore, non è banalmente perché l’ha rappresentata sul grande schermo. Le commedie di Valdés, come si è notato dall’esempio che abbiamo riportato, erano semplici e immediate. Spesso il suo personaggio era un donnaiolo, conteso tra più dame, ma in fondo una brava persona in grado di venire a patti con il proprio animo anche grazie a una donna.

Ciò che di importante Valdés ha fatto è mettere in evidenza le differenze tra gli statunitensi e gli immigrati messicani, senza costruire una distanza, ma quasi colmandola. Ha dato nuova visione e spazio alla figura del pachuco e del messicano, in un’epoca in cui, anche se ancora oggi purtroppo avviene, il razzismo faceva da padrone. Rappresentava sempre un uomo vestito finemente, ma poco ortodosso, senza ridicolizzare però la figura ma facendo ridere di gusto.

La sua voce particolare gli fece registrare oltre undici dischi, ma ciò per cui lo ricordiamo è sempre il suo personaggio. Così famoso, che pare che addirittura si rifiutò di comparire sulla copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles. Purtroppo, anche i migliori se ne vanno e la malattia colse Tin Tan negli anni Settanta. Si ammalò infatti di epatite che degenerò in cancro. Lasciando una grande eredità che Google ha, ovviamente, celebrato.

Silvia Argento
Laureata triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Moderna e Italianistica. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice, autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

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